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Ma io tifo Renzi

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che hanno votato Berlusconi finore e che stanno votando in massa un movimento guidato da un altro pregiudicato, per reati molto più gravi. Magari cambiamo popolo, o restringiamo il diritto  di voto agli italiani 'onesti' (previa certificazione da un comitato etico autonominato). 

Grillo è pregiudicato per le conseguenze di un incidente stradale, che risale al 1980. Un giorno di trentacinque anni fa era alla guida della sua Jeep, uscì di strada e finì in un burrone. Lui se la cavò, ma due ragazzi che erano in auto con lui morirono; per questo episodio fu poi condannato per omicidio colposo. Ecco: mettere questa colpa sullo stesso piano dei crimini di berlusconi, o addirittura definirla "molto più grave", significa appunto essere incapaci di fare distinzioni morali. E' proprio ciò che vi "rimproveravo" qui (senza intento polemico, eh).

l'omicidio colposo è più grave dell'evasione fiscale, che è l'unico 'crimine' accertato di Berlusconi per ora.  O no?

sì, nel codice di hammurabi, in cui si giudicava il reo esclusivamente sulla base del danno ricevuto dalla vittima, è sicuramente più grave l'omicidio colposo.

fortunatamente il diritto si è evoluto e si giudica il reo non solo in base alla condotta, ma anche in base allo stato mentale, per cui ai reati colposi sono generalmente associate pene inferiori rispetto ai reati dolosi, per lo più se continuati come quello commesso dal silvio.

difatti grillo fu condannato a 14 mesi di reclusione senza iscrizione nel casellario giudiziario (per i privati è quindi un incensurato), mentre berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione più 2 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Dal punto di vista

NV 17/2/2014 - 17:30

Dal punto di vista prettamente giuridico l'omicidio colposo è più grave, ma dal punto di vista della reputazione per un leader politico mi pare evidente che la frode fiscale (nota bene "frode", non semplice "evasione") sia estremamente più grave:

Uno ha imbrogliato e derubato lo stato e tu ancora lo metti in condizioni di prendere decisioni politiche ai massimi livelli?

E' come assumere come baby-sitter un pedofilo conclamato.

No.

Nasissimo 17/2/2014 - 18:10

E' più grave la colpa di Berlusconi.

E i crimini accertati sono molti di più, e tutti noi lo sappiamo. L'incapacità di fare i conti con questa chiara realtà, e di raccogliere quelle istanze morali che molti italiani invece, evidentemente, ritengono esistere ed essere prioritarie, per mio gusto è la gamba zoppa di FARE. Per rimanere in argomento Grillo, prima di chiudere (con questo ho raggiunto il mio limite giornaliero di 3 post) aggiungo che secondo me FARE fa male ad accodarsi al coro dei corifei della casta, nell'alimentare l'isterìa anti-Grillo. Perché da un avanzare del M5S loro hanno tutto da perdere, FARE non ne ha nulla. Capisco che ciò deriva dalle posizioni critiche sull'euro assunte da Grillo che non si condividono (non le condivido nemmeno io), ma mi pare che gli si attribuisca eccessiva importanza. E perché ci sono molte altre questioni oltre a quelle di natura economica; e perché il M5S è un universo variopinto, che raccoglie molte istanze contrastanti. Il programma del M5S non parla di uscire dall'euro ma di un referendum, e penso che questo punto potrebbe pure essere accantonato, perché non è così centrale. L'associazione M5S-Barnard, che si fa superficialmente, è del tutto scorretta: è stato Barnard a tentare di cavalcare il fenomeno, come molti altri, e senza nemmeno riuscirci. Per capire il fenomeno M5S, e le ragioni del consenso che ha raccolto, bisogna tentare di cogliere quelle istanze morali di cui si diceva. Bisogna tentare di capire che nell'interpretazione dei processi storici la chiave economica non è l'unica chiave di lettura possibile: un materialismo storico così rigido supera perfino Marx. Si può anche associare il declino alla seconda globalizzazione, e si può anche intendere questa come processo solo economico; si può (con buona ragione) parlare della presenza di una classe dirigente incapace e corrotta, ma a questo punto si deve fare anche l'ultimo passo, e parlare delle ragioni che hanno consentito a quest'ultima di impadronirsi del potere, di produrre questo degrado ormai ventennale, e che ci impediscono adesso di scalzarla davvero. Vale la domanda con cui concludevo il post precedente: qua abbiamo un tizio che dal '93, da quando io ho iniziato a votare, a ogni tornata ci entra in casa coi suoi "videomessaggi", simili a quelli che faceva Gheddafi, ma di questo non ne parliamo neppure. Come se fosse normale. E' normale?

Ma quali istanze morali? Le istanze morali degli italiani sono talmente forti che prima di sto tizio avevamo Forlani, Craxi, Andreotti ed oggi  il signore in questione si becca ancora il 23% dei voti e probabilmente sarà a capo di una coalizione che ne prenderà anche di più.
Poi cosa vuol dire raccogliere le istanze morali? Cosa dovrebbe fare FARE? Mettersi a sbraitare "tutti in galera", come faceva la Lega (ed oggi il M5S) ? Altrimenti l'italiano medio potrebbe non capire che sono persone oneste? Comportarsi seriamente non basta?

Altrimenti l'italiano medio non capisce che sono persone oneste? Comportarsi seriamente non basta?

Mi duole ammetterlo, ma temo che all'italiano medio non interessi la serietà. Vuole spettacolo, appariscenza, emotività, teatralità... Statistica e freddi numeri non suscitano nulla, sono addirittura opinioni per molti.
Questo ce lo dice la storia italiana, e non solo quella perché credo che anche nella maggior parte dei Paesi avanzati in campagna elettorale i singoli partiti applicano la stessa metodologia di quelli principali italiani. La nostra peculiarità è che abbiamo una classe politica perennemente inetta e tendente alla mafiosità e alla protezione della propria parrocchia (come appunto molti italiani d'altronde), e parallelamente un giornalismo succube ad essa e incapace quindi di svolgere adeguatamente il suo lavoro.

e per amore di semplicità possiamo rifarci a quello, anche se ce ne sarebbero infiniti altri altrettanto pertinenti. L'esempio era questo: qua abbiamo un tizio che dal '93, da quando io ho iniziato a votare, a ogni tornata ci entra in casa coi suoi "videomessaggi", simili a quelli che faceva Gheddafi. Ma di questo qui non parliamo neppure, come se fosse normale.
E' normale? Se non si dice nulla, se si trascura di affrontare l'argomento scabroso della concentrazione di potere mediatico, si fa passare l'idea che tutto questo sia normale. Quello che potrebbe fare FARE (simpatico il gioco di parole) è entrare nell'argomento, ed entrarci con la stessa durezza con cui tratta i temi economici che gli sono cari.

La moralità degli italiani è tale che il signore in questione ancora prende il 19% dei voti. Una triste realtà. Ma è anche una realtà che esiste un altro 25% (almeno) che il suddetto tizio lo vorrebbe vedere finalmente in galera.
Il 19%, o 23%, o pure 30% che il tizio con la sua "coalizione" potrà raccogliere domani, non gli basterebbe, se tutto il resto del mondo fosse unito nella determinazione che coi criminali e i loro amici non si dialoga e non ci si "intende", per nessuna ragione. Questa è (sarebbe) la prima istanza morale da raccogliere.
Con questa determinazione in mente, quello stesso machiavellico pragmatismo che portava qui Giovanni Federico ad affermare addirittura che se Churchill (?Chamberlain?) tenne vertici con Hitler, allora Renzi oggi può fare accordi pure con Berlusconi, e non c'è nulla di male, potrebbe portare FARE a vedere nel M5S un possibile interlocutore, anziché uno spauracchio.
Non si è d'accordo sull'euro? Discutiamone.

potrebbe portare FARE a vedere nel M5S un possibile interlocutore, anziché uno spauracchio. Non si è d'accordo sull'euro? Discutiamone.

Da quanto ne capisco io, l'uscita dall'Euro non è assolutamente un punto del M5S, tant'è che ci sono diversi esempi di attivisti che hanno abbandonato il movimento proprio per questa ragione. La richiesta di poter svolgere un referendum su un qualsiasi tema, incluso una eventuale uscita dell'Euro, è invece tutt'altro discorso, chiaramente un punto abbastanza fondamentale (il referendum, non l'uscita dall'Euro in se) di un movimento che proponga una maggiore democrazia diretta.

A me piacerebbe essere chiamato a votare in un tale referendum, ovviamente per votare per la permanenza, non perché abbia un amore sconfinato per l'Euro, ma perché in primis non lo ritengo il problema che molti dipingono, e non sono convinto abbia più svantaggi che vantaggi, anzi, e poi perché uscire dall'Euro per ritornare alla Lira mi pare un controsenso, dato che prima dell'introduzione dell'Euro la Repubblica Italiana, ma anche il Regno d'Italia, non era mai stata un'area valutaria ottimale.

Mi piacerebbe in questo senso poter leggere una serie di articoli su NfA sulle valute complementari parallele, ad esempio avrebbe senso per la Sicilia o la Sardegna emettere una valuta convertibile ma liberamente oscillante in Euro e permetterne l'uso per la raccolta fiscale degli indigeni e per pagare i propri dipendenti o fornitori indigeni?

avrebbe senso per la Sicilia o la Sardegna emettere una valuta convertibile ma liberamente oscillante in Euro e permetterne l'uso per la raccolta fiscale degli indigeni e per pagare i propri dipendenti o fornitori indigeni?

non me lo voglio perdere. eppoi ci son quelli che sbuffano quando gli si cita mugabe e lo zimdollar!

in generale, non sono certo daccordo con la democrazia diretta, che piace finchè dà risultati che mi piacciono.

"burro o cannoni?" non ha del resto una risposta che il corpo elettorale possa azzeccare meglio di un'assemblea di rappresentanti delegati a farlo.  ma i grillini sono convinti che uno vale uno, perchè da loro  ce ne sono solo due che valgono molto di più.

in generale, non sono certo daccordo con la democrazia diretta, che piace finchè dà risultati che mi piacciono.

Allora non sei d'accordo, sempre in generale, con la democrazia rappresentativa, "che piace finchè dà risultati che mi piacciono". Ergo non sei d'accordo, in generale, con la democrazia. :-)

sono meglio tutelati da istituzioni intermedie, la caccia al negro ci vuole un attimo ad organizzarla al grido "il popolo lo vuole!",  magari anche consultato prontamente in rete.

e che dire degli argomenti in cui occorrono cognizioni specifiche, ad es. le cure mediche? vannoni è stato un po' troppo in anticipo sui tempi, ma il domani potrebbe essere tutto di personaggi del genere.  :-(

sono meglio tutelati da istituzioni intermedie, la caccia al negro ci vuole un attimo ad organizzarla al grido "il popolo lo vuole!",  magari anche consultato prontamente in rete.

Già, perché la bossi-fini chi l'ha votata?

autogol

dragonfly 19/2/2014 - 16:43

la bossi-fini è stata duramente discussa prima dell'approvazione e, se la si considera di una gravità pari a quella del linciaggio col cappuccio in testa, può anche essere abrogata.

anche le democrazie indirette sbagliano, ma molto meno.

Il linciaggio col cappuccio in testa non mi pare proprio un espressione di democrazia diretta...

In una democrazia diretta comunque avresti una costituzione difficile da cambiare e delle istituzioni che tutelano i diritti delle minoranze.

I vantaggi della democrazia diretta mi sembrano palesi:

  • obbliga i cittadini a considerare le proposte nel merito e quindi è meno vulnerabile al carisma dei singoli leader e partiti
  • consente di esprimere posizioni variegate senza doversi uniformare a quelle di un solo parito
  • evita il problema "principale-agente" di doversi fidare a dare mandato in bianco ai politici
  • riduce il potere di influenza di lobby, mafie, ecc.

I vantaggi della democrazia rappresentativa quali sono? Boh, io non vedo alcun motivo per il quale chi viene eletto in parlamento dovrebbe essere migliore dei suoi elettori, e gli ultimi anni di storia italiana dovrebbero fugare qualunque dubbio:

I politici italiani sono il gruppo sociale con la maggiore frequenza di persone colpite da provvedimenti giudiziari, dopo i carcerati. Ok, all'estero non sono così, ma comunque tutti i parlamenti del mondo hanno la loro bella dose di cialtroni.

L'unico vantaggio della democrazia rappresentativa mi sembra puramente tecnico: far votare ogni giorno milioni di persone è più difficile che far loro eleggere qualche migliaio di rappresentati che votano ogni giorno per mestiere. Ma con la tecnologia moderna credo che questo problema sia ampiamente risolvibile.

la forzatura del mezzo referendario esistente, come ci ricorda giovanni federico, ha gia dato buona prova di sè: ad es. il cittadino è stato obbligato a entrare nel merito dell'energia nucleare o della gestione dell'acquedotto. ovviamente le buone e documentate ragioni di carlo stagnaro non hanno prevalso sull'urlo scomposto del nostro peppino da genova.

Non è che se la democrazia diretta da risultati che non ti piacciono allora vuol dire che non fuznoni, anche perché lo stesso argomento si potrebbe applicare alla democrazia rappresentativa. Meglio la dittatura allora?

E' così.

Nasissimo 3/3/2014 - 19:01

ed è  tanto "vecchio" e "già visto" quanto lapalissiano. Chi inventò la Democrazia ad Atene la pensò diretta. La Democrazia Rappresentativa ne è chiaramente una riduzione, non un potenziamento, che fu introdotta principalmente per le esigenze "tecniche" che cita. Con l'estendersi della comunità, diventava complicato coinvolgere tutti nelle decisioni. Con la tecnologia moderna questo problema è divenuto risolvibile (anche se non troppo semplicemente), e quindi forse possiamo riconsiderare la questione.

Come prima cosa da dire però c'è che la regione tecnica non è la sola a favore della Democrazia Rappresentativa. Secondo l'opinione diffusa, un'altra sarebbe la presunta maggiore "competenza", e l'ancor più probelmatico maggior "valore", degli uomini che alla politica dedicano la loro esistenza.

La comunità  dovrebbe essere in grado per via elettiva di scegliere i "migliori", allo scopo di prendere le decisioni migliori. A parte che ciò tradisce una concezione aristocratica che stride un po' con le fondamenta della Democrazia che si discutono qui, come dice lei non si vede per quale ragione il Parlamento dovrebbe essere migliore dei suoi elettori; e basta osservare la classe dirigente che ci ritroviamo per vedere che questa è pura superstizione. Infine pure la pretesa "competenza" è frutto di un equivoco. Perché anche qui non si capisce quali sarebbero le "competenze" richieste, e quale sia il percorso formativo che ne certifichi il possesso. E, anche qui, basta osservare la classe dirigente che ci ritroviamo per riconoscere l'insensatezza dell'obiezione.

della propria porta, però. :-)

Chi inventò la Democrazia ad Atene la pensò diretta.

mi tocca ricordare che ad atene vigeva la schiavitù e non il suffragio universale. comunque, era un mondo un filino più semplice, oltre sparta non si andava.

per rimanere alla cronaca. una bella consultazione in rete per la crimea, sarebbe prudente? quale dovrebbe essere il quesito e chi lo decide? potrebbero votare solo quelli che sanno dov'è la crimea e lo staff di un ministero (sì, anche alla farnesina) lo sa meglio che la media degli utenti sempre connessi.

ricordare che fu proprio la "democrazia diretta" ateniese a processare e condannare Socrate.

da Atene alla Crimea non è male.

io dicevo che la Democrazia Rappresentativa è una riduzione, non un potenziamento, della Democrazia Diretta. E dicevo appunto che la comunità era numericamente più ristretta (che fosse "più semplice" è discutibile), quando si estese, fu necessario introdurre la versione Rappresentativa. Ma nel presente c'è una circostanza nuova, che pure gioverebbe notare. Con la rete, questo problema è divenuto risolvibile. Anche qui non proprio "semplicemente", ma tecnicamente non è fantascienza pensare di poter ritornare, adesso, alla versione originaria; anche in una comunità di milioni di cittadini con diritto di voto. Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Quando sedute in un ministero stanno soubrettine che lo hanno succhiato al capo, quando un ministro dell'istruzione parla di tunnel tra il CERN e il gran sasso, allora la media degli utenti collegati in rete è di gran lunga superiore, allo staff del ministero. Nello staff del ministero, pure alla Farnesina, pure ora, sta gente che non sa meglio di me dove sta la Crimea. Poi dopo che scoppia il casino in Crimea (forse) si documentano, ma questo può farlo bene anche l'utente collegato in rete. Perché oltre a quella citata sopra, c'è un altra circostanza storica dell'ora, che ci differenzia dal passato. Mentre la classe dirigente si degradava, culturalmente e moralmente, il livello di istruzione medio della popolazione aumentava. Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari. E con la rete, la possibilità di chiunque di documentarsi e accedere a informazioni non è ora molto inferiore a quella di un ministro. Anche di questa seconda circostanza, qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

Cultura media

floris 4/3/2014 - 18:04

Oggi la cultura media della popolazione non è inferiore a quella dei parlamentari.

Esser laureati non indica necessariamente avere una cultura maggiore di chi laureato non è, però ricordo che i parlamentari con laurea sono circa il 65%, gli italiani con laurea circa il 15%. Insomma, nonostante preoccupanti casi in parlamento ci andrei piano con certe affermazioni, stiamo comunque parlando di gruppi di composizione assai diversa.

Qualcuno se ne è accorto, qualcun'altro ancora no.

non è affatto nuova, non è figlia della  innovazione travolgente degli ultimi anni.

a me ricorda quella specie rapidamente estinta dei  marxisti, seguaci di una  meravigliosa teoria "scientifica" e quindi ineluttabile, prima ancora che rivoluzionaria.  nella loro versione più tollerante e democratica, diciamo quella italiana anni '70, distinguevano proprio  fra quelli che l'hanno già capita e quelli che ci arriveranno, con annesso sorrisino paziente.

auguro ai credenti nella rete una sorte migliore, naturalmente.

Ci sono delle novità, nel mondo, di cui bisogna prendere atto: qualcuno ci arriva prima, qualcun'altro dopo. Va sempre così. L'invenzione della stampa è del 1483, ma prima di venticinque anni si fece fatica a comprenderne la portata. La rete vale ben più della stampa come portata storica, ed è quindi sicuro che le sue conseguenze saranno maggiori di quelle dell'invenzione della stampa, che pure non furon poca cosa. Non si tratta di esser "credenti", perché non c'è da attendersi nulla dalla rete in sé (che è un mezzo, come la stampa), ma di coglierne la portata e le possibili implicazioni, nel contesto presente. Una di queste è che rende possibili parziali o totali ritorni a forme di partecipazione politica simili alla Democrazia Diretta delle origini. Per chi sia Democratico nel senso greco della parola (non quello che tira fuori sempre i comunisti marxisti, come fa berlusconi pure se perde il Milan) questa circostanza nuova può solo essere vista con interesse.

Euro

Francesco Forti 19/2/2014 - 08:29

Da quanto ne capisco io, l'uscita dall'Euro non è assolutamente un punto del M5S, tant'è che ci sono diversi esempi di attivisti che hanno abbandonato il movimento proprio per questa ragione.

Non seguo la logica.  Se alcune persone abbandonano il movimento per questo tema è proprio perchè per il movimento questo è un tema strategico. E visto che non succede il contrario (i fautori dell'uscita non abbandonano il movimento) allora questo delinea abbastanza chiaramente o i numeri di una maggioranza interna oppure il pensiero dominante del padre padrone (che lo considera assolutamente "un punto del M5S").

Forse volevi dire che non c'è unanimità.

 salvo smentita, che gli oltranzisti anti euro (chi?) se ne sarebbero andati (quando,dove?) perchè i grillini sono troppo wimpy. lo sono, in realtà, sempre lì  ad aspettare le istruzioni dal comando, i messora a cavallo.

E visto che non succede il contrario (i fautori dell'uscita non abbandonano il movimento) 

Mi sono spiegato male, alcuni fautori dell'uscita dall'Euro, senza referendum, sono usciti dal movimento, proprio perché ritengono che l'idea del referendum sia sbagliata, e ce l'hanno con Grillo per questo motivo, ed anche in molti, tra questi, rimasti nel movimento ce l'hanno con Casaleggio perché è visto come un pro-Euro.

Alcuni dei fuoriusciti sono finiti in questa associazione: http://www.riconquistarelasovranita.it/ (vedi ad esempio http://www.riconquistarelasovranita.it/azione/ars-m5s-e-sovranisti-pentastellati).

il punto fondamentale per il movimento è la referendabilità, non il tema in se stesso.

Roosevelt e Churchill fecero tre vertici con Stalin (Teheran, Casablanca e Yalta), oltre a tenere una corrispondenza intensissima

Mi permetto di complicare le cose a Nasissimo, in questo caso"complicare" può servire a chiarire.

Stalin era Stalin, ma del punto di vista dei comunisti sovietici Churchill e Roosvelt erano a capo di sistemi politici reazionari che sfruttavano il proletariato e affamavano i popoli. Due criminali!

So che scritto così oggi fa quasi ridere ma fino agli 80 in Italia c'era gente che tirava bombe e gambizzava per questo.

Applicando il criterio di Nasissimo nessuno avrebbe dovuto parlare con nessuno a Yalta anzi avrebbero dovuto continuare a massacrarsi a vicenda una volta sconfitto Hitler.

a ogni tornata ci entra in casa coi suoi "videomessaggi", simili a quelli che faceva Gheddafi. Ma di questo qui non parliamo neppure, come se fosse normale.
E' normale?

Per gli italiani sì, siamo il paese dove colui che ha creato la "Par Condicio", per impedire questi messaggi, quando si ventilarono indagini sulla sua persona non esitò a fare un messaggio, a reti unificate, per dire che lui "non ci stava".

Dove alla presidente della Camera viene offerta una trasmissione televisiva senza contraddittorio per emettere sentenze su movimenti politici senza che nessuno noti niente di strano.

Dove il grande oppositore di Berlusconi, tale Grillo, fa videomessaggi sul web (perchè non ha televisioni) e nessuno nota le similitudini.

 

Il 19%, o 23%, o pure 30% che il tizio con la sua "coalizione" potrà raccogliere domani, non gli basterebbe, se tutto il resto del mondo fosse unito nella determinazione che coi criminali e i loro amici non si dialoga e non ci si "intende", per nessuna ragione. Questa è (sarebbe) la prima istanza morale da raccogliere.

Invece sarebbe da togliersi la spocchia di essere quelli con "dio dalla loro parte"  e domandarsi perchè un 23% della popolazione vota un cialtrone invece che "color che son onesti, belli e bravi".

Forse perchè il normale dialogo democratico lo considerano machiavellico pragmatismo ? Chè è lo stesso modo di ragionare che avevano comunisti e fascisti (non offenderti ma se ci pensi è così)?

Se sono vicino di casa di Hitler e mi metto d'accordo con lui su come dipingere la staccionata che abbiamo in comune non significa nè che approvo l'invasione della Polonia, nè che mi trasfomerò in antisemita o in vegetariano.
A proposito di "semiti" credo che fu Rabin a dire, quando i suoi accordi con Arafat furono criticati, che "gli accordi per la pace devi farli con il tuo nemico, con chi se no?".

Poi venne ucciso, da uno che con i "criminali e i loro amici" non voleva ci fosse dialogo.

Un 20 - 25% degli italiani sono tendenzialmente inclini alla delinquenza o comunque all'indifferenza il rispetto delle regole.

Questi italiani, e la classe politica che li rappresenta, sono i fondamentali responsabili del declino del paese. Non si può pensare di "fermare il declino" in collaborazione con loro. L'unica speranza è quella di prendere il potere (in maniera democratica, visto che comunque questi non sono la maggioranza) ed obbligarli a comportarsi da cittadini di un paese sviluppato con la minaccia della galera.

Stupidata. Sia perchè non è vero che l'italia ha un quarto di delinquenti tra i suoi abitanti, ma anche fosse: se un 25% del paese tiene in scacco il restante 75%, allora questo 75% non vale niente ed è quindi il vero responsabile.

Sia perchè nella realtà il declino del paese è stato portato avanti da governi che avevano maggioranze molto (ma molto) superiori al 25% e da opposizioni di intelligentoni che sognavano l'Unione sovietica.

In Italia siamo sempre alle solite: la colpa è degli altri che votano sbagliato, mai di quelli che votiamo noi che non han combinato niente. Si critica Berlusconi e poi si ragiona uguale.

AGGIUNTA:

Poi un paese può funzionare benissimo anche se fosse governato da maggioranze di disonesti se questi fossero abbastanza intelligenti da semplificare le regole e le leggi che non gli piacciono. Ad esempio: in Italia è reato avvisare qualcuno di un imminente controllo fiscale, in svizzera, che sappia io, è la norma.

Il problema non è la carenza di onesta, almeno da un punto di vista politico ed economico, ma la carenza di capacità.

Stupidata. Sia perchè non è vero che l'italia ha un quarto di delinquenti tra i suoi abitanti, ma anche fosse: se un 25% del paese tiene in scacco il restante 75%, allora questo 75% non vale niente ed è quindi il vero responsabile.

Probabile. Ma il punto non è chi sia il responsabile, il punto è come se ne esce. Continuando a fare concessioni a favore del 25% di delinquenti?

Poi un paese può funzionare benissimo anche se fosse governato da maggioranze di disonesti se questi fossero abbastanza intelligenti da semplificare le regole e le leggi che non gli piacciono. Ad esempio: in Italia è reato avvisare qualcuno di un imminente controllo fiscale, in svizzera, che sappia io, è la norma.

reference?

Probabile. Ma il punto non è chi sia il responsabile, il punto è come se ne esce. Continuando a fare concessioni a favore del 25% di delinquenti?

Sono sinceramente stupito. Ma hai capito quello che ho scritto?

reference?

Di cosa? Praticamente ogni governo colonialista del passato è stato un governo di delinquenti e assassini ma non mi pare che Olanda, Belgio, UK siano stati malgovernati.

Gli USA della schiavitù o il sudafrica dell'apartheid erano forse governati male?

Il Giappone imperiale era un gran paese ma stupravano ed uccidevano tranquillamente coreani e cinesi.

Oppure non conta, i delinquenti son solo quelli che evadono le tasse?

Con il criterio italiano attuale questi paesi erano governati da delinquenti. Anzi lo sono ancora dato che da noi la pena di morte è vietata mentre non lo è in Giappone e USA.

 che Grillo segua un programma che non sia sfasciare tutto, che si possa indire un referendum  sull'euro senza provocare una catastrofica fuga di capitale ed un crollo verticale dei titoli di stato, che i votanti M5S siano animati da nobile afflato morale invece che da rabbia cieca etc . E che gli Hyksos si siano impadroniti dell'Italia all'oscuro del nobile popolo italiano

 

è giusto se "tutto" sono quei quattro cani che hanno occupato il potere in questo ventennio. Grillo non vuole sfasciare "tutto", vuole sfasciare solo questo sistema di potere, incentrato su un tycoon dei media condannato, circondato dai suoi faccendieri i suoi avvocaticchi i suoi magnaccia e le sue maia.. ..le ragioni che animano i votanti M5S non sono "rabbia cieca", è solo indignazione, ed è l'indignazione di chi ci vede benissimo.

Indignarsi è faticoso. Ma essere capaci di indignazione è un dovere.

Io non mi illudo di nulla, non sono favorevole al referendum sull'euro, non condivido il programma del M5S se non in alcune porzioni, né credo che ce la possano fare. Ma gli riconosco il merito di aver saputo finalmente dare voce a questa diffusa (e stra-giustificata) indignazione morale, istanza che precede il M5S almeno di tre lustri, ma che nessun altro (FARE compreso) né prima né dopo ha saputo cogliere e interpretare.

Mi dolgo di vedere che chi come voi (e come altri) avrebbe forse migliori strumenti a disposizione per farsi sotto, per "fermare il declino", per trarre il paese da queste macerie, disonosca la centralità della questione morale, e si defili dalla necessità di affrontarla con la necessaria determinazione, se non addirittura di affrontarla del tutto.

Piuttosto che affrontare il tema difficile è più comodo fare gli struzzi: questi parlano della loro "economia" e della "globalizzazione, quelli delle loro "riforme" e del "lavoro", come se una qualunque riforma potesse avere un senso, potesse fermare il declino, in presenza di questo stato di cancrena generale.

Le possibilità che questo terribile referendum produca l'olocausto paventato sono risibili. Sia perché il referendum non si farà, sia perchè se anche si facesse il risultato sarebbe favorevole all'euro. Il referendum si doveva fare se mai nel 2000, come fu fatto in Danimarca, e poteva essere giusto. Ora è fuori tempo. Ma non ha nessuna importanza, non mi metterò a difendere questa idea che non condivido neppure: quello che vi rimprovero è il saper cogliere, del fenomeno M5S, e di tutto quanto il processo storico in corso, solo questa frignuccola del referendum sull'euro. E più in generale di non cogliere il fatto che quel "declino" ventennale che si vorrebbe fermare è un declino Morale, prima di tutto. POI, è anche economico, politico, sociale. Ma prima è morale.

Se falli la diagnosi, come puoi azzeccare la cura.

Il declino morale lo puoi fermare incentivando le persone a non perpetrare determinati comportamenti o comunque cercando di farli limitare; e lo puoi fare solamente con le riforme e modificando la struttura che compone il sistema Italia, compreso quello economico.

Questa è una regola aurea valida in ogni tempo e in ogni dove. Ed è nella consapevolezza del profeta, come di ogni padre.

Nel caso specifico dell'italietta di questo sciagurato ventennio, il degrado morale (che precede, non segue, quelli economico, politico e sociale) è stato favorito da due cause. Una, certo, è la innata predisposizione al compromesso dell'italiano medio. Ma questo è un problema secolare, le cui cause storiche risalgono alla controriforma, o forse a prima ancora, assolutamente fuori dalla portata di ogni riformicchia che questo governo o uno successivo possa intentare. L'altra è stata il cattivo esempio che una classe dirigente impresentabile ha fornito ogni giorno per vent'anni, con il suo continuo, quotidiano scempio della decenza; giustificato o minimizzato dalle tivù e dai giornali asserviti che fornivano argomenti giustificatòri perfino alle orge con minorenni nei palazzi di stato.

Il declino morale lo puoi fermare solo con la punizione di chi si è macchaito di crimini, con la condanna ferma dei comportamenti delittuosi, e soprattutto con un esempio contrario.

Per questo sarebbe importante adesso (per fare un esempio) che lo stipendio dei parlametari fosse tagliato a 2000 euro. Lo so anche io che nel bilancio dello stato lo stipendio di 900 parlamentari non ha alcun impatto significativo. Ma chi dice questo, dimostra di avere sostituito il pallottoliere al cervello, e di non capire il valore e l'importanza dell'esempio, e quindi della centralità dell'educazione morale che solo con l'esempio si conduce.

Dal degrado morale si esce solo così. Con una netta, forte, decisa stretta morale, impressa nella direzione contraria. Un Savonarola, oggi, non ce l'abbiamo. Ma a me pare che tra Renzi e Grillo quello che almeno cerca di muoversi in questa direzione sia il secondo. Il primo è il campione mondiale del compromesso. Mi ricorda di più il cardinale Alberoni.

Riforme

Andrea Grenti 19/2/2014 - 18:26

Il declino morale lo puoi fermare solo con la punizione di chi si è macchaito di crimini, con la condanna ferma dei comportamenti delittuosi, e soprattutto con un esempio contrario.

Le riforme comprendono anche questo. Se leggi il programma di Fare trovi più o meno le stesse proposte, a partire dalla riforma della giustizia e della legislazione.

FARE, anche senza considerare il caso Oscar "Taci miserabile!" Giannino, sul quale stendiamo un velo pietoso, tende ad esprimere idee un po' ambigue riguardo ad alleanze e all'evasione fiscale.

Ma cerco di farla breve. Se "le riforme comprendono anche questo" ne sono felice, ma non capisco bene cosa intendi, e in generale non mi pare.

In altri punti ho portato più volte questo discorso: qua abbiamo un tizio che da vent'anni entra nelle nostre case coi suoi "videomessaggi", come quelli che faceva Gheddafi. Il primo fu nel '93, l'ultimo l'altro ieri, nel 2013. E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Qui tu parli di "Riforma della Giustizia". Bene. Nel programma di FARE trovo subito un pericoloso accenno alla famigerata "separazione delle funzioni (carriere?), che mi fa temere non si siano comprese le ragioni che portarono i nostri padri costituenti a volere la carriera unica, memori di quello che era successo prima. Trovo troppi riferimenti all'economia e alle imprese, frutto della stessa forma mentis che produce una idea di "efficienza" superficiale, da far valutare poi a un ente che sia dotato di una pericolosa "terzietà" (e due). Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM.  

Ovunque trovo una concezione utilitaristica della Giustizia che mi progura disagio (disgusto sarebbe troppo forte). La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile. A molti economisti di oggi (compresi quelli di FARE) gioverebbe ricordare che la loro disciplina nacque come una costola della filosofia morale.

Ma non sconfiniamo, restiamo nella Giustizia. Ti spiego cosa penso, con un esempio. Il giudice Rosario Priore è l'Uomo che ha inseguito per trent'anni i responsabili della strage di Ustica. Non so quanto denaro dei contribuenti abbia speso, ma immagino che per ripescare dal fondo del mare tutti i pezzettini del DC-9, e ricomporre tutto il puzzle in un hangar, qualche spiccio ci sia voluto. Questi trent'anni di lavoro di chi sa quante persone e questo fiume di denaro ci hanno dato alla fine una ricostruzione abbastanza attendibile dell'accaduto, ma non sono serviti per individuare nessun colpevole. Se per misurare la "performance" si utilizza un rapporto costi/benefici, dove i costi sono le spese sostenute e i benefici il numero di colpevoli individuati, questo è un magistrato inefficiente. Dunque il metro è sbagliato, perché nel mio giudizio quest'Uomo è al contrario un esempio di quale spirito debba muovere la magistratura, specialmente la magistratura inquirente.

Il magistrato non è l'impiegato del call-center, che è efficiente se spunta x vendite ogni y telefonate. Il magistrato indossa una toga perché è un sacerdote. Un sacerdote della Dea Giustizia, che deve render conto del suo operato alla sua Dike, non a un comitato di valutazione della "performance" composto da quattro coglioni (pardòn) con una calcolatrice.

Ma Rosario Priore secondo te ha speso 30 anni solo per Ustica? Avrà pur fatto qualcos'altro. E anche se fosse, ricordati che per uno che rincorre una causa giusta ce ne sarà un altro che spende 30 anni a giocare a golf. Davvero vogliamo lasciare i giudici liberi di decidere come passare la propria carriera, senza alcun controllo esterno? 

E poi, ti pare il caso di usare un aneddoto completamente fuori dalla norma (un outlier, diciamo noi) per valutare una proposta di riforme? Non è che chi vuole il cambiamento si sia inventato che bisogna che i giudici devono lavorare di più, perché gli danno fastidio i giudici. Ci sono, dati alla mano, differenze enormi nell'efficienza e nei costi delle procure. Perché? Tutte quelle inefficienti evidentemente stanno a rincorrere stragi irrisolte, o altre cause eticamente "giuste". Resta il fatto che questo spiegherebbe solo le differenze degli arretrati, non le differenze nei costi (pensiamo ai risparmi ottenuti a Bolzano sulle intercettazioni). Allora, che ci spieghino da dove sorgono queste differenze, o pensiamo davvero che il giudice sia libero di alzarsi la mattina e fare quel che gli pare senza rendere conto a nessuno? 

L'idea del giudice che rende conto solo a se stesso e al suo anelito morale è molto bella. È anche idealista e naive. Nessuno vu0le ridursi a valutarne l'operato col calcolatore, ma il calcolatore serve, eccome, per fornire una base di partenza. 

Il mio esempio era forzato, è vero, ma era solo un esempio, che come ogni caso di scuola serviva per evidenziare il punto. Che è quello che dicevo, e che riconosci anche tu. L'operato di un giudice non si valuta con la calcolatrice: il metro morale, se non è l'unico possibile, è sicuramente quello principale. Ed è ineludibile. Non può essere messo in subordine, né tampoco sostituito del tutto da altri criteri, più o meno "obiettivi" o "scientifici": l'idea che i "numeri" possano fare le veci dei Valori (e sollevarci dall'onere del giudizio morale) non è meno naive di quella mia del Giudice che risponde solo alla sua Dea.

Non sostengo poi che il giudice debba rispondere solo a se stesso. Non è così, infatti, risponde all'organo di auto-governo della magistratura, il CSM, e alle sue emanazioni. Io sostengo che questo auto-governo non deve essere intaccato in nessun modo. Sarebbe estremamente pericoloso, perché non si può evocare nessuna "terzietà" senza rischiare di introdurre un vulnus: un potenziale punto di corto-circuito con gli altri due poteri (che già sono cortocircuitati tra loro, in un paese che nella prassi produce quasi sempre un premier che è anche capo della maggioranza parlamentare). Questo rischio è troppo grande perché ci possano essere argomenti sufficienti per farcelo correre. In questo sciagurato ventennio, l'unico pilastro che (faticosamente) ha tenuto e ci ha impedito di precipitare in una dittatura conclamata è stato l'indipendenza della Magistratura. E questo lo si deve a questa separazione assoluta tra i poteri, voluta da uomini che sapevano cosa facevano, e che avevano memoria di quello che era avvenuto prima.

Contesto pure l'idea che il Rosario Priore dell'esempio sia l'outlier, mentre il giudice che passa trent'anni a giocare a golf sia la norma, e non il contrario. Se hai notizia di un giudice che ha passato trent'anni nei campi da golf dimmi come si chiama, perché qua nonostante la propaganda anti-giudici che ci bombarda da due decenni non ne ho mai sentito parlare.

Concludo dicendo che la mia vuole essere una polemica costruttiva. Trovo molte cose convincenti, in questo blog e nel programma di FARE, e apprezzo la correttezza (controcorrente) dei suoi membri. Trovo però che la pretesa di misurare tutto col metro del denaro, di sostituire la Coscienza con l'aritmetica, di partire dal rapporto deficit/pil pure se si parla di fenomenologia dello spirito, produca a volte dei giudizi superficiali, o anche grossolanamente sbagliati.

Questo caso (Rosario Priore magistrato inefficiente) è l'esempio di uno di questi.

quelli che con una inchiesta sola ci libereranno dal debito pubblico. più o meno.

E' regolare, secondo te? Se non si dice nulla, si avvalla l'idea che sia regolare. Cosa propone FARE, perché questo scempio della decenza non sia più possibile? Nulla. Nel programma io ho trovato solo un vago e striminzito accenno a un certo "conflitto d'interessi" (quale ipocrita espressione). C'è dell'altro?

Ti pare normale l'Italia allora? Se quel tizio può fare videomessaggi e monopolizzare le TV è perché ciò è concesso dalla vaga legislazione italiana, e dallo strapotere politico sul resto del Paese che il tizio medesimo si è appropriato (anche attraverso le sue di TV). Cosa fare? Mettere dei paletti, promulgare leggi per arginare il problema, creare delle commissioni di controllo, ecc.
Ci deve essere la volontà del Paese e dei suoi cittadini anche, oltre quella politica.

Di nuovo, ciò mi fa sospettare che non si siano comprese le ragioni del sussistere di un auto-governo, che informarono la creazione del CSM. 

E chi ti dice che il CSM non possa fare ciò che s'intende qui?
Alcuni membri del CSM vengono comunque eletti dalla politica (ora non ho guardato chi e come); pensare di escludere quest'ultima dalle nomine dei vari centri di potere e controllo è utopia.


La "performance" di un magistrato non si misura, e se si misura, si misura con un metro di valore esclusivamente etico. Questa pretesa di avere in tasca un metro a-morale, fatto solo di "numeri", con cui si pretende machiavellicamente di misurare tutto (fingendosi così "obiettivi") non è solo immorale, è impossibile.

E' immorale anche giudicare medici ed insegnanti che possono sbagliare nel loro lavoro, o non farlo sempre bene. Quindi non è possibile per te porre rimedio agli errori di queste categorie, compresi i magistrati? Non si tratta di pressare il magistrato affinché non possa addirittura svolgere in pace il suo lavoro; si tratta di valutare il suo operato secondo le regole del CSM, della magistratura e della legge italiana, ed attribuire ad essi anche una logica conseguenza economica.

In ogni caso, bisognerebbe capire che anche l'amministrazione della giustizia è un servizio pubblico, pagato dai contribuenti, e che la sua efficienza si riverbera sul sistema economico.

Dopo di che, possiamo - anzi dobbiamo - garantire i diritti di tutti, ma principalmente quelli dei cittadini, verificando che gli operatori di giustizia (in primis, i magistrati) si preoccupino di adempiere ai loro compiti in maniera efficiente e che il sistema sia organizzato in questa prospettiva.

Evocare un sacerdozio - più o meno laico - fa risonare l'orgoglio dei magistrati, forse, ma non giova alla società.

Meraviglioso! Fiat iustita, et pereat mundus!
Magari pensare che con i soldi spesi in tale indagine, si sarebbe potuto accorciare i tempi MEDI del processo penale, evitando che gran parte della popolazione carceraria italiana attuale sia composta da persone in attesa di giudizio, o dei tempi MEDI del processo civile, evitando così che molti siano terrorizzati dalla prospettiva di investire in Italia, cosa che sicuramente giustifica parte della disoccupazione attuale, beh, tutto questo è evidentemente da persone che hanno un pallottoliere al posto del cervello.
Certamente. E per fortuna di persone del genere ce ne sono, anche se troppo poche.

Italia   Avvocati    Popolazione
          247.040    60.779.708
Lombardia 36.174   9.992.548
Piemonte    9.447   4.463.135

Produttivita' dei magistrati superiore alla media europea, tasso legale degli interessi al 2.5% (ossia, praticamente, un affare non pagare i debiti.....e resistere in giudizio)...

Un caffè letterario..Bla bla bla tic tic.

Almeno nel mio settore, peraltro,  professori non hanno molto seguito...

Black–Scholes model vs.

http://en.wikipedia.org/wiki/Long-Term_Capital_Management

Spiace per i toni. Vi seguivo con interesse, dopo i 3 post sul Bankellum, o Bankettum cum IMU...l'interesse e' un po' piu' evanescente...

Soluzioni/remedies/next steps

Oggi leggo di 1) una tassa sui BOT per 2) abbassare l'IRPEF?

Un paese semi-socialista...

un discorso comprensibile, almeno qualche volta, no?

Quello che mi lascia perplesso in qualsiasi analisi, e’ la parzialita’ nelle premesse e/o le conclusioni non supportate dalla logica. Partiamo da alcune sue premesse. Lei sostiene che Grillo prende voti grazie alla retorica e, per sostenere tale affermazione, crea un parallelo con FARE. Premettiamo, come ho gia’ scritto, che la retorica non e’ un male in se’, e visto che Churchill piace ad entrambi, ricordiamo che lui stesso e’ stato un grandissimo esperto in tale arte. Ora mi chiedo, se l’obbiettivo e’ quello di sviluppare un’analisi su Renzi, perche’ non si parla anche della sua di retorica, soprattutto quando e’ una componente tanto importante del personaggio? Probabilmente le conclusioni su Renzi potrebbero differire se si inserisse nell’analisi il suo ragionare per slogan, quando tali slogan non sono supportati da alcun programma. Forse si arriverebbe alla stessa conclusione rubata a Barca, per cui non essendoci un’idea (lasciamo pur stare il programma) siamo agli slogan.

Adesso passo ad alcune sue conclusioni che si leggono nelle risposte: lei dichiara che Grillo segue un programma per sfasciare tutto. Tale conclusione avra’ pure delle premesse. E quale premessa migliore puo' essere se non analizzare quanto il M5S sta facendo in parlamento? Infatti dove, se non nell’azione politica e piu’ precisamente in quella parlamentare, possiamo giudicare l’operato e le intenzioni di un partito? Bene, domanda: dove i parlamentari del M5S stanno provocando questo sfascio a cui lei allude? Nella difesa dell’art.138 della Costituzione? Impeachment a Napolitano? Opposizione alle quote Bankitalia? Volonta’ di eliminare i finanziamenti pubblici ai partiti ed ai quotidiani? Gioco d’azzardo? Costi della Politica? Mozione di sfiducia al Alfano e Cancellieri? Lei non fa alcun riferimento ad alcuna azione parlamentare ma indica che tale sfascio avverra’ tramite un referendum sulla permanenza nell’euro e che tale referendum, indipendentemente dal risultato (sottolineo, indipendentemente) provochera’ una catastrofica fuga di capitale ed un crollo verticale dei titoli di stato. Forse, se vincessero i no, potrebbe avvenire quanto lei delinea o comunque, avverra’ qualcosa di altamente negativo che vorremmo non accadesse. Questo lo concedo, mentre non le concedo che avvenga a causa dell’istituzione del referendum (cioe’ indipendentemente dal risultato). Ma se vincessero i no, beh, allora siamo gia’ de facto tanto anti-europeisti che prima o poi, una conclusione, dovremmo prenderla. Ed attribuire a Grillo l’eventuale anti-europeismo degli italiani, ha la stessa forza logica del divertente riferimento agli Hyksos, che pero’ e’ ben piu’ sensato.

Un poco di analisi logica: se prendessimo come vera (secondo me e’ falsa, ma tant’e’) la sua affermazione che ci sono 9 milioni di votanti del M5S non animati da nobile afflato morale (votare chi rinuncia a parte dello stipendio ed alla totalita’ dei rimborsi elettorali e’ sicuramente indice di tale amoralita’) ma da rabbia cieca ... beh, ringraziamo Grillo ed il M5S che sono riusciti ad incanalare questa rabbia cieca in azioni parlamentari e non in azioni di piazza. Tralascio di precisare le altrimenti necessarie differenze tra il Beppe Grillo politico ed i BS/Renzi politici: e’ evidente la sua volonta’ nel non voler procedere con gli adeguati distinguo; e comunque si andrebbe troppo off-topic.

Concludo: non ho trovato nel suo articolo nessun elemento oggettivo che faccia sperare che Renzi non sia peggiore di Letta (diamo per scontato che sia migliore di BS, giusto?); ho invece trovato una fede in Renzi come l’avrebbe un tifoso sportivo per la propria squadra di calcio. Viva Renzi, abbasso M5S. Perche’? Perche’ tifo. Appunto.

perchè non rilegge il mio post una decina di volte e prova a capirlo?

il referendum non è ammesso riguardo alle leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Di cosa stiamo parlando?

Luciano: Io stavo facendo riferimento al "la lascio alle sue illusioni" di Giovanni Federico. Ipotizzo che Giovanni facesse riferimento al punto 8 del seguente programma.

Giovanni: non discuto il non aver capito il suo post.  Pero' e' ben piu' grave che lei  non abbia capito il M5S, quando afferma che Renzi potrebbe sfidare Grillo sul proprio terreno con provvedimenti anti-casta (e temo non abbia capito neanche Renzi, ma questo solo il tempo ce lo dira').  L'unico che potrebbe sfidare il M5S sul proprio terreno e' FARE.

è paludoso, intriso di populismo e demagogia, diciamo per 16 punti su 20 del programma. da agincourt in avanti, preferisco che  muovano loro, se possono, dal loro pantano.

provo con una similitudine. La spesa pubblica è come la droga. Io non mi sono mai fatto una canna (qualcuno direbbe che questo è il mio problema) ma sono un fautore acceso della liberalizzazione delle droghe leggere. Penso che in dosi piccole e ben somministrate possa migliorare la vita di molte persone.

In Italia, un tempo, i drogati erano relativamente pochi ed i pusher competenti. Davano poca droga di buona qualità. Progressivamente individui con pochi scrupoli sono entrati nel mercato con droga di qualità inferiore a prezzo  basso ed il consumo si è diffuso. Nel 1992 i consumatori si sono ribellati contro i vecchi pusher ed hanno trovato un grande venditore che li ha convinti che poteva fornire droga in quantità illimitata a prezzi bassi. Per un po' è andata avanti. Il pusher non era particolarmente competente, i suoi impiegatio erano francamente disastrosi ed avidi di profitti (ma il pusher in capo era bravissimo a scaricare la colpa su qualcuno di loro), la droga era di qualità sempre  peggiore ma  comunque arrivava. Il numero di drogati è aumentato e si sono venduti i gioielli di famiglia.  In un periodo di particolare euforia, i drogati hanno applaudito quando sono stati approvati controlli più severi alle frontiere, non pensando alle conseguenze sull'afflusso di droga. Ad un certo punto,  il mercato mondiale della droga è cambiato e i controlli hanno iniziato a mordere. Gli italiani, senza droga, sono andati in crisi di astinenza. Ed hanno trovato un nuovo pusher, totalmente incompetente, che sta tentando di convincerli che basta impiccare i vecchi  pusher ed affidarsi a lui per riavere la droga. Alcuni vecchi  pusher riciclati chiedono di abolire  i controlli alle frontiere per aumentare l'afflusso di droga. E' comparso un pusher che spera di tener buoni i drogati distribuendo pillole di metadone, sperando di ridurre almeno le rapine a mano armata.   Riuscerà a tener buoni i drogati e vorrà tentare qualcosa per  ridurre un minimo il consumo? Non lo so,  lo spero. In ogni caso, è molto probabilmente meglio dei pusher precedenti e molto meglio dell'altro nuovo arrivato sul mercato. Almeno non è totalmente incompetente.

Ma certo non risolverà il problema della droga.  Nel lungo periodo, il problema si risolve solo quando un numero sufficiente di drogati deciderà di disintossicarsi, unendosi ai non drogati.  Quando succederà? Non lo so, spero presto ma è difficile, perchè  tutti abbiamo un parente o un amico drogato o abbiamo beneficiato di qualche dose di droga nella nostra vita.

Una nota finale.

Ho scritto che il nuovo pusher è totalmente incompetente. Lo ripeto: il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata. La democrazia funziona se il popolo si esprime sulle grandi scelte, lasciando ai politici ed ai tecnici le decisioni specifiche stesura delle leggi, salvo poi cambiarli alle elezioni. Infatti nella loro saggezza i costituenti italiani (la costituzione non si difende solo quando fa comodo) permisero  solo referedum abrogativi e non su questioni fiscali, trattati internazionali etc.  (e quindi non si può fare un referendum sull'euro senza cambiare la costituzione). Sono convinto che intendessero referendum abrogativi dell'intera legge, come quelli su divorzio ed aborto. Poi qualche azzeccagarbugli ha inventato i referedum abrogativi parziali per cambiare le leggi senza abrogarle. Un caso tipico di disastro referendario (questo è per Forti) è il referendum  svizzero sull'immigrazione. Non entro nel merito. Noto solo che ha condotto ad uno scontro con l'UE  con conseguenze potenzialmente gravi su altre misure (libertà di circolazione dei capitali, accesso si finanziamenti dei progetti di ricerca etc. ) che invece sono sicuro gli svizzeri apprezzano. Proprio perchè la società moderna è orrendamente complessa e solo una minoranza di professionisti o quasi-professionisti è in grado di valutare appieno le conseguenze delle leggi. Per esempio, io sono in grado di comprendere il 75% delle conseguenze di una legge universitaria alla prima lettura approfondita.  In una settimana di lavoro arriverei al 100%.  Ho anche idee su come riformare l'università, giuste o sbagliate che siano. Non sarei assolutamente in grado di tradurle in una legge senza l'aiuto di un team di legali specializzati.

 

 

 

bingo.

dragonfly 19/2/2014 - 11:48

il M5S è totalmente inadatto a gestire una società complessa, al di là della buona volontà dei singoli militanti, della odiosa retorica del suo capo e della infima qualità del programma. E' l'idea stessa che 'la rete' (o il popolo) possa decidere a referendum sulle singole leggi che è sbagliata.

questo è l'abc, e sono molto contento che giovanni federico ritenga utile ripeterlo. in ambito parallelo, credo che sia lo stesso sforzo di michele boldrin nell'ultimo anno: niente fisica quantistica, che tanto piace a chi conosce solo il gatto mezzo morto, bensì ripetere generosamente concetti basilari e domestici (i gravi, il pendolo)  finchè tutti ne abbiano consapevolezza.

La nota finale dovrebbe diventare un post. Sulle tesi che espone io sono generalmente in disaccordo, per me i cittadini dovrebbero potersi esprimere con referendum di ogni genere, e senza quorum. Ma l'argomento ripeto merita un post a se stante, anzi direi un bel dibattito pubblico.

Idem l'altro argomento, ripreso sopra anche da Michele Boldrin, sulla asimmetria della necessità che siano le elite ad esprimere alternative politiche, necessità che personalmente storicamente comprendo ma non condivido per quanto riguarda il presente, merita un post a parte, ed un bel dibattito.

M5S

Francesco Forti 19/2/2014 - 08:20

Secondo me una cosa è l'analisi di quanto urlato nelle piazze alla pancia della gente ed altra cosa è l'analisi di quanto (ben poco) gli eletti stanno facendo in Parlamento.  Sul discorso del referendum diciamo che le aspettative dei mercati, in caso di referendum (impossibile senza prima modificare la costituzione) sarebbero correlate ai sondaggi. Se l'esito previsto fosse schiacciante per il NO non succederebbe niente, se fosse incerto o schiacciante per il SI le conseguenze sui mercati sarebbero inevitabili, dato che tendono ad anticipare gli eventi. 

io scommetto che il 90% degli investitori istituzionali (e molte famiglie) venderebbero i titoli di stato e gli altri titoli a reddito fisso di emittenti italiani per una semplice ragione.  L'uscita dall'euro portebbe ad una svalutazione della nuova lira - diciamo di x% (30%? 40%?).  I detentori di titoli di stato avrebbero un rischio di perdite pari a x*Y, dove Y è la percentuale di probabilità di vittoria del NO.  Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo. Quindi, venderebbero ed i tassi di interesse schizzerebbero in alto, con conseguenze disastrose sul bilancio statale.

In teoria, se il prezzo scendesse abbastanza, le vendite potrebbero essere compensate da acquisti  di speculatori che scommettono sulla vittoria del SI, ma mi sembra improbabile che questi flussi siano sufficienti per compensare le vendite. In ogni caso preferirei non provare.

Ma non avrebbero possibilità di guadagno in caso di vittoria del SI perchè i prezzi dei titoli non potrebbero salire oltre quello dei BUND più uno spread minimo.

in caso di vittoria del SI, l'euro sarebbe più sicuro e quindi i titoli denominati in euro avrebbero un rischio minore, il che causerebbe un incentivo a comprarli.

Non credo, perché con l'uscita di un Paese come l'Italia da Eurolandia farebbe diminuire ulteriormente la credibilità di quest'ultima dato che il rischio che altri decidano di uscire si farebbe ancora più alto, e questo i mercati lo sanno.
Con l'uscita dell'Italia non ci sarebbero più titoli italiani in euro negoziabili, inoltre. 

Gravità

Francesco Forti 18/2/2014 - 08:58

l'omicidio colposo è più grave dell'evasione fiscale?

Che domanda! Ovvio che dipende da quale evasione (100€ o 100 milioni?) e da quante vittime per omicidio colposo (una persona o 100?).  Un parametro oggettivo potrebbe essere quello della pena comminata. 4 anni a Berlusconi, quattordici mesi per Grillo.

Sul piano della Polis comuque l'evasione, specie se rilevante, è decisamente un reato contrario alla "dignità della carica pubblica" (dalle mie parti di formula cosi') mentre un omicidio colposo passato in giudicato no, a meno che un elemento di colpa non sia legato all'abuso di sostanze stupefacenti o di alchool.

Quello che descrivi sull'incidente di Grillo sembra essere un fatto casuale. "Ero li' che stavo andando, è caduto giù l'Armando". Non andò così. Era un tratto di montangna ghiacciato e molto pericoloso,a fianco di un burrone di 80 metri. Il giudice istruttore, in base alla perizia, stabilì che Grillo per affrontare quel tratto avrebbe dovuto far scendere tutti i passeggeri, farli proseguire a piedi nel tratto pericoloso ed essere l'unico sul veicolo.  Commise invece un imprudenza (da cui la colpa) facendo prendere un rischio a tutti, che si concluse oggettivamente con la morte di tre persone (non due) compreso un bambino di 9 anni, ed il ferimento grave di un quarto. Poi c'è una condanna per abuso edilizio e 4 per diffamazione. Insomma un vero e proprio "pluripregiudicato".

Mi pare che in USA per un caso del genere, già alla terza buttano via la chiave :-)

Non ci sto che si mettano fatti cosi' diversi sullo stesso piano, tanto da renderli uguali/simili. La principale differenza, tanto macroscopica, e' che Berlusconi/Renzi sono politici, e ricoprivano/ricoprono cariche pubbliche.  Grillo no.  Questa differenza e' basilare e, se non la riconosciamo, la discussione e' falsata.

Poi possiamo metterci a dibattere sulle differenze tra il M5S e qualsiasi altro partito (e magari sono proprio tali differenze il motivo per cui il movimento e' stato votato in massa) ma si andrebbe off-topic.

 

detiene i diritti di immagine di un movimento politico, fa comizi, indica la linea politica attraverso il blog ed incontri ben pubblicizzati con i parlamentari, espelle parlamentari e membri di assemblee locali che prendono iniziative non in linea etc. Non è parlamentare, ma ora non lo è neanche Berlusconi.

Vedete, io sarei felicissimo se gli italiani avessero un codice morale rigidissimo, come i tedeschi o gli inglesi e quindi non votassero i politici moralmente non impeccabili. Il problema è che li votano e che quindi un numero elevato di parlamentari italiani non è moralmente impeccabile. Un numero elevato di parlamentari, impeccabili o no, segue Berlusconi e le riforme elettorali (ed a fortiori costituzionali) si fanno in parlamento con la maggioranza la più ampia possibile. Anzi con Berlusconi il PD ha fatto anche un governo. It's as simple as that.

le riforme elettorali (ed a fortiori costituzionali) si fanno in parlamento con la maggioranza la più ampia possibile.

Perché?

ciascuna maggioranza (uscente) potrebbe cambiare legge elettorale per aumentare le proprie chances o per avvelenare i pozzi - come fece il centro-destra col Porcellum.  A fortiori, per le riforme costituzionali

ciascuna maggioranza

NV 18/2/2014 - 17:49

ciascuna maggioranza (uscente) potrebbe cambiare legge elettorale per aumentare le proprie chances o per avvelenare i pozzi - come fece il centro-destra col Porcellum.

Il che è un ottimo argomento per non farci la legge elettorale insieme.

Teoria dei giochi: Pensa ad un Dilemma del Prigioniero iterato ad orizzonte infinito. La strategia ottima è tit-for-tat: cooperi al primo turno, e ai turni successivi cooperi se e solo se l'altro giocatore ha cooperato al turno precedente.

Nella politica Italiana il centro-destra ha defezionato non una ma cento volte, e il centro-sinistra è stato sempre pron(t)o a cooperare. Non sarà mica il caso di iniziare a defezionare?

A fortiori, per le riforme costituzionali

Per le riforme costituzionali serve o il referendum conservativo o la maggioranza qualificata, che puoi ottenere solo con il largo inciucio o andando alle elezioni con una legge elettorale decente e raccogliendo il consenso popolare.

Io direi che un partito che si chiama "democratico" dovrebbe preferire il referendum o il passaggio dalle elezioni invece che il largo inciucio in un parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale, ma evidentemente tra al PD la democrazia sta stretta:

  • Gligliottina
  • Legge elettorale scritta a porte chiuse tra due leader extra-parlamentari
  • Esecutivo ucciso fuori dal parlamento in un'assemblea interna di partito
  • Legge elettorale senza preferenze o collegi uninominali
  • "Abolizione" del Senato (in realtà trasformazione in un'assemblea non elettiva)

Sono tutte cose nella direzione di una sostanziale riduzione della partecipazione democratica, e in particolare del ruolo del parlamento, alla vita politica del paese.

Sono tutte cose nella direzione di una sostanziale riduzione della partecipazione democratica, e in particolare del ruolo del parlamento, alla vita politica del paese.

Aggiungo la riduzione dei parlamentari. Serve a facilitare il lavoro dei lobbisti? Già oggi 156 parlamentari eletti con il M5S ed i loro consulenti si sono lasciati scappare la norma liberticida, anticostituzionale e inumana che prevede il 20% di ritenuta su tutti i bonifici provenienti dall'estero, figurarsi se saranno ridotti ad una ventina da legge elettorale e dimezzamento dei parlamentari.