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Ma io tifo Renzi

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ridurrebbe i tempi di approvazione delle leggi e il potere di interdizione di piccole lobbies

Prima del Natale del 2012 partecipai ad una cena con dei simpatizzanti del manifesto di Fermare il Declino, ed ebbi la fortuita occasione di chiaccherare brevemente con Carlo Stagnaro, che era seduto proprio al mio fianco. Ricordo che sollevai 4 temi, ed uno di questi ha una specifica attinenza con la strategia politica ed elettorale del movimento in questione. Io dissi a Carlo Stagnaro che non ero convinto che presentarsi alle elezioni di Febbraio fosse una buona idea, perché avendo fatto parte per anni di un meetup di amici di Beppe Grillo, mi ero reso conto in prima persona di quanti anni e quanto lavoro ci fossero voluti per far crescere il M5S ad un livello tale da potersi presentare a delle elezioni per poter ambire ad un risultato che non fosse da prefisso telefonico o marginalmente superiore. Il mio dubbio era che FiD stesse rischiando di andare alle elezioni come una sorta di armata brancaleone, e che questo sarebbe costato una falsa partenza. Avrei preferito insomma una strategia che mirasse ad ottenere risultati su un lasso di tempo più lungo, credo di aver citato almeno un paio di cicli elettorali, concetto che mi pare di aver poi ripreso su un paio di commenti qui su NfA. Carlo Stagnaro mi rispose illustrandomi i meriti di una strategia che fosse riuscita a portare un manipolo di candidati in parlamento, e di come questi, lavorando nelle commissioni, avrebbero potuto influenzare il processo legislativo. In pratica, mi parve di capire che l'idea mi pare fosse quella di far eleggere delle persone capaci, e mettere queste persone in una posizione tale che riuscissero a migliorare il sistema dall'interno (ad onor del vero Carlo Stagnaro non mi disse che quello era l'obiettivo di FiD, magari mi stava prospettando quello che sarebbe stato considerato il risultato positivo minimo). In pratica una interdizione da parte di una piccola lobby di persone di buona volontà e con un grado di comprensione della realtà maggiore di quella del politico italiano medio. Indipendentemente da quanto successe poi, in pratica quello che pare stia ad esempio tentando di fare oggi Irene Tinagli. Io sinceramente avevo i miei dubbi che quella strategia potesse rivelarsi particolarmente capace di invertire il declino, e recentemente mi sono rammaricato non poco a sentire Irene Tenagli difendere la "porcata" fatta sulla rivalutazione delle quote della Banca d'Italia perché si era o si sarebbe potuti riuscire a migliorarla con qualche emendamento, ma potenzialmente è una strategia che magari in altri contesti meno degradati, in situazioni meno gravi, perché oggi il sistema paese italiano è in condizioni disastrose, potrebbe portare a risultati positivi, per cui non mi pare vada nel senso di una maggiore democrazia, e del miglioramento dell'intero sistema in questione, quello di volersi privare di un tale strumento.