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Ma io tifo Renzi

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due sole notazioni

i) L'idea che Renzi non avrebbe dovuto fare accordi con Berlusconi è  ridicola. Le ricordo che Roosvelt e Churchill tennero  parecchi vertici e presero accordi con uno dei più sanguinosi dittatori della storia, esponente di un movimento che aveva giurato di distruggere il sistema occidentale. Casomai domandiamoci  se l'accordo convenga a Renzi o a Berlusconi e quali possano essere le conseguenze per l'Italia

ii) non so cosa facciano i  suoi parenti di Verona. Le suggerisco però alcune domande da fare loro

a) (se pensionati) sono disponibili a passare al sistema contributivo puro per tutte la pensione superiore ad un minimo (diciamo 1000 euro netti) se i risparmi venissero interamente destinati al calo delle tasse sull'impresa?

b) (se lavoratori pubblici): sono disposti a collegare la loro retribuzione ad una valutazione esterna della performance, e, qualora le loro mansioni specifiche siano rese ridondanti dalla semplificazione amministrativa, sono disposti a cambiare mansione anche trasferendosi di città?

c) (se lavoratori autonomi): sono disposti, in caso di consistente riduzione dell'IRAP e delle altre tasse sull'impresa e di drastica semplificazione delle procedure amministrative, a denunciare integralmente i propri redditi?

L'idea che Renzi non avrebbe dovuto fare accordi con Berlusconi è  ridicola.

Paragoni con le sorti della Seconda Guerra Mondiale abbastanza forzati a parte, la mossa di Renzi su come trovare un'alleanza con Berlusconi per la legge elettorale è più arrivista che utile per il Paese; anche per un paio di motivi: 

(1) Berlusconi non ha mai fatto quello che ha detto di voler fare (ok, questo vale probabilmente anche per il 99% dei politici anche se, a differenza del medesimo, non hanno mai disdegnato politiche assistenzialiste e clientelari; cosa che invece Berlusconi voleva combattere dallo "spirito del 94" per un'Italia più liberale);

(2) Cercando il dialogo con un pregiudicato condannato in via definitiva fatto decadere dal Parlamento (in un Paese normale e civile sembrerebbe incredibile che uno come lui possa andare alle consultazioni, e, più di tutto, che il Presidente della Repubblica lo permetta; forse però dopotutto per quest'ultimo è prassi autorizzata per chi andava propagandando la rivoluzione negli anni di piombo) la cui maggioranza è composta da uomini dello stesso partito (e che a lui si affideranno come futuro probabile Presidente del Consiglio), ha praticamente validato la delegittimazione del sistema istituzionale italiano, e lo ha reso pubblico e soprattutto lecito.
Questo a mio avviso è un fatto grave, aldilà della giustezza (che non credo sia nell'intento di Renzi, ma sono pronto a smentirmi in futuro) di riformare lo stesso Stato e le stesse istituzioni che lo rappresentano (o dovrebbero rappresentarlo).