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Ma io tifo Renzi

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Mi duole dissentire da persone di cui nutro una grande stima, maturata in anni di lettura passiva di un blog che mi ha aiutato ad informarmi.

Pero' oggi mi trovo a dissentire su diversi punti.

Dissento che in Italia, il ceto politico, rappresenta gli italiani. E' vero in generale, l'ho sempre pensato anch'io, ma nel contesto attuale italiano, no, non sono d'accordo. Il ceto politico attuale e' quanto di piu' lontano siano, oggi, gli italiani. Non ho dati per supportare questa mia posizione, se non la mia pancia ed i miei familiari/amici/conoscenti, che o mi mentono, o nessuno si sente rappresentato. Quello che e' successo in Italia e' la presa di potere da parte di un ceto sociale abbastanza ristetto, rappresentato da chi fa politica, senza che l'Italia abbia gli anticorpi per fare in modo che tale ceto sociale faccia il bene anche dell'Italia e non solo di se' stesso. Situazione non troppo dissimile (ovvio, dissimile, ma con similitudini) di quanto e' avvenuto in Venezuela.

Inoltre, io non ho nessuna fiducia in Renzi (non ne avevo in Letta, ne avevo in Monti, mal riposta). Non c'e' l'ho poiche' credo nell'integrita', che almeno, prima facie, deve esserci, e che in gran parte del mondo civilizzato viene considerata un elemento scontato (ministri anglosassoni, ritenuto competenti, si dimettono per non aver pagato contributi alla colf, mentre Renzi mi risulta condannato in primo grado per danno erariale). Non ce l'ho perche' Renzi parla di riforma elettorale, fuori dal contesto istituzionale, con un condannato definito. Ed in questo mi ritrovo con chi afferma che i mezzi devono avere la stessa natura dei fini (i.e. non si puo' perseguire un giusto fine attraverso un mezzo "non" giusto). Non ho nessuna fiducia perche' a Natale ero in Italia (vivo all'estero) ed ho visto la mia citta' (Verona) distrutta dalla crisi, aziende di amici una volta floride, chiudere, ed in questa emergenza non sapere qual'e' il programma di Renzi. Tutti facciamo ipotesi su cosa Renzi forse fara', ma nessuno ha un suo programma da cui si evince cosa effettivamente voglia fare: per contrasto, del tanto vituperato M5S, abbiamo un programma, facilmente scaricabile, su cui si puo' essere in disaccordo, ma che ci indica cosa il M5S intende fare. Il M5S, nel bene o nel male, non sorprende: fa quello che ha detto di voler fare.

E chiudo con FARE: aveva un bellissimo programma, ma questo programma va spiegato alla gente. E per farlo ci vogliono anni. Indicare che 9 milioni di italiani hanno votato Grillo per un fatto di retorica (premesso che la retorica non e' un male in se'), affermare che Grillo e' partito "dal nulla", vuol dire dimenticare che Grillo parla dell'Italia da 20anni (almeno, io 20 anni fa ero stato ad un suo spettacolo e ricordo che gia' parlava di politica, economia ed altri temi correlati), che il suo blog era attivo da anni prima delle votazioni, che aveva gia' riempito piazze. Cosa che FARE deve ancora iniziare a fare (spiegare il programma alla gente), e che spero ri-inizi presto.

due sole notazioni

i) L'idea che Renzi non avrebbe dovuto fare accordi con Berlusconi è  ridicola. Le ricordo che Roosvelt e Churchill tennero  parecchi vertici e presero accordi con uno dei più sanguinosi dittatori della storia, esponente di un movimento che aveva giurato di distruggere il sistema occidentale. Casomai domandiamoci  se l'accordo convenga a Renzi o a Berlusconi e quali possano essere le conseguenze per l'Italia

ii) non so cosa facciano i  suoi parenti di Verona. Le suggerisco però alcune domande da fare loro

a) (se pensionati) sono disponibili a passare al sistema contributivo puro per tutte la pensione superiore ad un minimo (diciamo 1000 euro netti) se i risparmi venissero interamente destinati al calo delle tasse sull'impresa?

b) (se lavoratori pubblici): sono disposti a collegare la loro retribuzione ad una valutazione esterna della performance, e, qualora le loro mansioni specifiche siano rese ridondanti dalla semplificazione amministrativa, sono disposti a cambiare mansione anche trasferendosi di città?

c) (se lavoratori autonomi): sono disposti, in caso di consistente riduzione dell'IRAP e delle altre tasse sull'impresa e di drastica semplificazione delle procedure amministrative, a denunciare integralmente i propri redditi?

L'idea che Renzi non avrebbe dovuto fare accordi con Berlusconi è  ridicola.

Paragoni con le sorti della Seconda Guerra Mondiale abbastanza forzati a parte, la mossa di Renzi su come trovare un'alleanza con Berlusconi per la legge elettorale è più arrivista che utile per il Paese; anche per un paio di motivi: 

(1) Berlusconi non ha mai fatto quello che ha detto di voler fare (ok, questo vale probabilmente anche per il 99% dei politici anche se, a differenza del medesimo, non hanno mai disdegnato politiche assistenzialiste e clientelari; cosa che invece Berlusconi voleva combattere dallo "spirito del 94" per un'Italia più liberale);

(2) Cercando il dialogo con un pregiudicato condannato in via definitiva fatto decadere dal Parlamento (in un Paese normale e civile sembrerebbe incredibile che uno come lui possa andare alle consultazioni, e, più di tutto, che il Presidente della Repubblica lo permetta; forse però dopotutto per quest'ultimo è prassi autorizzata per chi andava propagandando la rivoluzione negli anni di piombo) la cui maggioranza è composta da uomini dello stesso partito (e che a lui si affideranno come futuro probabile Presidente del Consiglio), ha praticamente validato la delegittimazione del sistema istituzionale italiano, e lo ha reso pubblico e soprattutto lecito.
Questo a mio avviso è un fatto grave, aldilà della giustezza (che non credo sia nell'intento di Renzi, ma sono pronto a smentirmi in futuro) di riformare lo stesso Stato e le stesse istituzioni che lo rappresentano (o dovrebbero rappresentarlo).