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Un pericoloso 2014 per il Monte dei Paschi

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Luciano,

Nella specie, la Fondazione ha fatto prevalere il suo interesse a non vedere diluita la sua partecipazione sociale sull'interesse della Società

In realta', come ho cercato di spiegare nel post, il tentativo non e' quello di evitare la diluzione della propria quota (che e' inevitabile perche' la Fondazione e' illiquida e l'aumento di capitale verra' fatto comunque, col consenso anche della stessa Fondazione che non puo' dire di no) quanto, secondo me, di cercare che la propria diluzione sia compensata dall'entrata di soci con obiettivi (preferenze) perfettamente allineati ai suoi.

con quello che segue. La Fondazione ha evitato una diluizione immediata, per preservare il suo patrimonio fino a che sarà riuscita a ridurre la partecipazione anche attraverso vendite agli amici che peraltro le frutteranno una certa liquidità. Attuando immediatamente l'aumento di capitale, probabilmente non avrebbe potuto sottoscriverlo. subendo una perdita secca. Poi è ovvio che ci sono anche altri motivi, tra i quali verosimilmente quello "politico" da te immaginato.

A Gibbo e Dragonfly: dalle cronache sembra che anche un certo numero di "piccoli azionisti" si sia schierato con la Fondazione, anche rivolgendo pesanti critiche al CdA, fino all'invito a dimettersi. Ignoro chi fossero: probabilmente persone "prossime" al sistema di potere locale. In ogni caso, la quota attualmente  detenuta dalla Fondazione è ragguardevole, se il capitale restante è disperso - e assente, come spesso avviene -assicura il controllo dell'assemblea.

Attuando immediatamente l'aumento di capitale, probabilmente non avrebbe potuto sottoscriverlo. subendo una perdita secca

senza altri dati, se non partecipo a un aumento di capitale, la mia partecipazione percentuale si riduce, ma il valore della mie azione aumenta per effetto dei nuovi apporti, non cambia nulla. specularmente, un dividendo distribuito riduce il valore della società dello stesso importo, ovvio.

è qua che si vede il naso lungo (oppure la foglia di fico piccola) della fondazione: si oppone all'aumento di capitale comunque, senza nemmeno averne comunicato e discusso i termini, cioè  gli sconti/sovrapprezzi che sono determinanti, tramite il mercato dei diritti,  per stabilire la convenienza. ergo, il ritorno economico a favore della collettività senese è ancora l'ultimo dei loro interessi.

c'è poi anche il tema della soglia del 30%, linea del piave secondo il TUF. scendere sotto tale soglia, in teoria potrebbe favorire la vendita dell'intero pacchetto perchè non farebbe scattare l'OPA obbligatoria. la fondazione si intascherebbe il tutto il premio derivante dal controllo e mostrerebbe finalmente di aver troncato col passato. Giammai!