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Un pericoloso 2014 per il Monte dei Paschi

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Scusatemi, una curiosita': se la Fondazione detiene 1/3 del capitale, come ha fatto ad avere la maggioranza? Ha trovato il supporto di altri azionsit, mi immagino. Chi sarebbero questi che le hanno dato man forte, dandosi la zappa sui piedi? Sarebe il caso di dirlo in giro, per fare capire quanto e' marcio il sistema.

però l'assemblea era in seconda convocazione, significa che alla prima era presente meno della metà del capitale sociale. un terzo del capitale basta e avanza per decidere , in una grossa società quotata, con tanti piccoli azionisti e  investitori istituzionali che quasi mai votano.

se può consolare,  nelle banche popolari si vota per testa,  indipendentemente dal capitale e con strettissimi  limiti alla raccolta di deleghe.  in genere trionfa la cooptazione gerontocratica, vera e propria partenogenesi. basta chiamarla "continuità" e piace anche!

 

Quindi i piccoli azionisti non si sono presentati. A casa mia si dice che chi non c'e' ha sempre torto. Basta che poi non si lamentino, quando li toseranno per bene.

 

i piccoli azionisti (ma anche quelli non piccoli) che non sono intervenuti all'assemblea possono impugnarne in Tribunale le deliberazioni.

non c'è nulla di strano o autolesionista  nella mancata partecipazione di quote rilevanti di capitale alle assemblee di società quotate, non sono elezioni dove  partecipano gli aventi diritto all'elettorato attivo, qua votano le azioni.

va e vota in assemblea chi ha partecipazioni durature nel capitale, indipendentemente o quasi dall'importo. l'immagine del piccolo risparmiatore incastrato dallla  maggioranza può anche essere fuorviante se non si tiene conto che il  titolo è quotato e la prima difesa è vendere. gli investitori istituzionali, che pure detengono cifre rilevanti non partecipano certo alle assemblee  (con qualche eccezione recente). "Votano con i piedi", cioè esprimono il loro dissenso andandosene ben prima, come i cittadini dell'ex est europa davanti ad elezioni e prospettive bulgare. 

  i veri guai della fondazione MPS derivano da queste grandi vendite, che contano molto di più di un voto contrario che non  può spostare i pesi dei soci.  il vero interesse delle assemblee è la possibilità di fare domande e di avere risposte ufficiali, non l'esito che è quasi sempre scritto.

 

 

Caro Gilberto, non so come funzioni in Italia, ma non mi stupirei che anche nel Bel Paese non ci facciano votare. Io sono piccolissimo azionista di 4 o 5 banche, poche migliaia di euro, ma non mi hanno mai fatto votare. La scusa è che le azioni vengono tenute in speciali conti presso il broker, i cosiddetti nominee account, e quindi non possiamo votare (ma il broker può, ovviamente pro domo sua). Ci sono diverse iniziative in corso da anni per rendere effettivo il diritto di voto, ma, come direbbe Zingales, i politici sono molto pro business e poco pro market da quel punto di vista.

Se la UE sopravvive fino al 2020, potrebbero finalmente concederci il diritto di voto tramite la proposta di regolamento sui CSD (http://ec.europa.eu/internal_market/financial-markets/central_securities_depositories/index_en.htm) ma io trovo francamente ingiustificabile che si debba aspettare, forse, il 2020, per ottenere una cosa talmente sacrosanta.