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Un pericoloso 2014 per il Monte dei Paschi

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a mio avviso, quale che sia la norma del codice a riguardo, deve essere la proprietà a valutare quali siano le ipotesi migliori.

infatti, pur sembrando ampiamente condivisibili, le scelte del management si basano su previsioni ovviamente incerte, a cui se ne possono sempre contrapporre altre, conducendo a un impasse che il ricorso giudice, anche solo ipotizzato, potrebbe solo aggravare. la fondazione può fare, ha fatto e il management può sempre dimettersi.

nel merito, giulio zanella evidenzia benissimo la puerilità delle scuse della fondazione, vere foglie di fico su colossali vergogne di sistema, cioè condivise da tutto il sistema bancario italiano. qua non interessa affatto "salvaguardare il patrimonio della comunità locale",  bensì mantenere influenza e potere a una certa cerchia di ottimati. il tempo guadagnato serve a premere sulla cordata delle altre fondazioni sorelle, molte già stremate, non certo ad organizzare un'asta per il pacchetto di controllo.

se queste cose le ho capite io, le hanno capite tutti, anche il famoso mercato che è meno tontolone e  molto più sospettoso e anche vendicativo.

se in concreto esistente, inquina il voto dell'assemblea: se questo non raggiunge la maggioranza, una volta eliminata dal computo la partecipazione della Fondazione, non si può dire che la proprietà si sia espressa per il rinvio dell'aumento di capitale.

Per il resto è ovvio che le scelte dei managers sono basate su previsioni incerte, ma non è detto che il socio di maggioranza relativa abbia migliori informazioni sulle prospettive future della società. L'argomento vero è che gli azionisti rischiano il capitale, mentre gli amministratori rispondono solo se in colpa (nei limiti della business management rule): ma, anche così, il potere della maggioranza incontra dei limiti a tutela della minoranza e dei creditori.

Intentare una causa ? A pro di che ? Tempi lunghi, risultati incerti, banca distrutta (chi si fida che fra dieci anni una sentenza non ribalti tutto quello che è successo nel frattempo ?)
Capisco l'approccio fideistico nella "giustizia", ma pragmtaticamente non conviene a nessuno, meno che mai al management.

In Italia la giustizia su questioni economiche e' come la Clinica degli Orrori. Opera dove non serve.