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Che fine hanno fatto gli squilibri commerciali dell'area euro?

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Forse non sono stato chiaro: cerco di esserlo in sintesi. Proviamo a immaginare la storia dei prossimi mesi.

 1 - la rottura dell'euro, che tutti sappiamo essere comunque un parto mal riuscito (prematuro, ecc), sarebbe sicuramente un problema, a prescindere da come si verificherebbe, per la stabilità dei mercati. E' un rischio enorme, ma purtroppo non è l'unico.

2 - La "bonaccia finanziaria" con lo spread che si restringe, nonostante  i pessimi dati attuali e previsionali dei ns conti pubblici, è prima il frutto della BCE che ha minacciato i mercati di intervenire (OMT) e nessuno va mai contro il prestatore di ultima istanza, poi la conseguenza di afflussi di fondi dall'estero alla ricerca di un qualche rendimento dato i bassissimi tassi di mercato dei titoli "core". I nostri fondamentali purtroppo (delta PIL, delta Invstimenti, delta Prod. Ind. delta Consumi)  non confermano assolutamente questa positività letta dagli operatori finanziari.

3 - Quindi la stabilità dei mercati è solo "temporanea": quando qualcuno ri-farà  i conti (o deciderà che il rischio di restare sull'Italia  è oramai troppo alto dati i rendimenti che ne ottiene) i flussi si invertiranno ed allora ritornerà prepotente l'attenzione alle prospettive di crescita che sono le uniche che rassicurano gli investitori circa la solvibilità del debitore di cui comprano le obbligazioni.

4 - Giunti a questo stadio le  turbolenze finanziarie (like post Lehman, quelle che tutti noi paventiamo in caso di eruo rottura) torneranno di botto in maniera esponenziale: non sarebbe la rottura euro ad innescarle, ma la paura di una insolvenza del ns paese (e con esso della Spagna, Portogallo.... e forse Francia a seguire!).

5 - Certo, in questo caso la BCE minaccerebbe di  intervenire, ma il mercato questa volta andrebbe a vederne le carte ed allora, sicuramente, Draghi sarebbe con le spalle al muro e dovrebbe chiedere il via libera al suo principale azionista, la Bundesbank. Siamo certi che riceverebbe il via libera? A quanto ammonterebbe il pegno che l'Italia sarebbe costrettta a  pagare per il salvaaggio? Commissariamento? Sovranità ultra limitata del ns Governo/Parlamengto?

6 - Nel frattempo i mercati sarebbero in completa crisi di panico e, come sempre succede in questi casi, la già stentatissima mini-ripresa di Consumi e Investimenti, si bloccherebbe immditamente.  Fine dei giochi! Alziamo bandiera bianca e ci affidiamo alla Troika, ma con il forte rischio che da parte tedesca ci sia un rifiuto di soccorso (se ci dovessero aiutare lo farebbero, ovviamente, per salvare i crediti loro e delle loro banche!).

Risultato finale: lo stesso melt down che si potrebbe rischiare con l'euro exit, ma con l'aggravante di avere, nel frattempo, distrutto completamente la nostra economia reale.

Il canovaccio può sembrare fanta-economia (politica), ma a queste conclusioni si può arrivare davvero se non riparte il PIL! E, purtroppo,  anche in minor tempo di quanto si può credere! Perché il PIL riparta non si può prescindere da un aumento della domanda interna dell'Euro-zona, trainata da coloro che se lo possono permettere: i tedeschi!

Come si può ottenere ciò? con delle politiche fiscali adeguate? Con una ridistribuzione dei redditi che aumenti il potere di acquisto dei salari? con un "concerto" europeo che metta questo al primo posto?

Certo non lo si può fare lasciando operare in modo autonomo i meccanismi di mercato perché il principale fra essi, il cambio, è stato soppresso!

Mi fermo qui, già troppo ho scritto, ma spero di avere espresso i miei timori sul difficilissimo momento che stiamo vivendo e, purtroppo, sui nuvoloni che si addensano sul nostro capo anche senza paventare l'eruo rottura.

 

ok

dragonfly 23/10/2013 - 18:08

abbiamo il fuoco a bordo. la soluzione non è affondare la barca per spegnerlo.