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Che fine hanno fatto gli squilibri commerciali dell'area euro?

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Non ho dati al momento sotto mano, ma sono certo che una buona parte dell'import tedesco è fatta di semilavorati (provenienza soprattutto EU lato est) che vengono poi esportati come prodotti finiti (vedi auto).
Per ragionare sul complesso non basta guardare i prezzi. Il differenziali di questi, fra l'altro, si sta riducendo in questi mesi (rischio deflazione in area PIGS). Per il fenomeno complessivo si deve osservare il contributo delle varie voci aggregate alla crescita del PIL: in Germania il contributo viene quasi tutto dall'Export. I consumi ed in parte anche gli investimenti ultimamente) sono ben poca cosa.
Ripeto un concetto banale ed elementare: pensare che tutta la ripresa (crescita del PIL) dell'Area Euro venga dall'exoport (modello tedesco) vuol dire condannare la zona a percentuali di sviluppo risibili. Se non c'è domanda interna vigorosa la crescita solida latiterà sempre!

Nemmeno io ho dati ma se la cosa è interessante non dubito che qualcuno sarà piu' bravo e veloce di me a trovarli. Sul documento indicato da marco, a pagina 3 vedo che nell'area euro (EA-17) abbiamo circa un 6.26% di import per food&drink. Ora si tratta di vedere la stessa percentuale in Germania, Francia ed Italia.

PS: mi pare che la categoria food&drink si riferisca solo ai beni primari, messi insieme alle materie prime. Immagino esistano anche semilavorati e prodotti finiti (alimentari).
L'ideale sarebbe avere la tipologia "generi di largo consumo".

food&drink

valerio 17/10/2013 - 19:30

si tenga conto che in questo settore l'europa importa principalmente cibo per animali e in subordine pesce, mentre esporta alimenti di lusso quali alcolici, vino, formaggi e altri prodotti lavorati (cioccolato, pasta, biscotti, ecc.).
quindi stiamo attenti al considerare gli import/export di food&drinks come scambio di beni di largo consumo.

si', in effetti pochi minuti prima avevo realizzato la inconsistenza della voce rispetto a ciò che vorrei evidenziare. la caccia contiua. La domanda riamane quella: perché la vita in germania costa meno. In termini assoluti (prezzi in euro). Poi su quelli relativi considarandioi salari si vede ... ma non credo che troveremo una realtà a 180 gradi.