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Che fine hanno fatto gli squilibri commerciali dell'area euro?

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Alcune considerazioni sul punto 3)
A me pare che la domanda interna tedesca risulti compressa a causa di una deformazione prospettica. A fronte di grosse esportazioni (640 miliardi) ci sono 526 miliardi di importazioni (piu del doppio dei 214 miliardi importati dall'Italia) e che queste importazioni, a mio avviso di beni economici di largo consumo, consentano ai tedeschi di fare la spesa in modomolto  economico. Tra salari elevati e beni poco costosi, non hanno il problema di arrivare a fine mese.  Differentemente dall'Italia, che deve importare materie prime ed energia, la germania ha una certa sufficenza energetica (centrali nucleari, solare ed eolico molto sviluppati) e quindi puo' proporzionalmente importare piu' beni di largo consumo.  Ed inoltre importa il doppio di noi ma non ha il doppio delle popolazione.

A naso una nazione ricca se importa beni ed ha una struttura distributiva efficente li compra ad un prezzo basso li metterà a disposizione delle famiglie di basso reddito.  La domanda interna sembra compressa (come volume monetario) ma credo che i tedeschi non si facciano mancare niente. Solo che in DE la merce costa molto meno che in Italia. 

In teoria se noi esportassimo molto di più, potremmo fare come la germania (salvo resistenze protezionistiche). Ma per ora i  prezzi tedeschi (in base ad alcuni indizi) sono del 30-35% inferiori a quelli italiani (nei generi alimentari di largo consumo).

Gli indizi li vedo in un sito svizzero che confronta i prezzi di varie categorie merceologiche tra svizzera, francia, germania, austria ed italia.  Sono prezzi rilevati in supermercati di confine. Il confronto CH-ITA è gradualmente passato da un 25% di economicità dei prezzi italiani (generi alimantari) all'attuale 5%. Questo un po' per le oscillazioni di cambio che per IVA ed altre tasse che si ribaltano sui prezzi. Il confronto CH-DE e CH-FRA era attorno al 45% ora è al 36% e quindi per uno svizzero di Basilea o di Ginevra è molto piu' conveniente fare la spesa in germania e rispettivamente in Francia di un luganese che vada a Como o Ponte Tresa.  Sugli alimentari quindi pare che germania e francia siano piu' economici del 31%, rispetto ai prezzi italiani. Considerato che i negozi sulla fascia di confine con la svizzera tendono ad essere piu' cari, probabilmente il dato vero è superiore. Chi vuole dilettarsi, qui trova i 4 confronti per 8 categorie merceologiche.

Un primo indizio lo avevo colto qui (divertente ma ha innescato mia curiosità).

A mio avviso non è che la domanda interna tedesca sia compressa. È la nostra ad esserlo: siamo noi che in gran parte non riusciamo ad arrivare e fine mese perché tutto costa di piu' e siamo quasi a prezzi svizzeri, senza averne i salari.

La domanda è: come mai la merce in germania costa cosi' poco? Per me è perché importano un buon 25-30% di beni a buon mercato. Poi sicuramente avranno strutture e reti di vendita migliori, meno burocrazia, meno imposte sulle persone giuridiche, non hanno IRAP, non hanno 60 miliardi di  corruzione (magari ne hanno 10 ma sempre meno che da noi), insomma meno costi da traslare.

 

Non ho dati al momento sotto mano, ma sono certo che una buona parte dell'import tedesco è fatta di semilavorati (provenienza soprattutto EU lato est) che vengono poi esportati come prodotti finiti (vedi auto).
Per ragionare sul complesso non basta guardare i prezzi. Il differenziali di questi, fra l'altro, si sta riducendo in questi mesi (rischio deflazione in area PIGS). Per il fenomeno complessivo si deve osservare il contributo delle varie voci aggregate alla crescita del PIL: in Germania il contributo viene quasi tutto dall'Export. I consumi ed in parte anche gli investimenti ultimamente) sono ben poca cosa.
Ripeto un concetto banale ed elementare: pensare che tutta la ripresa (crescita del PIL) dell'Area Euro venga dall'exoport (modello tedesco) vuol dire condannare la zona a percentuali di sviluppo risibili. Se non c'è domanda interna vigorosa la crescita solida latiterà sempre!

Nemmeno io ho dati ma se la cosa è interessante non dubito che qualcuno sarà piu' bravo e veloce di me a trovarli. Sul documento indicato da marco, a pagina 3 vedo che nell'area euro (EA-17) abbiamo circa un 6.26% di import per food&drink. Ora si tratta di vedere la stessa percentuale in Germania, Francia ed Italia.

PS: mi pare che la categoria food&drink si riferisca solo ai beni primari, messi insieme alle materie prime. Immagino esistano anche semilavorati e prodotti finiti (alimentari).
L'ideale sarebbe avere la tipologia "generi di largo consumo".

food&drink

valerio 17/10/2013 - 19:30

si tenga conto che in questo settore l'europa importa principalmente cibo per animali e in subordine pesce, mentre esporta alimenti di lusso quali alcolici, vino, formaggi e altri prodotti lavorati (cioccolato, pasta, biscotti, ecc.).
quindi stiamo attenti al considerare gli import/export di food&drinks come scambio di beni di largo consumo.

si', in effetti pochi minuti prima avevo realizzato la inconsistenza della voce rispetto a ciò che vorrei evidenziare. la caccia contiua. La domanda riamane quella: perché la vita in germania costa meno. In termini assoluti (prezzi in euro). Poi su quelli relativi considarandioi salari si vede ... ma non credo che troveremo una realtà a 180 gradi.