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Che fine hanno fatto gli squilibri commerciali dell'area euro?

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Luigi Zingales in questo articolo del 2010 enuncia quella che qui viene chiamata "favola" e "pilastro di cartapesta" sostenendo che si tratta di un'analisi condivisa dalla "maggiorparte degli economisti":

Dall'introduzione dell'euro il Sud ha avuto una crescita dei prezzi più elevata del Nord. Paradossalmente questa crescita è stata "colpa" dell'euro. L'introduzione di una moneta unica ha prodotto una riduzione dei tassi d'interesse per i paesi del Sud Europa che ha favorito un boom immobiliare. [...] Il risultato di questa segmentazione è che i prezzi nel Sud Europa sono cresciuti per molti anni più che nel Nord, senza che il mercato interno costringesse a un reallineamento. Ora, finito il boom immobiliare, il Sud si trova ad essere molto meno competitivo del Nord.  Senza l'opzione di svalutare, ci sono solo tre possibili forme di aggiustamento. La prima è che i prezzi al Sud crescano meno dei prezzi al Nord. Il problema è che, con la bassa crescita mondiale e la politica monetaria della Bce, i prezzi al Nord difficilmente cresceranno più del 2 per cento.  Per recuperare differenziali del 20-30% (tali sono quelli dei paesi meridionali) il Sud deve subire molti anni d'inflazione a tasso zero o peggio di deflazione. L'elevato livello d'indebitamento privato di paesi come la Grecia e la Spagna, però, rende questa deflazione estremamente costosa. Se i prezzi scendono e il debito rimane fisso in termini nominali, ci saranno fallimenti a catena. La crisi del governo greco "ce n'est qu'un début": il problema si trasferirà presto al settore privato.  Un'alternativa è che i paesi del Nord accettino un livello d'inflazione più elevato, rendendo possibile ai paesi del Sud di recuperare competitività senza dover accettare una pericolosa deflazione. Ma questo equivale a chiedere al proprio coniuge di non essere più se stesso per salvare il matrimonio. I tedeschi non accetteranno. [...] L'unica via d'uscita indolore sarebbe che il Sud Europa guadagnasse di competitività rispetto al Nord aumentando la produttività. Ma questo richiede riforme, tempo e investimenti. [...] Quanti anni di disoccupazione a due cifre sono disposti a sopportare greci e spagnoli?  [...] L'unica soluzione rimasta è riconoscere le differenze insanabili e spezzare consensualmente l'area euro.

Poi io mi domando: dopo che grazie alla recessione si sono riallineati i saldi commerciali dei PIIGS quanto è plausibile che una ripresa della crescita dei PIIGS ai livelli pre-crisi non produca di nuovo gli stessi differenziali di inflazione e gli stessi squilibri? Se è stata necessaria una disoccupazione elevata per riallineare salari e prezzi quanta disoccupazione serve per mantenere i differenziali di competitività stabili? E' un buon affare tenersi la disoccupazione alta per poter avere la stessa moneta della Germania?

Zingales sta parlando di un'altra cosa. In particolare, Zingales non scrive ne' qui ne' altrove che l'avanzo commerciale tedesco richieda un disavanzo commerciale dell'Europa mediterranea.

Ho letto bene

Babbeus 20/10/2013 - 19:30

Zingales parla di differenziali di inflazione che producono perdita di competitività di prezzo nell'europa periferica rispetto al nord, che si manifesta (per l'appunto) in saldi negativi nelle partite correnti e nelle bilance commerciali dei paesi meno "competitivi" a beneficio di quelli più "competitivi". Sta parlando della stessa cosa.

Appunto

giulio zanella 20/10/2013 - 21:28

Zingales parla di differenziali di inflazione che producono perdita di competitività di prezzo nell'europa periferica rispetto al nord

Appunto: parla di un'altra cosa. Nel post che stai commentando si parla della seguente cosa: i dati mostrano che

non c'è relazione di necessità tra gli avanzi commerciali di Olanda e Germania da un lato e il saldo commerciale del sud Europa dall'altro

E nel sua continuazione si parla della seguente cosa: i dati mostrano che

Gli squilibri commerciali all'interno dell'area euro (nel senso dei flussi, naturalmente) sono quindi in forte ridimensionamento, e il saldo positivo della Germania, da un anno e mezzo, e' sia in aumento come mostrato nel precedente post sia dovuto in modo preponderante a un avanzo verso paesi extra-europei.

Zingales, nel pezzo citato, non parla ne' dell'una dell'altra cosa (ne' avrebbe potuto parlarne risalendo il pezzo citato a 3 anni fa).

Per favore stiamo sul pezzo se vogliamo discutere.

Lo ribadisco

Babbeus 28/10/2013 - 20:16

Ma se Zingales ti dice che il problema sta nella perdita di competitività di prezzo del sud a vantaggio del nord sta di fatto implicando che "c'è (eccome se c'è!) relazione di necessità tra gli avanzi commerciali di Olanda e Germania da un lato e il saldo commerciale del sud Europa dall'altro" in quanto c'è una causa comune per entrambe le cose: i differenziali di inflazione (perchè è evidente che se due eventi hanno una causa comune allora sono correlati).

Ma se Zingales ti dice che il problema sta nella perdita di competitività di prezzo del sud a vantaggio del nord sta di fatto implicando che "c'è (eccome se c'è!) relazione di necessità tra gli avanzi commerciali di Olanda e Germania da un lato e il saldo commerciale del sud Europa dall'altro"

Beh, se vuoi metterla cosi' allora sta(va, nel 2010) implicando una cosa che i dati (del 2012-2013) da me riportati contraddicono. I dati sono piu' autorevoli anche di Zingales.

I dati sono relativi al 2012 quindi non possono dire nulla sul 2000-2010 senza una cornice teorica con cui fare deduzioni a ritroso. Non si tratta quindi di dati vs "tesi di Zingales", si tratta di due tesi a confronto (di cui una più recente ma che al momento non ha un riscontro in letteratura pari a quella di Zingales - o almeno non mi risulta).