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Che fine hanno fatto gli squilibri commerciali dell'area euro?

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Stravizi

Marco Marincola 17/10/2013 - 00:39

Ok, quindi l'Euro è un modo per tenere artificialmente bassa la valutazione del Marco e altrettanto artificialmente alta la valutazione delle altre valute dell'area.

Questo porta, come corollario, che il potere di acquisto dei Tedeschi è minore, con l'Euro, di quanto sarebbe con il Marco, mentre quello degli Italiani (o dei Francesi) è maggiore.

Detto in termini terra terra, posso permettermi (io Italiano) di acquistare un Mac a prezzi ragionevoli perché sto lucrando sulla produttività tedesca grazie alla moneta unica, mentre i Tedeschi non possono cogliere pienamente i frutti del loro lavoro. Il piano della Merkel è quindi veramente diabolico!

Se guardiamo le cose da un altro punto di vista, possiamo affermare che il problema è il disallineamento tra valuta e produttività, intrinseco nel fatto che la valuta è una e le produttività sono molte e diverse fra loro.  La soluzione non è quindi (secondo i detrattori della moneta unica) allineare valuta e produttività migliorando quest'ultima, ma svalutando/apprezzando la prima (dopo averne dissolto l'unità ed essere tornati a valute nazionali).  Detto in altre parole, non portare le persone a guadagnarsi veramente il loro stipendio, quanto piuttosto abbassare la retribuzione.  La cosa buffa, in questo caso, è che i detrattori - che si dicono vicini alla "gente" - non vedono chi pagherà il conto di tutto questo.

Stragiusto...

PZ 17/10/2013 - 03:22

... riallineare salari e produttività.

Allora perché la Germania non alza i salari?

Ah no già: voi volete vivere nel mondo in cui i tedeschi hanno un potere d'acquisto relativamente troppo basso, gli italiani troppo alto, e gli industriali e capitalisti tedeschi più alcuni capitalisti della periferia accumulano profitti e crediti esteri ai danni degli altri (finché il giochino dura).

P.S. Concordo con il post principale di Gabriele qui di sotto. Ancora una volta, il vero puzzle è perché l'Euro è così debole sui mercati FOREX dato il surplus commerciale enorme che si sta creando nell'Eurozona riducendo il deficit dei periferici a botte di austerità. Probabilmente le ragioni sono complesse e un modello semplice non può tenerne conto, e l'incertezza sul futuro dell'Euro ha ancora un ruolo nel determinare la volontà da parte degli investitori di comprare Euro-denominated assets. Incidentalmente, per la gioia di Merkel, Draghi, Confindustria tedesca e Giulio Zanella.

La risposta al perché la Germania non alza i salari dovresti darmela tu, dal momento che è tua la tesi secondo la quale l'Euro è equivalente a un cambio sottovalutato per il Marco.

Io mi sono limitato a evidenziare come, da questa premessa, ne discende una posizione non così vantaggiosa per i Tedeschi.  Loro sono avvantaggiati, sì, ma dalla loro produttività: un prodotto tedesco e uno francese sono quindi venduti allo stesso prezzo (estremizzo e semplifico, ma spero che il punto sia chiaro), ma il primo è percepito come scontato rispetto al suo valore reale, mentre il secondo è percepito come troppo caro.

Il fatto che entrambi vendano usando la stessa valuta permette ai secondi di incamerare parte del valore dello "sconto" praticato dai primi.

Salari

Andrea Grenti 17/10/2013 - 22:36

Anche sta storia dei salari che non crescono in Germania non è vera.

Non è vera, ma è un caposaldo degli anti-Euro.

In realtà i salari tedeschi sono rimasti maggiormente allineati alla produttività di quanto non abbiano fatto quelli dei PIIGS e della Francia, quindi il "costo per unità di lavoro" è rimasto grossomodo costante mentre da altre parti è aumentato.  Chiaramente la produttività tedesca è messa bene, quindi i salari reali crescono al ritmo giusto.

Proviamo ad immaginare che sia vero.
Già qui la logica vacilla: un conto è credere ad un paese che studia un supertrappolone (l’Euro) per diventare egemone in Europa (mentalità complottista ma con una, almeno potenziale, plausibilità), un conto è pensare che qualcuno, dei malvagi “padroni”, abbiano deliberatamente sottopagato i loro operai per esportare di più allo scopo di affamare gli operai degli altri paese. Cattivoni a 360 gradi. Ovviamente la “logica” non vacilla se pensiamo come un catto-comunista anni 70 : i padroni sono nemici del popolo, guadagnare è peccato e minchiate similari.
Comunque, ripeto, immaginiamo che sia vero.
I tedeschi sono sottopagati. Dovrebbero guadagnare “di più”. In modo da diventare meno competitivi e consentirci di tornare concorrenziali. Ovviamente questo impoverirebbe i fatturati delle loro aziende (meno export e più costo del lavoro) e potrebbe portare ad un aumento della disoccupazione.
Cosa ci guadagnerebbero? Attualmente questi sottopagati tedeschi hanno un costo della vita inferiore a quello italiano, guadagnano leggermente di più, hanno uno stato sociale di tutto rispetto e la disoccupazione molto bassa. Infatti sono una metà molto ambita dagli emigranti degli altri paesi.
Quindi: rispetto a cosa sarebbero sottopagati?
A me il comportamento di questi “anti euro” che parlano di tedeschi sottopagati ricorda i bambini piccoli. Quello che si lamentano che il fratello grande corre troppo veloce e loro non vincono mai ed invocano la mamma di farlo andare piano così possono vincere anche loro.

La soluzione (...) è quindi (...) allineare valuta e produttività migliorando quest'ultima

Il che è un po' come dire che la soluzione alla crisi della FIAT è che diventi forte come la VW. Facile e rapido da ottenere.

non portare le persone a guadagnarsi veramente il loro stipendio, quanto piuttosto abbassare la retribuzione.  La cosa buffa, in questo caso, è che i detrattori - che si dicono vicini alla "gente" - non vedono chi pagherà il conto di tutto questo.

E chi crede che pagherà il conto di un quindicennio (sino ad ora) di stagnazione, di un tasso di disoccupazione "galoppante", sempre più imprese che chiudono, più emigrazione, più invecchiamento della popolazione, etc.?

Veramente è come dire che la soluzione alla crisi della FIAT è che raggiunga i livelli di produttività della VW (non so se intendevi questo con "forte"); sarà pure lapalissiano, ma allora spiegatemi perché non viene dato per scontato.

Beninteso: è solo una delle soluzioni possibili, ma è l'unica soluzione che permetta a FIAT di competere con VW.  Si può benissimo scegliere di giocare in un'altra categoria, ma sono appunto scelte.

Il conto del quindicennio lo stiamo già pagando noi (chi più, chi meno, ma non vedo a chi altri possa toccare), e alcune delle cose citate sono proprio parte del conto che stiamo pagando.  C'è solo da decidere cosa vogliamo fare "da grandi": rimboccarci le maniche o alzare bandiera bianca e andare a fondo.

Detto ciò, credo che smetterò di rispondere alle argomentazioni (?) degli anonimi.

Il che è un po' come dire che la soluzione alla crisi della FIAT è che diventi forte come la VW. Facile e rapido da ottenere.

Nessuno ha detto che sia rapido e facile ma non c'è altro modo. Perchè in Italia bisogna sempre discutere l'ovvio?

10 anni fa dire che il gruppo Inditex (Zara) sarebbe diventato il numero 1 in Europa, meglio delle "corazzate" italiane, sarebbe sembrato fantascienza, oggi è realtà.

Sembriamo bambini.

"Mammaaa!!! La VW vende più macchinine di me e sono anche più belle digli di smettere"