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Guantanamo, il Giudice e la Legge

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Scalia però dimentica un trattato che gli Stati Uniti dovrebbero aver sottoscritto e che, anzi, fu scritto proprio su loro impulso, vale a dire proprio la convenzione universale sui diritti dell’uomo, dalla quale siamo partiti

Per quanto condivida la vostra filosofia, non ho capito se state criticando Scalia in quanto giudice della corte suprema oppure in quanto filosofo, politico e giurista.

Il punto di Scalia, in quanto Justice, è che gli americani lì non avrebbero violato la costituzione americana in quanto la costituzione non segue la bandiera. E lui doveva applicare solo la costituzione.

Critichiamo lui. 

Dice che non esistono trattati sottoscritti dagli USA che vietano la tortura ed, in generale, trattamenti inumani. L'affermazione non corrisponde a verita'.

Scalia non e' un politico e neanche un filosofo, e' un giudice che dovrebbe garantire il rispetto della costituzione e, di riflesso, dei trattati sottoscritti  dagli USA. Invece cerca, maldestramente, di difendere i politici. Fa il politico anche lui, dopodiche' viene in Italia a dire che le toghe rosse non dovrebbero fare politica...

ok, criticate Justice Scalia.

ok, esistono trattati internazionali che vietano la tortura.

non ok, il fatto che il "giudice che dovrebbe garantire il rispetto della costituzione e, di riflesso, dei trattati sottoscritti dagli USA". Benché la Corte Suprema degli USA abbia competenze in materia di interpretazione dei trattati, questi ultimi sono, nella loro gerarchia delle fonti,  subordinati alla Costituzione. Perciò nell'interprezione della costituzionalità di una norma federale o statale (nonché executive order) che contraddice un trattato internazionale, la Corte ne interpreta la costituzionalità, e non il rispetto degli obblighi internazionali.

non ok, non ho letto nell'articolo linkato il riferimento al fatto che le toghe rosse non debbano fare politica, ma di "attivismo giudiziario", che interpreto come interpretazione creativa, secondo lui, della costituzione o della legge. Anzi in alcune opinioni di maggioranza scritte da lui stesso, non ritiene il "far politica" un problema per l'imparzialità del giudice.

della Corte Suprema, in effetti, sono di nomina politica; in altre corti, mi pare, sono addirittura eletti. Scalia è un sostenitore accanito del c.d. originalism, cioè dell'interpretazione della costituzione secondo le intenzioni dei costituenti, negando la legittimità delle interpretazioni evolutive o creative (che sarebbero l'attivismo giudiziario di cui si dice).