Uomini forti o istituzioni internazionali: tutto fa brodo pur di voltar pagina

20 luglio 2007 piergiuseppe fortunato
Qualche giorno fa sono apparsi su repubblica i dati di una recente indagine Demos-Eurisko che segnalano una marcata crescita del desiderio di un uomo forte alla guida del paese.

Il sondaggio descritto sommariamente da Ilvo Diamanti rileva che l'84% degli italiani si dice d'accordo con l'affermazione: "Ci vorrebbe un uomo forte a guidare il Paese" perché "oggi c'è troppa confusione". Ancora più sorprendente è la relativa omogeneità fra i diversi orientamenti politici (si oscilla dal 70% dei rifondaroli al 96% dei leghisti) ed il trend marcatamente al rialzo degli ultimi anni (49% nel 2004, 56% nel 2006).

A parte la relativa ambiguità del quesito (e chi mai si affiderebbe ad un "uomo debole" per cacciare il paese fuori dai guai?), l'impressione che se ne trae è quella di una diffusa sfiducia verso le istituzioni ed i partiti politici che trova sfogo nel desiderio che un qualcuno possa scavalcarli e prendere decisioni non-mediate da implementare speditamente. Un cavaliere verde, rosso o nero (a seconda dei gusti) dunque che non debba arrampicarsi sugli specchi e dedicarsi ad equilibrismi incrociati fra veti, contro veti e minacce di dimissioni.

Nei giorni del balletto sulle pensioni (accordo si, accordo no, accordo forse...sembra il gioco delle tre carte) come non essere almeno in parte d'accordo?

Il risultato del sondaggio fa il paio, tra l'altro, con le recenti rilevazioni dell'Eurobarometro che (come di consueto) vedono gli italiani tra i più favorevoli ad una maggiore integrazione all'interno dell'Unione Europea.

In altre parole, gli italiani sembrano stanchi delle facce e dei metodi di chi continua a (mal) governare impunemente.  Che a far piazza pulita ci pensi un "uomo forte" partorito (ma come?) dal paese o che a farlo sia una UE più influente poco importa: tutto fa brodo pur di voltar pagina.

Almeno questo desiderio, almeno questa volta, un po' di ottimismo lo induce.

2 commenti (espandi tutti)

La recente vicenda Alitalia dimostra una volta di più che gli italiani hanno perfettamente ragione a essere europeisti. Senza la Commissione Europea si può star certi che l'unica cosa di cui si discuterebbe ora è l'entità dell'ennesimo sussidio da erogare.

QED

Raf Tp 20/7/2007 - 23:43

 

Appunto: uomo forte o istituzione internazionale, pari sono. Cavalieri discesi dal cielo o impersonali istituzioni efficientiste con potere cogente. Di assumersi le proprie responsabilità, di esprimere una classe politica presentabile, magari votandola pure, nemmeno a parlarne. Decisamente la democrazia non è il nostro forte.

Ma a chi è venuto in mente di formulare la domanda in termini di "uomo forte", espressione personalistica che puzza di orbace e autoritarismo tutto latino? Non era meglio usare, che so, "governo forte"? Già, perché il governo presuppone che uno lo voti, si formi, che decida, che venga giudicato, tutte cose che manifestamente non siamo in grado di fare.

Meglio mettere il destino del paese in mano a un mascellone che scende da un treno fetido insieme a un gruppetto di picchiatori. Meno male che Silvio non ha il mascellone e ha già 71 anni. Meno male che la storia non si ripete sempre uguale. Meno male che c'è l'Europa. Ma che disgusto.

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