S'i fosse Monti

12 novembre 2011 giorgio gilestro

Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio. Di cattivi esempi ne abbiamo avuti a carrettate negli anni passati e ora è il momento storico dei buoni consigli. Si sprecano gli editoriali sui giornali in cui in tanti si sentono in dovere di indicare a Monti quali passi fare. Lo faccio anche io, sentendomi moralmente giustificato dal fatto che darò consigli che vanno un po' fuori dai cori.

Mettendo da parte chi pensa che si debba andare ad elezioni anticipate, che mi sembra a naso una minoranza, direi che tutti gli altri siano divisi su due fronti: dare ascolto alla BCE, abbassando la testa e cedendo l'onore, o mettere in moto l'italica creatività per spuntare qualche riformetta alternativa di quelle che tanto ci piacciono?

Io proverei a fare un passo indietro. Mi sembra chiaro che la crisi in corso sia una crisi dai fondamenti politici, quanto se non più che finanziari. Non a caso, la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha iniziato l'emorragia di spread è stata versata agli inizi di luglio, in diretta concomitanza con gli eventi giudiziari di Marco Milanese.

Di fronte all'esplosione della bomba sui mercati di quei giorni, la classe dirigente italiana s'è svegliata presa dai turchi e ha risposto con attesa e tutt'altro che sorprendente inadeguatezza. Il governo ha cercato di partorire una manovra di salvataggio che nell'ipotesi migliore avrebbe dovuto essere tremontiana (lacrime e sangue) ma che si è invece rivelata tarantiniana (sangue e merda). L'opposizione s'è ben guardata dal partorire qualsiasi controproposta e si è limitata ad aumentare la frequenza con cui chiedeva la dimissioni di Berlusconi. La descrizione migliore al proposito l'ha data, come spesso accade, Spinoza.it dichiarando "Bersani in aula chiede le dimissioni di Berlusconi. Se gli premi il petto dice anche altre frasi."

Non mi dilungherò a dare esempi di quanto incapace o impotente sia la classe dirigente perché sennò finiamo domani mattina. Lo darò per scontato e darò per scontato che è facile capire, per il lettore, che il signor investitore si sia un po' rotto i cosiddetti di prestar soldi ad un paese che è governato in questo modo.

Assodato quindi che la crisi politica è importante quanto - se non di più - di quella finanziaria, la conseguenza è una sola. I provvedimenti del governo tecnico devono mirare ad aggiustare la politica, quanto se non prima della finanza. Mettiamo l'ipotesi che Monti, aiutato dallo spirito santo, riesca a metter mano alle riforme che tutti auspichiamo: aggiustare il mercato del lavoro, liberalizzare le professioni, dare una stretta alle pensioni e magari già che c'è dare una bottarella all'università. Le probabilità che riesca a trovare il consenso politico per fare bene anche solo una di queste cose sono secondo me infinitesimali, soprattutto perché anche l'opinione pubblica è divisa su questi argomenti e il parlamento avrebbe vita facile a fare broncetto e girarsi dall'altro lato. Ma ragioniamo per assurdo. Se ci riuscisse, cosa succederebbe una volta dismesso il governo tecnico? Tornerebbero gli stessi baluscia a far manbassa, dividendo il loro tempo tra il danno e l'inazione. E saremmo punto e a capo.

A mio avviso quindi sarebbe estremamente più facile concentrarsi su quelle riforme che non solo sono ben viste quasi all'unanimità dai cittadini italiani e che per questo danno a Monti maggior leva politica, ma che alla fine dei conti sarebbero pure più utili sul lungo termine. Alcuni esempi:

1. Ridurre il numero dei parlamentari - e già che ci siamo dare una sfoltitina al trattamento economico, dall'indennità al vitalizio. Aumenterrebbe la competizione interna ai partiti e ridurrebbe il fenomeno del parlamentare di pezza.

2. Cambiare la legge elettorale. Niente da aggiungere.

3. Iniziare a tagliare il cordone che lega la politica all'informazione perché non ci può essere buona politica in un paese in cui l'informazione non fa il proprio mestiere. Abbiamo bisogno di cani da guardia, non cagnolini da salotto. Questo andrebbe fatto partendo dai sussidi alla carta stampa e finendo alla depoliticizzazione della RAI (privatizzare la RAI tout court sarebbe probabilmente difficile; è passato troppo tempo dal 95).

Sono tre riforme che la maggioranza degli italiani approverebbe volentieri e sarebbe ben facile per Monti portare in piazza una bella fiumana di indignados nel caso in cui il parlamento facesse le bizze. A giudicare dagli sputazzi in faccia che s'è preso Pannella qualche settimana fa, il clima da forca cresce ed è propiziatorio. Ben diverso sarebbe se invece Monti si impuntasse sull'articolo 18 o sulle pensioni, perché quello è campo in cui i demagoghi hanno gioco facile. Inoltre sono tre riforme che aiuterebbero il paese ad avere una classe politica un pelino migliore al prossimo giro, cosa di cui abbiamo bisogno come il pane.

S'i fosse Monti, metterei questi tre punti in alto alle priorità. E voi?

164 commenti (espandi tutti)

Si, vabbé ma cosa ne direbbero l'Europa e i "mercati".

Ho sentito Monti affermare che intenderebbe dare una botta a destra e una a sinistra per accontentare di volta in volta l'una o l'altra e i loro supporter. Immagino che la Casta potrebbe essere abbastanza terrorizzata per bersele.

Magari ce la fa anche se magari non del tutto. Quello che vedo certamente male è il dopo-Monti.

Sbaglio?

Assolutamente si,

Ottima, anzi necessaria idea che spero quanto meno Monti prenda in considerazione. 

Pero' indignados o no, vedere la maggioranza degli attuali parlamentari votare quelle tre leggi mi pare molto improbabile - e notando la campagna di odio complottistico anti-Monti, gli Indignados avranno probabilmente in cima alle loro priorita' le dimissioni del Monti stesso. 

Dipende da come Monti se la gioca. Se mette subito sul piatto le prime due e riesce a non dar spazio a nessun ripiego, a quel punto e' scacco matto. Se non trova la maggioranza in parlamento in condizioni come quelle vuol dire che in italia e' fisicamente impossibile traslare la volonta' popolare in azione e che abbiamo bisogno di misure piu' aspre.

Ci ho  pensato un pò su e forse qualche ridotta probabilità che la triade proposta sia, alla fine, quella giusta, esiste. Si potrebbe chiamarle "precondizioni".Se non fai queste tre cose, qualunque altra misura si rivelerà inutile già nel breve termine.

Che poi un Parlamento possa approvare leggi che lo dimezzano non è così probabile, ma ci sono segni che possono far pensare ad un momento propizio per tentarci: ne cito una per tutte. Se perfino un lecchino patentato come Aldo Forbice, che conduce su Radio2 la trasmissione Zapping ha deciso di lanciare un appello sul dimezzamento dei parlamentari significa che il vento è cambiato. Bocciare in aula un governo "non politico" che presentasse una proposta del genere potrebbe essere troppo rischioso (e parlo di incolumità fisica) perfino per Scilipoti &c. L'argomento che poi si diluirebbe la rappresentatività di ciascun parlamentare mi sembra del tutto inconsistente... come se gli USA, con i loro 535 parlamentari totali (su oltre 300 milioni di abitanti) fossero meno democratici di noi.

Le tre misure, poi, non escludono affatto la possibilità di introdurre nel frattempo altre misure di tipo strettamente economico che riducano il fabbisogno in maniera strutturale. La rete è piena di vaccate, ma anche di proposte sensate, fattibili subito o quasi e di consistente impatto economico. Il fatto che molte di queste non coincidano con le solite ricette propagandate dagli ambienti da cui pure Monti proviene mi rende scettico, in generale, sull'efficacia del tutto. Ma al punto in cui la classe politica capitanata da B e B (senza dimenticare il B dell'opposizione) vale la pena tentare.

L'opportunità che ha Monti nasce - più in generale - dalla possibilità di scardinare, per un breve periodo, il sistema delle connivenze su cui si regge la classe dirigente attuale e che, in cambio di sostanziosi favori, lega un 50% circa dell'elettorato ai politici in carica, mentre l'altro 50% viene intronato dal sistema dell'informazione. Oggi il 50% colluso fa molta fatica ad esprimersi (quanto è complicato in questi giorni trovare qualcuno che ammetta di avere votato B?) e quindi un'informazione un pò meno in mala fede avrebbe anche spazio per rendere edotto l'altro 50% della verità e sollecitarne l'appoggio. Per questo alla fine i punti cardine sono quei tre: attaccare la casta (per dare il segnale e per liberare anche parecchi soldi), liberare l'informazione, cambiare legge elettorale.

Sono felice di leggere questo tuo commento perche' riassume egregiamente il mio pensiero - e alcuni altri interventi mi avevano dato l'impressione di non essere stato abbastanza chiaro.

Per quanto riguarda i tempi: l'attacco alla casta conviene farlo subito. Il fatto che snellisca l'amministrazione e riduca le spese la fa rientrare a tutti gli effetti tra i punti BCE quindi, unito al particolare che non c'e' provvedimento piu' desiderato dagli italiani in questo momento, proprio non lascia scuse al parlamento. Una legge del genere trasformerebbe Monti in una specie di supereroe agli occhi del popolo e gli darebbe momentum per fare tutto il resto.

 

Per la legge elettorale e' diverso. Se proprio non se la sente di mettere subito la carne in tavola, qui Monti ha comunque la possiblita' di prendersela con calma. Berlusconi ha messo come condizione che il governo tecnico non se ne occupi e Monti ovviamente ha fatto buon viso a cattivo gioco. Se il governo tecnico dura fino alla primavera, ci pensera' il referendum a distruggere il porcellum e a quel punto Monti sarebbe praticamente costretto a intervenire in ogni caso perche' l'alternativa non sarebbe tornare a votare col mattarellum.

Sì, tatticamente è come dici tu: si può anche non riformare subito la legge elettorale: basta lasciar fare al referendum. Il fatto che B abbia messo il punto della legge lettorale (oltre ai soliti immancabili fatti suoi) al centro delle sue richieste a Stanlio (così lo chiamavamo all'università) dice solo una cosa: quel punto è decisivo e lui, passata la buriana e fatta da altri la presumibile macelleria "necessaria", vuole tornare in gioco.

Se il sistema delle connivenze resta saldo nella sua triade costitutiva (parlamentari-parassiti ch eli votano-giornalisti che disinformano gli altri) è solo questione di tempo: poi tutto ritorna come prima. Se c'è un momento in cui si può tentare di scardinarlo è questo.

tendenzialmente,se la corte costituzionale non smentisce la sua precedente giurisprudenza,i due  referendum elettorali non sono ammissibili...poi dalla corte costituzionale,per carità,ci si puo' aspettare di tutto,visto lo scempio che ha compiuto in questi 50 anni,a fronte di un art 75 costituzionale che prevedeva solo 3 casi di non ammissibilità.

S'i fosse Monti

kasparek 12/11/2011 - 02:15

Io farei qualche riforma costituzionale per impedire proprio che chi viene dopo possa fare eccessivi disastri. Quindi farei di tutto per limitare il margine di manovra della classe politica vera: meglio che giochi con giochi il meno pericolosi possibile.

Quindi pareggio di bilancio fatto bene (magari con un occhio anche alla formazione di debito previdenziale), limiti alla spesa pubblica ed alla pressione fiscale, difesa reale della proprietà privata (che non deve essere uno scherzo da usare come bancomat) e della concorrenza, e cose del genere.

Mi piacerebbe non dovermi eccessivamente preoccupare dell'arrivo al potere di chicchessìa, sicuro che per quanto possa essere di infimo livello od invasato non abbia il potere di creare troppi danni o di mettere in discussione troppe cose.

Prima bisogna arrivarci però. Ma non sarà nè una legge elettorale diversa nè avere la metà dei parlamentari a cambiare la sostanza da paese illiberale (cit.) in cui ci troviamo, per cui dedicherei i miei sforzi non a queste cose, ma a vedere realmente applicata la famosa letterina bce.

Lettera che non prevede la patrimoniale, che invece temo sia l'unica misura degna di nota che vedremo, col solo scopo di dare un po' di ossigeno ai politici per ricominciare la festa appena possibile.

Il dilemma che pone l'articolo è tra cose urgenti e cose importanti, breve termine e lungo termine. Il fatto è che serve tutto e da non politico direi che vanno fatte le cose urgewnti identificandole in quelle che rimettono in carreggiata finanziaria il paese. Ma aggiungerei che quand'anche fossero realizzati al volo gli interventi 'politici' di cui l'autore parla, le reazioni della piazza ci sarebbero ugualmente e nel frattempo non sarebbe possibile ignorare i segnali del mercato che non cesserebbe certo di osservarci. Nula vieta che le riforme poltiche procedano con le riforme economiche. Ammesso che si riesca a formare per davvero il governo Monti sarebbe una sorta di ultima spiaggia e gli eventuali sabotatori sarebero facilmente idenrificabili da parte dell'opinione pubblica, ben più di quanto oggi accade.

Secondo me deve andare in TV e spiegare alla gente cosa bisogna fare e perché bisogna farlo, facendo anche vedere una prospettiva di medio-lungo periodo alla gente. La gente va informata, visto che la politica non lo fa e l'informazione lo fa molto poco. Altrimenti non capisce ed è chiaro che si incazza, dando vita facile alla politica che è lì pronta ad accarezzare gli umori della folla per trarne beneficio.

E poi sarebbe irrinunciabile la declinazione della lettera della BCE in fatti che non siano le solite prese in giro italiane, ma atti seri e sostanziali. Io mi aspetto che in un anno e mezzo Monti dia una bella raddrizzatura a questo paese.

visto che la politica non lo fa e l'informazione lo fa molto poco

e come potrebbe? Hai aperto il link delle iene?

Giorni fa si discuteva sulla opportunità di fare un esamino agli elettori prima di ammetterli al voto.

Penso che l'esame andrebbe fatto anzitutto ai candidati

Intanto ho appena mandato il link delle Iene a tale onorevole Leone che ieri a Omnibus si sgolava chiedendosi: "perchè un tecnico dovrebbe fare meglio di un politico"

Hai aperto il link delle iene?

Sì, l'ho aperto. Devo dire, pur essendo estremamente critico nei confronti della classe politica come tutti qui, che non mi piaciono per niente questi servizi tv che accarezzano gli umori della gente -esattamente come farebbe la politica- e sparano sul mostro sanguinante per incassare un consenso (e un ascolto) facile.

E' chiaro che se intervisti la De Feo ottieni quel genere di risposte, che tra l'altro non credo siano molto diverse da quelle che darebbe la popolazione media. Magari se intervisti Baldassarri ottieni una risposta più sensata, ragione per la quale forse non lo intervisti.

Quello che mi piacerebbe capire davvero è se questi abissi di ignoranza sono tipici del parlamentare italiano o se sono semplicemente fisiologici in un sistema democratico. Mi piacerebbe vedere un servizio tv analogo fatto in Germania e misurare lo spread di ignoranza dei nostri parlamentari rispetto ai loro :-)

E' chiaro che se intervisti la De Feo ottieni quel genere di risposte, che tra l'altro non credo siano molto diverse da quelle che darebbe la popolazione media.

E quindi? Lo dici come se il Senato dovesse essere un campione statistico rappresentativo del popolo.

Magari se intervisti Baldassarri ottieni una risposta più sensata, ragione per la quale forse non lo intervisti.

La notizia non e' che c'e' una quota di senatori che sa cos'e' l'inflazione; la notizia e' che ce ne e' una bella fetta che crede che lo spread sia quello con la marmellata e cio e' semplicemente inaccettabile, dai.

 

la notizia e' che ce ne e' una bella fetta che crede che lo spread sia quello con la marmellata e cio e' semplicemente inaccettabile, dai.

Ma scusa, io la notizia non la vedo proprio: nel momento in cui si candidano ed eleggono -chessò- Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssen, oppure Fabio Rainieri, agricoltore leghista, è OVVIO che una buona parte degli eletti non sappia cosa sia lo spread.

Mi piace perché su questo blog, gira che ti rigira, ritorniamo sempre con una certa facilità al governo degli ottimati.

il grave è che le domande (come le precedenti sul centocinquantesimo) vertevano su temi di assoluta attualità, temi sui quali deputati e senatori sono e saranno chiamati ad esprimersi con un voto.

L'ignoranza non è una malattia inguaribile: io penso che una persona seria dicendosi "domani devo votare una manovra che dovrebbe contrastare l'aumento vertiginoso dello "spread"" , se non sa cosa è lo spread, si informa, cerca di capire, al massimo chiede e questo comportamento sarebbe alla portata anche di un operaio e di un agricoltore.

Questi e i loro capi con il porcellum hanno trasformato il Parlamento in un votificio (hai presente la performace della badante di Bossi, vicepresidente del Senato?) 

E' ovvio al momento dell' elezione, non dopo che da settimane tiene banco sui media e sono chiamati a prendere decisioni a riguardo.

Posso pure accettare che qualche eletto sia troppo ignorante per comprendere il concetto e faccia qualche errore nell' esporlo, ma questi palesemente non si erano manco disturbati ad informarsi.

Un sacco di operai ed coltivatori diretti ahnno scoperto cosa sia lo spread di recente, vuoi dai giornali, vuoi contraendo un mutuo in euro.

non dopo che da settimane tiene banco sui media e sono chiamati a prendere decisioni a riguardo.

I 27 milioni di italiani che si sono precipitati alle urne per difendere "l'acqua pubblica bene comune" dalle grinfie degli avidi privati che volevano assetare la povera gente e farla morire di sete, secondo te avevano idea di cosa ci fosse VAGAMENTE scritto nel Decreto Ronchi?

E gli italiani che oggi riempiono le piazze chiedendo di andare a votare perché si sentono scippati di un potere (quello di designare il governo) che in realtà non hanno, secondo te hanno idea di quanto potrebbero costarci altri mesi di paralisi politica?

Io penso proprio di no. Se gli italiani si esprimono e votano ideologicamente e/o senza informarsi troppo, non vedo perché attendersi che quando diventano senatori cambino improvvisamente comportamento, sapendo -tra l'altro- di dover votare in base a quello che dice il capogruppo.

Putroppo temo sia un altro di quei sogni che dovremo aggiungere alla lista, ma può sempre darsi che San Gennaro faccia il miracolo.. :-)

In parlamento non ci si finisce per sorteggio ma per elezione e il motivo e' proprio quello di introdurre un qualche criterio selettivo che mandi al potere persone che siano non solo rappresentative ( per quello il sorteggio basterebbe) ma capaci.

Secondo me non c'e' nulla di male ne' di inutile nel continuare ad indignarsi che in parlamento ci sia gente come qeusta:

Diplomata all'istituto tecnico commerciale, negli anni '90 è animatrice e pr delle discoteche romane. La sua prima esperienza politica è nel Consiglio circoscrizionale nel Decimo Municipio di Roma. In seguito brucia ogni tappa politica intermedia e, trentaseienne, nel 2008 viene posta in quota alla lista elettorale del PdL, nella quindicesima circoscrizione Lazio 1, venendo eletta deputata al Parlamento italiano. (https://secure.wikimedia.org/w​ikipedia/it/wiki/Mariarosaria_​Rossi)

E perché ti indigni?

Perché è "solo" diplomata? Io sono "solo" diplomato ma ho cultura sufficiente per aggiornarmi, studiare le cose che non conosco e che mi interessano, o che mi servono. Certo, non potrei sostenere una discussione seria con te su temi economici (senza documentarmi preventivamente), ma probabilmente alla stessa maniera tu non potresti discutere con me di informatica e/o di design e/o di tecniche e problematica della stampa digitale. Troppo spesso vedo confondere cultura e intelligenza con "titolo di studio" e la cosa comincia a stufarmi un po'.

Oppure ti indigni perché faceva "l'animatrice e pr per discoteche"? E' un mestiere come un altro. Cos'è, se lo fai per una multinazionale va bene, altrimenti no?

Oppure perché ha "bruciato tutte le tappe politiche intermedie"? Va beh, questo puzza un po', ma non siamo tutti più o meno contrari ai "politici di professione"? Perché se ci stupisce che si possa essere eletti al parlamento senza previa esperienza politica, allora ci meritiamo i politici che ci hanno governato fin'ora e che non hanno la più pallida idea di cosa voglia dire dovere vivere del proprio lavoro che evapora un giorno dopo l'altro lasciandoti solo coi debiti e con Equitalia che ti pignora la casa in cui vivi mentre i milionari truffaldini amici loro non perdono nemmeno un euro e anzi ci guadagnano.

Oppure ti indigni perché ha votato sempre e soltanto quello che gli dicevano i capi, senza nemmeno provare a domandarsi se per lei andava bene o meno? Perché è questo che io rimprovero alla classe politica dell'ultimo ventennio: nessuno di loro ha mai nemmeno provato a chiedersi se quello che votava era giusto o sbagliato, ma votava pro o contro a prescindere. E questo vale per tutti, nessuno escluso.

Per come ci hanno governato finora, sarebbe andato meglio un parlamento estratto a sorte su basi statistiche di sesso/età/residenza/istruzione, con un governo affidato esclusivamente a tecnici di provata esperienza e curriculum e leggi proposte da chiunque.

I cittadini (o associazioni di cittadini) propongono una legge (tipo quella di Grillo che giace vergognosamente indiscussa da mesi, alla faccia della democrazia!); un comitato di esperti la valuta "preventivamente" per evitare incostituzionalità e cavolate varie; quindi il parlamento "rappresentativo" la discute (anche chiedendo di volta in volta il parere di esperti della materia) e la vota; infine, nel caso, il governo di "tecnici" la implementa e ne cura gli aspetti operativi.

Cosa ci sarebbe di tanto sbagliato in un'organizzazione del genere? Un parlamento di "estratti" a sorte farebbe in modo che nessuno avesse troppo potere per troppo tempo come ora; sarebbe di sicuro più rappresentativo della società civile dell'harem che abbiamo avuto nell'ultimo ventennio; non toglierebbe una virgola alla democrazia perché anche io potrei proporre una legge (cosa che ora non posso fare); in media sarebbe sicuramente più onesto; fare il ministro sarebbe un lavoro per il quale studiare e prepararsi e per il quale si verrebbe valutati periodicamente sulla base dei risultati ottenuti e se fosse il caso anche defenestrati.

Fra i "solo diplomati" della politica italiana si ricordano D'Alema e Veltroni. E per gli amerikani, George Washington era geometra.

beh ma wikipedia non dice che è la badante del capo

Non è che io sia contento che ci siano quei signori in Parlamento. Mi sembra solo che sia una ovvia conseguenza del suffragio universale per cui non ci farei un servizio tv se non per incassare un consenso facile facendo leva su un sentimento di antipolitica che furoreggia in Italia.

La stampa italiana mi pare ormai proclive a credere che la causa di tutti i mali sia la mancanza del voto di preferenza. Mi limito a far notare che il Trota è stato eletto con le preferenze, così come Barbara Matera (una delle veline di cui parlava Veronica Berlusconi... mi pare facesse l'annunciatrice su Rai1 e la letteronza per la Gialappa's) che non credo abbia un curriculum molto diverso dalla Mariarosaria Rossi. Ma si potrebbero fare altri esempi...

Se uno come Scilipoti, che è forse anche peggio dei sopramenzionati (hai visto questa?), è stato SCELTO e inserito in lista da Di Pietro (non credo per ottenerne favori sessuali ma perché lo ritenesse valido, capace e adeguato al ruolo), perché mai non dovrebbe trovare Nmila persone disposte a votarlo?

Purtroppo mi sembra una ovvietà che con il sistema "one man, one vote", gente così sia in Parlamento.

Il commento sopra ("Il governo degli ottimati!") sembrava accusare NfA di snobismo. Ora invece si vuole che se molti Italiani sono ignoranti, lo siano anche i governanti.

Curioso.

Solo una piccola minoranza, ok. Ma votare al referendum non è il loro mestiere.

Dal parlamentare pretendo lo sforzo di informarsi sulle questioni che discute, e non vedo nulla che proibisca di farlo ai signori Boccuzzi & Rainieri (che poi magari si sono pure informati, chissà) o ai vari personaggi intervistati.

Non ci vuole una laurea per sapere certe cose, solo un minimo di serietà nel proprio lavoro.

Non è affatto ovvio, secondo me, che non sappiano cos'è lo spread. Vorrebbe dire che questa gente non legge i giornali, non vede la TV, non naviga in internet etc. etc. Dove vivono, nelle caverne?

Mio figlio, seconda media, 11,5 anni, sa - ovviamente per quello che sente dire in famiglia - cos'è lo spread.

"perchè un tecnico dovrebbe fare meglio di un politico"

Questa e' bella. Ovviamente perche' questi politici a) sono incompetenti b) fanno piu' danni che se non facessero niente. Ora mi riprometto di vedere il video delle iene....

E' curioso come solo ora comincino ad apparire sulla stampa (qui ad es) commenti tipo

"A questo puntano Napolitano e Monti, un esecutivo inappuntabile, che ricostruisca l'immagine dell'Italia e la "venda" al meglio sullo scenario europeo e internazionale. Questa è la logica."

Non era abbastanza ovvio che dovessimo mettere (da sempre e non solo per ricostruire le macerie) come ministri personalita' competenti e riconosciute essere valide in assoluto?

Mi sto sempre piu' domandando se la politica non abbia l'effetto di appiattire e sminuire le eccellenze,  esattamente l'opposto di quello che si vorrebbe. Quale altra logica dovrebbe portare alla nomina di un ministro? Purtroppo conosciamo gia' la risposta, per esperienza diretta degli ultimi lustri.

Secondo me deve andare in TV e spiegare alla gente cosa bisogna fare e perché bisogna farlo, facendo anche vedere una prospettiva di medio-lungo periodo alla gente. La gente va informata, visto che la politica non lo fa e l'informazione lo fa molto poco. Altrimenti non capisce ed è chiaro che si incazza, dando vita facile alla politica che è lì pronta ad accarezzare gli umori della folla per trarne beneficio.

 

Secondo me dovrebbe usare tutta la sua imamgine di "salvatore di ultima istanza" (e magari pure la credibilità di Napolitano, se si presta) per questa operazione, magari usando le misure proposte (sfruttando l'emozione "anti casta") per massimizzare il proprio gradimento.

La cosa più importante è avere una parte significativa di opinione pubblica in grado si essere informata, se si ottiene questo le misure economiche si possono credibilmente fare, altrimenti è molto difficile.

Secondo me dovrebbe usare tutta la sua imamgine di "salvatore di ultima istanza" 

Questa e' sicuramente una strategia ma e' pericolosa perche' al primo passo falso si gioca tutto. Ad esempio, gia' il fatto che Napolitano l'abbia nominato senatore a vita intacca questa figura di deus ex machina e porge il fianco agli attacchi (melmosi, come al solito) che ne seguiranno. Si veda ad esempio la prima pagina dei IlGiornale di oggi.

La cosa paradossale e' che questo e' un governo tecnico che richiede a capo una persona di sopraffine doti politiche, che sappia fare quello che c'e' da fare non convincendo ma costringendo sottilmente i partiti a dare l'appoggio.

Il Giornale sta rischiando: le probabilità che lanci il taglio delle "spese della casta" sono parecchie e far notare in anticipo che si taglierebbe pure le proprie può essere un grande motivo di fiducia pubblica. Inoltre gli stessi attacchi sono stati usati quasi quitidianamente contro Napolitano e si vede che risultati hanno ottenuto, credo che dovremmo ignorare queste cose, dopotutto.

Il fatto che ci sia un presidente che deve dettare una strada che possa imporre ai partiti (e quindi non troppo odiosa per i rispettivi elettorati), mi pare un possibile sistema efficace di contrappesi democratici (in barba ai teorici del commissariamento della democrazia o degli elettori che scelgono programmi di governo immodificabili).

Non sono Monti

palma 12/11/2011 - 07:26

da quel che se ne capisce tuttavia dal mio punto di vista

1. la rai va venduta e i danni vanno fatti pagare ai suoi dipendenti

2. ridurre numericamente i parlamentari esige, more geometrico dimostrabile, che una casta decida di suicidarsi o selezioni quali dei propri membri vada  eliminato

3. ridurre il loro stipendio e prebende varie e' possibile solo con le esterne riduzioni del bilancio prodotte dagli europei, a tuttora non vedo perche' Bersani e Buttiglione dovrebbero andare a vivere in una caserma in disarmo.

Ma quello che risulta gradito al popolo e sgradito ai suoi impopolari presunti rappresentanti non si potrebbe fare per decreto legge?

Non dico tante cose, ma solo le più importanti.

Se occorre il requisito dell'urgenza penso che possano provvedere i mercati a fornirlo

I DL valgono 60 giorni e poi decadono se non sono trasformati in legge dal Parlamento :)

Re: Non sono Monti

lugg 13/11/2011 - 22:10

a tuttora non vedo perche' Bersani e Buttiglione dovrebbero andare a vivere in una caserma in disarmo.

Infatti dovrebbe essere in attivita': vorrei vedere Buttiglione lamentarsi del gelato li' invece che alla buvette (sorry, non ho resistito) :)


 

Ben diverso sarebbe se invece Monti si impuntasse sull'articolo 18 o sulle pensioni, perché quello è campo in cui i demagoghi hanno gioco facile.

Non so cosa farà Monti, ma la riforma delle pensioni (leggi abolizione delle pensioni di anzianità) e dell'articolo 18 (abolizione del divario fra garantiti e altri) sono indispensabili per una ripresa di lungo periodo.

Se non ricordo male Monti, mentre era a Berlino, parlava proprio di questo: eliminare i privilegi e le "protezioni" di certi classi e ordini.

Secondo me l'unica riforma seria e profonda per depotenziare la Casta politica attuale (e fare anche tante altre cose utili al paese) è il federalismo. Quello serio, costituzionale. Stile USA o meglio Svizzera.

Non le pallide imitazioni in salsa regionalista che per ora sono state balbettate.

Ma non so se un governo tecnico possa impegnarsi in un simile percorso "costituente".
A dire il vero non so nemmeno se un governo italiano normale (politico) sia in grado di farlo per cui forse il governo tecnico potrebbe essere l'ultima spiaggia.

S'i fosse Monti

guido 12/11/2011 - 08:17

Aggiungerei:

Sostanziale azzeramento dell'uso del contante: tutto con la moneta elettronica e pagamenti via telefonino.

Per l'Università: annullamento degli esami sostenuti - se quando si era iscritti - sono state ottenute  riduzioni delle tasse di iscrizione mediante compilazione di ISEE falsi.

Annullamento del titolo di studio /abilitazione professionale / iscrizione alla camera di commercio per gli evasori fiscali (oltre un tot. possibilmente basso).

Vedi se l'idraulico o il dentista poi non ti fanno la ricevuta...

 

E' una battuta di Rino Formica riferita alla politica, non di Quentin Tarantino.

Hai ragione, ma io mi riferivo ad un comico italiano che negli anni 90 faceva il verso a Tarantino e il cui motto era proprio quello (E Tarantino allittera meglio tremontiano).

A me e' piaciuta la battuta :-) Era della Gialappa's, vero?

Mi sa che era Marcello Cesena (non ho trovato video su youtube).

Google aiuta :) 

http://video.google.com/videoplay?docid=-73974211556823373

Non era Marcello Cesena, ma Bebo Storti (quello del conte Uguccione, per capire).

Ok per le prime due, ma sulla terza... la vedo veramente dura avere un consenso popolare.

In Italia "privatizzare" è una parolaccia per metà della popolazione, un sacco di gente tratterà la privatizzazione della rai esattamente come ha trattato la privatizzazione dei servizi idrici.

Per quanto riguarda i giornali, appena provi a toccare i sussidi la Repubblica ed il Corriere ti scatenano addosso l'inferno.

Privatizzare non e' un problema. Lo diventa se "quella cosa privatizzata" avrebbe potuto rendere dei bei soldini e la si e' privatizzata solo perche' "rende soldini" e guarda caso solo certi personaggi riescono ad accaparrarsela...

Basterebbe imporre parte delle regole del privato anche su (certe) aziende pubbliche, cioe' legare i salari alla produttivita' dell'azienda, lasciando al pubblico solo una percentuale degli utili. Insomma serve una certa incentivazione a far meglio e una disincentivazione a fare male o nulla.

Forse non posso partecipare al gioco, perchè credo che Monti non avrà la fiducia dalle Camere. Se mi ammettete, allora dichiaro che temo di non essere d'accordo su nulla.

Innanzitutto non credo che ai mercati interessi alcuno dei tre punti proposti. Mi fa abbastanza pena (dal punto di vista squisitamente demo-cratico) che il mercato si sostituisca all'elettorato, ma tant'è: oggi sembra funzionare così, soprattutto per quanto concerne numero di parlamentari e legge elettorale.

Chiosa su questo punto: è il Parlamento che fa le leggi, non il Governo. Se Monti avesse la fiducia, credo che l'unico modo che avrà per riformare la legge elettorale sarebbe quello di non fare nulla. Lasciando al referendum, se ammesso dalla Consulta, il compito di tornare al Mattarelum (mi pare che Brusco abbia già qui argomentato sulla mancanza di una maggioranza parlamentare d'accordo sulla medesima legge elettorale). Ribadisco che però per me la legge elettorale è un falso problema: sono e saranno SEMPRE i partiti a selezionare la classe dirigente con qualsiasi legge elettorale, a meno di un ricorso massiccio e serio alle primarie.

La mia wishlist è un wishpoint: liberalizzazioni.

saranno SEMPRE i partiti a selezionare la classe dirigente con qualsiasi legge elettorale

sono abbastanza daccordo ma con un uninominale non è che una De Feo (moglie di Emilio Fido) o la ex cognata di Berlusconi non verrebbero elette: per non perdere seggi non verrebbero candidate.

mah, i collegi sicuri servono a candidare i "peggiori" o i leader; i collegi persi in partenza a candidare i volonterosi e quelli incerti a candidare i migliori (o i più ricchi, ma qui si apre la discussione su cosa sia "la miglior qualità" in politica). Si può obiettare che c'è un limite a tutto: ma in politica, purtroppo, anche no.

in italia si vota anche con l'uni contro.io ricordo al mugello(blindatissimo) un di pietro(semi fascista allora) vincere alla grande.eppure,che ci azzeccava?logico,era contro e sostenuto da baffino.

E la Rai?

Paolo Casillo 12/11/2011 - 11:24

Non capisco perché affermi

privatizzare la RAI tout court sarebbe probabilmente difficile

Ci servono soldi, vendiamo quanto non necessario: e una tv pubblica è quanto di più inutile ci sia in questo momento. Se non ora quando?

Poi, certo, si potrebbe togliere tutti i finanziamenti alla stampa, dalla A alla Z (magari in due anni): altri soldi buttati che verrebbero risparmiati. Mi sembrano due operazioni semplici, immediate, di grande impatto popolare e di impatto non indifferente sullo Stato.

Nel senso che sarebbe difficile trovare un consenso popolare ampio sulla privatizzazione della RAI. E poi credo che  la RAI non abbia bisogno di essere privatizzata: ha bisogno che la politica molli l'osso (cioe' non ha bisogno della privatizzazione all'Italiana, in cui Stato e poltica mantengono essenzialmente ancora il controllo)

Nel senso che sarebbe difficile trovare un consenso popolare ampio sulla privatizzazione della RAI

Probabilmente sono troppo ottimista, ma penso che su questo il consenso popolare ci sia: possibile che la gente ancora non si renda conto che un'azienda in mano ai politici è solo fonte di corruzione e spreco?

  Tutto il post e gli interventi sono guidati dall'idea (giusta in linea di principio, ma non applicabile al nostro Paese) che conti qualcosa l'opinione o il pensiero dei cittadini. Qui bisogna fare i conti con una nomenKlatura che si è impadronita del Paese, e mantenendo in piedi una specie di teatrino, vive alle spalle degli italiani. Le elezioni, grazie anche alla legge elettorale, sono ridotte ad una farsa. Le istituzioni inutili e mantenute dalla collettività per la gioia di amici e parenti della casta non si contano: la RAI è una delle tante.

 

S'i fosse Monti

asterix62 12/11/2011 - 12:38

Vendere la RAI a mio parere è un po' difficile però la si può riformare. Un'idea potrebbe essere quella di scorporarla dividendola in due società distinte, una che campa di solo canone senza pubblicità con canali culturali ed istituzionali, ad esempio RAI Edu, RAI Storia, RAI Parlamento ecc.; la seconda società prettamente commerciale che vive esclusivamente di introiti pubblicitari in cui confluiranno le tre reti ammiraglie e quelle restanti. Altrimenti si può eliminare il canone tout court e farla campare di sola pubblicità. A parte la RAI c'è però anche un problema Fininvest, non so se ci avete fatto caso ma col digitale terrestre le reti berlusconeidi ci hanno guadagnato e le pubbliche ci hanno perso, c'è quindi da riequilibrare la bilancia, prima di tutto dando una sistematina alle frequenze spezzando il duopolio RAI-Fininvest, costringere Rete 4 ad andare su satellite come da sentenza ed affidare la sua frequenza al legittimo propietario. Questo secondo obiettivo però lo si potrà raggiungere solo dopo nuove elezioni sperando che gli italiani abbandonino in massa il PdL però sin da ora si può cominciare a seminare. Reintrodurre la legge che vieta ad editori e proprietari di media di candidarsi fatta abolire da quel simpaticone di D'Alema (è colpa sua se Sivlio è potuto scendere in campo).

Sul piano istituzionale limitare a due legislature l'eleggibilità dei parlamentari e di ogni altro organo elettivo. Rendere incandidabile chiunque sia stato condannato anche in primo grado in un processo penale o fiscale o abbia in corso un'inchiesta giudiziaria. Trasparenza della pubblica amministrazione e messa online dei redditi di tutti gli eletti e delle loro famiglie, si viola la privacy? Se non ti sta bene non ti candidi, nessuno ti costringe. Riforma della legge sulla privacy sul modello di quella statunitense dove l'interesse pubblico prevale sulle informazioni private. Riforma della legge sulle class action, rendendola veramente efficace. Riforma del referendum introducendo quello propositivo ed elimando il quorum. Una seria legge sul conflitto d'interessi. Abolizione di tutte le leggi che imbavagliano l'editoria, delle sovvenzioni e abolizione dell'ordine dei giornalisti. Riguardo al federalismo ... ci son da cambiare un po' di cose perchè così come è ora tutte le elezioni regionali sono illegali, partendo dalla famigerata raccolta firme, che non deve essere più gestita dai singoli partiti ma deve essere affidata ai comuni e se cambiano i candidati in corsa si parte da zero, evitando così i casi Formigoni e Cota. 

E' troppo per un governo che dovrebbe durare pochi mesi? Dipende!

o abbia in corso un'inchiesta giudiziaria. 

No. Basterebbe una denuncia tarocca  per azzoppare un candidato (Igor Marini dice niente?), e in costituzione c'è la presunzione di innocenza. Anche la condanna in primo grado presenta dei problemi, è stabilire l'esecuzione di una pena accessoria (la perdita dell'elettorato passivo) prima della sentenza definitiva. 


Ma pur ragionando per assurdo e ammettendo che ci riuscirebbe

Fixed, thanks. I take full responsibility, ho fatto io il correttore di bozze.

Ma ragioniamo per assurdo. Se ci riusciresse,...

Abbe'... :-)

Scommetto che Sandro l'ha fatto apposta, un genio :D

Sorry to contradict: un pirla appena sveglio.

ahahah. Almeno Sandro ha la scusa che il suo refuso era chiaramente un typo. Il mio iniziale invece e' chiaro segno che non so piu' parlare l'italiano (e sono quindi pronto ad entrare in parlamento). L'ho corretto (spero).

S'i fosse Monti

gianni 12/11/2011 - 14:19

oggi è sabato giorno dedicato alleseghe mentali,come dice Giobbe....il fettucino mariemonti non farò nulla di nulla...se si muoverà come vuole la bce..i sindacati e tutto il caranserraglio della sinistra andrà in piazza...se si muove all' opposto il centrodestra urlerà al golpe...l'unica cosa giusta che dovrebbe fare è andare a Parigi a prenderea pedate nel culo quell'imbecille di Sarkocy, per poi andafre fino in cermania a portare una banana alla Merkel...per i disastri eurocomunitari che hanno combinato...

invece per i grandi burocrati di bruxelles ci manderei tanta merda quelli sicuramente la scanbiano per nutella...Allegria.

Gianni Z.

Personalmente non sono ottimista, anzi.

quanto dici è sicuramente corretto e al primo posto tra le cose che Monti dovrà fare SE ce la dovesse fare  formare il governo, ed ho i miei dubbi al riguardo, c'è sicuramente questo.

Non basta però. la crisi è acuita dall'inefficienza della classe politica, del governo in particolare, ma alla base ci sono valide ragioni economiche e sociali che in questo sito conoscete molto bene.

Se non presentasse riforme che incidono questo bubbone, la credibilità di Monti svanirebbe in un attimo,se lo facesse secondo me lo fanno impallinare dalla piazza, e nel frattempo dobbiamo sempre sperare che non nasca un nuovo intoppo da qualche parte nel mondo, altrimenti monti o non monti la giostra riparte.

probabilmente siamo finiti in un vicolo cieco

Onestamente trovo questi tre punti assai difficili da realizzare senza la piazza. Ma in Italia da tempo si usa demonizzare il sano umore popolare anche perchè è onestamente difficile darne una visione unitaria e coerente. No, non credo Monti possa arrivare a tanto, ma lo spero!

  Mi viene un dubbio: l'autore del post è sufficientemente informato sulla politica italiana? Il punto 1 è del tutto irrealizzabile: Monti (o chi per lui) non viene nominato dittatore, ma solo incaricato di presiedere un governo, e le leggi che (il governo) proporrà dovranno essere approvate dal Parlamento. Chiedere ai suoi membri il suicidio - sia pure di uno su due - mi sembra un'idea con scarse possibilità di successo. Il punto 3 sarebbe ancora più difficile da realizzare: la stampa, largamente foraggiata dai contribuenti, e megafono dei poteri che contano in Italia, è tra i principali supporters del governo tecnico. Se non sbaglio, lo stesso Presidente Napolitano ha insistito, affinchè nella legge di stabilità non fossero previsti tagli per l'editoria. Resta il punto 2: ma qui è contraria la casta, alla quale piace immensamente cooptare amici, mogli, amanti ed igieniste dentali. Penso che - purtroppo - l'unico accordo sarà possibile su tasse di ogni genere, per rinviare la crisi di qualche anno.

  

una riforma costituzionale era già stata approvata dal centrodestra nel 2005 ma gli elettori la bocciarono con il referendum costituzionale,grazie alla disinformazione mediatica e allo scontro ideologico piu' che nel merito.E secondo me non era malaccio come riforma,nel tempo magari la si poteva migliorare,ma era una buona base di partenza.

http://www.altalex.com/index.php?idnot=7929

Roby, ammettiamo che tu vada pazzo per la sogliola e in un ristorante te la servono a patto che mangi anche delle cipolle che odi e ti fan stare male. Cosa fai?

Hai presente quante cose c'erano nella riforma del 2005?

certo che ho presente...e a mio parere,era una riforma da approvare.

 

Roby, ammettiamo che tu vada pazzo per la sogliola e in un ristorante te la servono a patto che mangi anche delle cipolle che odi e ti fan stare male. Cosa fai?

Hai presente quante cose c'erano nella riforma del 2005?

Facendo la somma di tutto la riforma era da approvare. La costituzionalizzazione di Roma capitale e la statal-centralizzazione di alcune competenze erano radicalmente sbagliati, ma in cambio della riduzione dei parlamentari, della sfiducia costruttiva e della eliminazione del ridicolo bicameralismo perfetto all'italiana si potevano accettare.

Fatta eccezione per il risparmio (simbolico e compensato almeno 10 volte dalle spese folli che questa ruberia di "Roma capitale" ci ha costato e continua a costarci) che avremmo ottenuto dalla riduzione dei parlamentari, mi puoi spiegare in che senso il resto è anche solo rilevante per i problemi at hand? Mi sfugge.

Era un riforma costituzionale demenziale, ennesimo prodotto della LN, BS e Tremonti al governo.

Fatta eccezione per il risparmio (simbolico e compensato almeno 10 volte dalle spese folli che questa ruberia di "Roma capitale" ci ha costato e continua a costarci) che avremmo ottenuto dalla riduzione dei parlamentari, mi puoi spiegare in che senso il resto è anche solo rilevante per i problemi at hand? Mi sfugge.

Il mio commento era in tema col commento a cui replicavo... Non so bene cosa intendi con "Roma capitale", di certo non si tratta di qualcosa contenuto nella costituzione del 2005, che conteneva la riduzione dei parlamentari, perche' qualunque cosa ci fosse non e' costata nulla perche' non e' mai entrata in vigore, essendo stata abrogata dal referendum.  La costituzionalizzazione di Roma capitale poi credo contenesse solo la norma che Roma deve essere la capitale dello Stato, non direttive di spesa.

Premesso che quando sento difendere a spada tratta le scelte degli elettori se favoriscono la fazione politica preferita ( come fanno i sostenitori di Berlusconi in questo momento ) e poi valuate il risultato di un referendum in cui il 15% dell'elettorato si è espresso a favore di una riforma frutto della "disinformazione mediatica e allo scontro ideologico" ho l'impressione che il concetto di DEMOCRAZIA per molti italiani sia "QUANDO VINCO IO", io ho votato contro quella riforma dopo aver letto questo commento abbstanza chiaro e argopmentato del caro Luca Simonetti, persona estremamente competente e non accusabile di faziosità.

http://karlkraus.ilcannocchiale.it/2006/06/20/verso_il_referendum_costit...

 

in pratica la conclusione a cui giungeva analizando le conseguenze pratiche dell'articolo 70 riformato  ( probabilmente in una serata ad alto tasso etilico ) erano abbstanza preoccupanti NEL MERITO:

con la riforma, il 90% del tempo del Parlamento sarà assorbito dalla risoluzione dei conflitti di competenza tra Camera e Senato, tra Parlamento e Regioni, tra Primo Ministro e Parlamento, tra Governo e  Regioni e chi più ne ha più ne metta.

con la riforma, il 90% del tempo del Parlamento sarà assorbito dalla risoluzione dei conflitti di competenza tra Camera e Senato, tra Parlamento e Regioni, tra Primo Ministro e Parlamento, tra Governo e  Regioni e chi più ne ha più ne metta.

Basterebbe una riforma che semplicemente abolisse il Senato:

- meno parlamentari

- meno complessità istituzionale

- meno lentezza legislativa

- via i senatori a vita che non sono eletti dal popolo

- meno costi

Ma nessuno lo propone. Piace invece l'idea del senato all'americana, come se in Italia ci fosse il problema di dare lo stesso peso a Molise e Lombardia.

Concordo con Pietro. Anche a me pare che il difetto piu' evidente della "riforma federalista" fosse il fatto che mancava l'obiettivo principale, ovvero far funzionare le cose un po' meglio. Una riforma pasticciata, che aumenta i conflitti di competenza, e' nociva a prescindere da quelle che possono essere le intenzioni che l'hanno ispirata.

 

o ho votato contro quella riforma dopo aver letto questo commento abbstanza chiaro e argopmentato del caro Luca Simonetti, persona estremamente competente e non accusabile di faziosità.

http://karlkraus.ilcannocchiale.it/2006/06/20/verso_il_referendum_costit...

in pratica la conclusione a cui giungeva analizando le conseguenze pratiche dell'articolo 70 riformato  ( probabilmente in una serata ad alto tasso etilico ) erano abbstanza preoccupanti NEL MERITO:

con la riforma, il 90% del tempo del Parlamento sarà assorbito dalla risoluzione dei conflitti di competenza tra Camera e Senato, tra Parlamento e Regioni, tra Primo Ministro e Parlamento, tra Governo e  Regioni e chi più ne ha più ne metta.

Ho letto quanto scrive Luca Simonetti e non sono d'accordo con lui. Nella mia valutazione la ripartizione delle competenze riduceva sostanzialmente il peso del bicameralismo perfetto e i rischi di contenzioso erano piu' che compensati da questi vantaggi assieme alla abolizione del bicameralismo per la fiducia, la sfiducia costruittiva e da una maggiore separazione tra Stato e Regioni per le (poche) competenze assegnate alle Regioni.

Lo stupido impianto della costituzione dell'Ulivo del 2000, che assegna competenze congiunte a Stato e Regioni per quasi tutte le materie devolute ha generato un eccezionale contenzioso Stato-Regioni, italian style, che comunque sembra essersi esaurito in una decina d'anni. Una delle contese dall'esito piu' ridicolo e' stata quella sull'IRAP, Imposta Regionale sulle Attivita' Produttive, ideata dall'Ulivo come tassa "federale", probabilmente in modo disonesto dall'inizio, che la Corte Costituzionale ha sancito essere invece un'imposta statale di competenza dello Stato centrale. Con competenze piu' esclusive (come era impostata la costituzione del 2005) il contenzioso avrebbe dovuto essere ridotto, anche se in Italia e' inevitabile.

Per concludere, i rischi del contenzioso ci sono, ma c'e' anche il peso del bicameralismo, molte leggi vengono rimbalzate tra Camera e Senato a norme vigenti con modifiche minime, con enorme perdita di tempo.  La riforma del 2005 rendeva piu' esclusive le competenze delle Camere e quelle di Stato e Regioni ed era per me una riforma positiva.

Ho l'impressione che, anche qui, si carichi Monti di attese eccessive. I partiti hanno già iniziato a manovrare per metterlo sotto tutela, annunciando interessati sostegni o minacciando candidature alternative. Sulla stampa circolano liste di ministri possibili che mi sembrano terrificanti, a prescindere dal valore e dalla reputazione dei singoli (Amato non è un indipendente, Veronesi è un po' troppo anziano, ecc.).

Eppure la semplice possibilità che il Governo sia presieduto da lui sembra piacere ai mercati ... sempre che non si scateni la rissa tra coloro che tendono a condizionarlo. Ma ormai si naviga a vista, e novembre è favorevole alle brume ... 

"...una volta chi guadagnava un milione e mezzo o due milioni di lire viveva bene, adesso chi ha 1000 euro non riesce a cavarsela. Questo capisce il nostro popolo quando si parla di euro..."

20 secondi da montecitorio

Non so chi l'ha detto, ma non è forse vero? Il problema è che si da la colpa all'euro e non a lor signori. Ma se chiedessimo a Sarko' di prestarci una ghigliottina o due?

Probabilmente non funzionerebbero, sono molti anni che non le usano più ...

 

"...una volta chi guadagnava un milione e mezzo o due milioni di lire viveva bene, adesso chi ha 1000 euro non riesce a cavarsela. Questo capisce il nostro popolo quando si parla di euro..."

beh, se lo dice pure Antonio Martino...

Sulla stampa cominciano parlare seriamente di RITORNO ALLA LIRA. Ne parlano anche a Ballarò di questa sera. Siamo agli incubi e al delirio che diventano realtà.

A parte che per crescere è molto dubbio che serva una tassa patrimoniale, ma tant'è in Italia l'approccio ideologico è il sale della politica. Temo che ormai il discorso sia non tanto sul se ma quanto sul come di tale imposta. Dal governo Monti mi aspetto per lo meno una implementazione di questa imposta che non faccia danni. Da quel che ho capito leggendovi la peggiore come effetti sarebbe la patrimoniale straordinaria pesante (Bocchino che propone 100 miliardi all'anno per 5 anni o bestialità similari), mentre le meno peggio sarebbero quelle stile ICI per finanziare i comuni (questa probabilmente anche razionale) oppure quella per finanziare il cuneo fiscale, o sbaglio?

Ma secondo voi, Monti non potrebbe anche tranquillizzare il popolo dicendo che più austerity non serve? Oppure voi vedete la questione del pareggio di bilancio nel 2013 come non derogabile?

Perchè io credo che per i mercati arrivare a pareggio con una differenza di un anno non sia questo gran cambiamento. Io credo che la crescita sia molto più importante per i mercati. Il pareggionel 2013 sembra quasi essere un feticismo all'iterno della UE che però ci potrebbe spingere in una recessione quasi Greca. Concentrandosi sulla crescita e attaccando gli ordini professionali, Monti potrebbe ricevere un gran sostegno dal popolo, bisogna vedere all'interno del Parlamento...

 Il problema nostro che dobbiamo sottostare ad un diktat tedesco - che vede la stabilità monetaria come un valore che trascende ogni altra considerazione - e si è organizzato quanto necessario per  portare a casa nostra un proconsole che realizzi il diktat. All'Europa di Merkozy non importa un fico secco se cresciamo o no; importa che venga riassorbito il debito pubblico in modo da non creare problemi all'euro. Anzi, non crescendo, non potremo disturbare più di tanto Francia e Germania con le nostre esportazioni; e specialmente la prima, che è specializzata a fare shopping da noi a prezzi di saldo.  

Dal tuo ragionamento si evince che, se riassorbire il debito pubblico farà un favore a Francia e Germania impedendoci di crescere, farlo espandere ci fa crescere. Devo essere stato distratto negli ultii vent'anni.

 Non capisco da quale ragionamento trai una così bislacca conclusione. Mi sembra che nessuno vuol capire una cosa semplice: una moneta come l'euro CHE NON HA ALCUNA BANCA CHE POSSA SOSTENERLA STAMPANDO MONETA presuppone che tutti i paesi coinvolti abbiano più o meno gli stessi conti pubblici, in termini di  disavanzo e di debito pubblico. Il Paese più debole da questo punto di vista, non potendo stampare moneta, può andare in crisi di liquidità, ed il mercato sospetta il default. Si innesca la spirale che fa aumentare i tassi. Lo "sviluppo" interessa i mercati per quel che riguarda la fiducia; ma non importa nulla ai partners o soci di questa strana moneta. Faccio notare, non è una mia trovata, che paesi che hanno deficit maggiore del nostro, Giappone, USA, non soffrono di crisi di liquidità. Le loro banche centrali possono tranquillamenrte stampare moneta, ed i loro titoli pubblici non soffrono. 

  Vorrei, prima di sentire altre castronerie, che qualche economista mi spiegasse dove il ragionamento - non mio, ma che ho letto e CAPITO - è sbagliato.

   Per fare un paragone banale, Grecia e Germania si trovano nella situazione di due signori, uno ricco e l'altro povero, che vanno a "donne e champagne", con i soldi del ricco. Finita la sbronza, il ricco rivuole i soldi dal povero. E' quello che è accaduto, quando Grecia e Spagna, con il credito facile dell'euro (moneta con regole imposte dalla Germania) hanno i primi scialacquato allegramente, ed i secondi hanno costruito una quantità di immobili inutili, ora invenduti.

Le loro banche centrali possono tranquillamenrte stampare moneta, ed i loro titoli pubblici non soffrono.

Se stampi moneta ad minchiam il potere di acquisto della stessa scende.

Quindi i tuoi titoli di stato ho pagano interessi ancora maggiori (che compensino la svalutazione) o nessuno sarà così pirla da comprarli.

 Solo che stampando moneta ad minchiam si crea inflazione, ma non finiscono i soldi come sta o stava per accadere in Grecia. Tra le due è meglio l'inflazione: ci abbiamo convissuto per tanti anni e ne siamo usciti vivi. Se finiscono i soldi dello stato, c'è tanta gente alla fame e non va tanto bene. Poi, nessuno si mette a vendere titoli di quel paese con lo scopo di fare alzare i tassi, dato che lo stesso paese può ricomprarli. In sostanza non vi è alcuna emergenza alla quale far fronte. Naturalmente ci sono i guai dell'inflazione, ma sono diluiti nel tempo. Esistono poi le monete ad minchiam (vedi euro), e quelle per ora ce le teniamo.  

Fai un respiro forte! :-)

Nel tuo commento hai presentato lo stampare moneta come fosse una cosa indolore e senza conseguenze. Non lo è.

Poi, nello specifico della situazione europea:

gli stati virtuosi che hanno fatto attenzione a non indebitarsi possono decidere se aumentarsi l'inflazione per aiutare gli stati del sud europa, che hanno buttato soldi allegramente, o decidere di non farlo.

La discussione è aperta, probabilmente dovranno farlo perchè (dicono) l'Italia è too big to fail, ma non sarà certo una passeggiata di salute. Chi glielo dice che, una volta salvati, noi non torniamo a buttare soldi? Il fatto che siamo italiani e di noi ci si può fidare? Se son stati costretti a salvarci una volta, saranno costretti a salvarci ancora, o no? Qui sta il "busiliss" (almeno, per come l'ho capita io)

 D'accordo sul fatto che l'inflazione è una brutta cosa e non risolve alcun problema economico. Ma rappresenta - se vuoi nel male - un ammortizzatore delle crisi economiche. Averlo precluso in una moneta alla quale partecipano paesi con economie del tutto non paragonabili è stata a mio modestissimo avviso, una semplice idiozia. La quale idiozia è amplificata dalla mancanza di una politica economica comune per i vari partecipanti alla moneta.

Volevo solo sottolineare che lo stampare moneta per pagare il debito a "pro" e "contro". Si può discutere se, nella situazione attuale, i "pro" siano più dei "contro", ma non puoi ignorare che altri la possano pensare diversamente. Questi "altri" vanno convinti che è anche nel loro interesse.

I tuoi commenti mi sembrano ignorare questo fatto: quel che per te è un idiozia non lo è per i tedeschi. Bisogna convincerli che hai ragione.

Qui un articolo (in inglese) che spiega abbastanza bene lo scenario attuale.

 Grazie della segnalazione: l'articolo è interessante e mette a punto il problema. Io non sostengo che è sbagliato o "stupido" ritenere che non si debbai MAI svalutare una moneta. Penso che una tale ricetta sia contraria ad i nostri usi e costumi - non siamo tedeschi non so se per fortuna o per disgrazia - e mettersi in una prigione nella quale dobbiamo per forza essere virtuosi, seguendo abitudini più consone ad altri che a noi, sia "stupido".

   Tutto qui.  

Il punto fondamentale che non puoi trascurare è che le regole furono stabilite prima di entrare nella comunità europea, l'Italia non solo le ha accettate: ha anche contribuito a redigerle!

Adesso che ne siamo penalizzati (e ne siamo penalizzati per nostri comportamenti poco virtuosi) chiediamo, a chi virtuoso lo è stato, di modificarle a nostro favore.

Due che ne capiscono più di me analizzano contro e pro credo possa interessarti

mettersi in una prigione nella quale dobbiamo per forza essere virtuosi, seguendo abitudini più consone ad altri che a noi, sia "stupido"

credo che cercare di imitare i paesi nord-europei sia stata una delle azioni meno stupide intraprese dai politici italiani.  E' probabile che sia stata intrapresa in maniera stupida, con una visione di corto termine, con poca preparazione e comprensione delle differenze e delle implicazioni, ma l'idea di cercare di adeguare l'Italia a standard economici piu' avanzati e produttivi dei paesi nord-europei era buona.

La banca che stampa gli Euro esiste, si chiama Banca Centrale Europea.  C'è anche scritto sulle banconote (BCE, ECB, EZB, ecc.).  Talvolta ne stampa meno di quanto sarebbe ottimale per la stabilità dell'Eurozona (vedi il caso di Trichet), ma si tratta di differenze di poco conto.  Se invece intende che un paese dovrebbe essere libero di stampare moneta per ridurre il valore del debito accumulato, non mi trova d'accordo, per motivi che sono stati spiegati più volte qui.  La soluzione più appropriata è quella di emettere parte del debito sotto forma di sovereign equity, cioè titoli di stato con delle condizioni di "insolvenza" specificate in anticipo, oppure rendimenti parametrati alle condizioni economiche del paese.

Ma qualcuno lo vuole capire che l'euro ci ha messo tutti sulla stessa barca?

Che se l'unione monetaria funziona ci guadagnano tutti i Paesi coinvolti e pure quelli attorno?
Che se l'Italia cresce, cresce pure la Germania e se l'Italia va in malora ci va di mezzo pure la Germania?

interrogato dal foglio, risponde sul blog ma non si capisce cosa.

" temo pertanto che non farebbe mai qualcosa che potesse spiacere agli eurocrati o all’asse franco-tedesco." ma dimentica il complotto demo giudo plutocratico.

Non vedo perché dovremmo sottrarre agli elettori quella sovranità che la nostra Costituzione attribuisce loro. Se fossero i più qualificati a meritare di governare, le elezioni sarebbero il metodo sbagliato per sceglierli; dovremmo ricorrere a pubblici concorsi per titoli ed esami.

Questo passaggio e' fantastico su talmente tanti livelli che mi viene il mal di testa. Sembra un disegno di Escher.

 

Per ridurre i costi della politica, uno dei temi più dibattuti è quello della diminuzione del numero dei parlamentari. Semplice. Perché non portare a 250 il numero dei deputati e a 250 quello dei senatori?

«Come ha di recente ricordato Sergio Romano, in Gran Bretagna la Camera dei Comuni è composta da 650 deputati, il che fissa a 70/80 mila il numero degli elettori rappresentati da ogni singolo parlamentare. Pertanto dimezzare il numero dei nostri rappresentanti crea dei mega-collegi elettorali i cui elettori sono il doppio di oggi. Il che non crea un avvicinamento, ma, semmai, un allontanamento degli elettori dagli eletti.» [Giovanni Sartori, Corriere della Sera, 8 settembre 2011]

In Italia, alle ultime elezioni politiche del 2008, gli elettori erano un po’ più di 47 milioni.Diviso 630 fa 74.600. Diviso 250 fa 188.000. 

Gli stessi che sostengono il dimezzamento dei parlamentari affermano, a gran voce, che occorre restituire agli elettori la libertà di scegliere il proprio candidato. Per garantire questa libertà –dicono- in un sistema maggioritario, basterebbe suddividere il territorio in piccoli collegi.

Piccoli quanto: di 188.000 oppure di 74.600 oppure più piccoli ancora?

Conclusione. Mi sembra che il punto 2 (cambiare la legge elettorale per migliorarla) sia in conflitto con il punto 1.

A meno che se invece di dimezzare il numero dei parlamentari di Camera e Senato, si dimezzasse il numero delle camere. Con una riforma costituzionale che istituisse un’unica Assemblea Nazionale di 500 deputati.

 

S'i fosse Monti

MaurizioV 13/11/2011 - 00:07

Basandomi sul titolo, s'i fossi Monti:

- mi prenderei 5-10 minuti subito dopo il TG1, almeno una volta alla settimana, per andare in video a spiegare agli italiani cosa sto per fare e perchè;

- prima cosa da fare, come ha già annunciato lo stesso Monti, ridurre un po' di privilegi, cominciando appunto dalla politica; prendo Germania, Francia e Spagna e faccio la media di quanti parlamentari hanno in rapporto alla popolazione e la media del trattamento economico; e a tali medie porto l'Italia; questa è anche una riforma strutturale che dovrebbe essere ben vista dalla UE;

- seconda cosa da fare, cercare di garantire la pena a chi commette reati, soprattutto finanziari; voglio attrarre investitori esteri, quindi deve esistere non solo il reato di falso in bilancio, ma anche la certezza della pena a chi lo commette; aumentare i termini di prescrizione al doppio di prima della riduzione voluta dal bugiardo; raddoppiare le risorse, umane e non, dei tribunali; calcolare la media di avvocati per abitante dei tre paesi suddetti, e portare il numero italiano a tale media;

- terza cosa da fare, lotta all'evasione; prima di tutto, reintrodurre il registro clienti-fornitori; secondo, una deduzione di imposta per qualsiasi fattura pagata da un privato cittadino a un libero professionista o a albeghi/ristoranti; terzo, controllo incrociato tra dichiarazione dei redditi e immatricolazioni di autovetture del valore superiore ai 100.000 euro (mandate pure i file a me...); quarto, togliere quel ridicolo limite inferiore sotto al quale non è evasione, che mi pare siano 100.000 euro; ecc.;

- quarta cosa da fare: spiegare le possibili leggi elettorali (proporzionale, maggioritario, bipolarismo, uninominale, ecc) e poi fare un bel sondaggio serio, non su 1000 ma su 50.000 persone, e quella che vince, si fa.

A seguire, il resto.

 

"mi prenderei 5-10 minuti subito dopo il TG1, almeno una volta alla settimana, per andare in video a spiegare agli italiani cosa sto per fare e perchè"

Sino a ieri si criticava SB perché il TG1 dedicava troppo spazio alle sue dichiarazioni e per eccessive presenze in TV. Adesso si propone di istituzionalizzare la presenza del prossimo PdC in televisione.

Qualcun altro parla di nazionalizzare Mediaset.

Ma non cercavate la libertà dell'informazione e la privatizzazione, almeno parziale, della RAI? adesso circolano nuove parole d'ordine, dopo che siamo stati liberati dalla dittatura?   

dipende se dirà bugie (Minzolini style) o la verità.

Al posto di Monti direi a Napolitano:"Caro Presidente, l'Italia di certo non migliorerà passando da un presunto salvatore della patria, come si è sempre considerato B., ad un altro presunto salvatore della patria. Fino a prova contraria siamo in una democrazia, prima si vota e meglio è".

Chi va in giro per la Rete cercando informazioni su Mario Monti ottiene l'impressione che si tratti di una persona intelligente e allora uno si chiede:"Perché mai una persona intelligente dovrebbe accettare di dirigere un governo a tempo, vincolato ad un Parlamento che non gli permetterà nulla di sostanziale?".

Possibile che una persona dello spessore di Monti non sappia che il problema italiano è un problema di bassa inconsistente crescita e che tale crescita non è legata al governo in essere ma alla presenza di un considerevole numero di cittadini di qualità?

Ad ogni modo ecco qui le "mie" 3 priorità:

1) Nazionalizzazione di Mediaset. Visto che non è possibile risolvere il conflitto d'interesse di B., allora che si trasformi Mediaset in un'altra Rai.

2) Soppressione del quorum dai referendum.

3) Soppressione di ogni aiuto finanziario alle chiese.

 

 

Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico!

Beata gioventù ...

mi trovi concorde ;-)

Re: S'i fosse Monti

palma 13/11/2011 - 18:16

non so qual dio la illumini, ma si rende conto che gli italiani vengono sottoposti a torture dalla rai e lei ne metterebeb due di Rai?

capisco lo stato di crisi in cui versa il paese, ma questa e' una crisi di nervi da almodovar...

Qui trovo scritto, riguardo alla trattativa Monti-Berlusconi:

Secondo punto, che il governo Monti non metta mano a norme sulle Telecomunicazioni (tradotto: televisioni). E neppure alla legge elettorale, il criticatissimo Porcellum. Monti, secondo l’agenzia Ansa, avrebbe accettato.

E olé :(

 

 

 

Forse sono troppo ottimista ma:

riguardo la legge elettorale non è già comunque innescato il referendum?

riguardo le telecomunicazioni ci penserà invece la tv via internet a far saltare l'attuale assetto nei prossimi anni

E neppure alla legge elettorale, il criticatissimo Porcellum.

per questo ci penserà il referendum

in generale ha fatto bene ad accettare; strada facendo in Parlamento potrebbe emergere una maggioranza solida non berlusconiana (il carro giusto è appena partito) e ciò che lui si è impegnato a non fare lo puo fare il Parlamento. 

Si direbbe quasi che SB legga nFA ...

 

S'i fosse Monti

massimo 13/11/2011 - 12:51

Ed ecco qui un gustoso intervento di Odfreddi. Dopo tutto Monti non deve essere tanto male.

Re: S'i fosse Monti

agori 13/11/2011 - 13:28

Non capisco come uno studioso del calibro di Odifreddi, possa scrivere tante scemenze nel campo politico-economico.

Le approfondite conoscenze di matematica, fisica, filosofia e storia non gli sono bastate per comprendere cosa sia la scienza economica? Perche' un'invettiva anti-liberista di questo tipo non puo' che nascere dall'ignoranza piu' profonda.

Ma no e' che Odifreddi rosica a buccia sul fatto che la nomina di monti porti non tanto ad un governo del presidente quanto ad un governo di sua santita'. Il che fa rosicare pure me ma insomma ad un certo punto bisogna pure accontentarsi.

Perche' "un governo di sua santita'"?

Perche' Monti e' vicino ed apprezzato dalle gerarchie cattoliche (e Odifreddi e' un mangipreti da competizione). Le liste di toto ministri che girano in questi giorni hanno una componente considerevoli di nomi molto vicini al Vaticano. Vedremo domani. Puo' darsi che Monti da quel punto di vista sia meglio di quanto io non gli conceda perche' girava anche il nome di Veronesi che invece e' tutt'altro che benvisto dai papaboys.

Una persona intelligente non dovrebbe badare a quanto sono competenti i nomi proposti invece che giudicarli in base alla vicinanza/lontananza dalla Chiesa? Cos'è, gli atei si sono messi in competizione con i credenti per dimostrare che anche loro se vogliono possono essere fanatici?

agori, hai mille volte ragione ma vedo che sei nuovo (primo intervento in luglio di questo anno).

Forse allora ti è sfuggito questo vecchio ma sempre valido contributo di giulio zanella, del 2008.

 

Non capisco come uno studioso del calibro di Odifreddi, possa scrivere tante scemenze nel campo politico-economico.

E che ne sai tu, del calibro di Odifreddi?

A me non sembra scientificamente  un'aquila, ed anche come divulgatore/comunicatore mi pare piuttosto mediocre (se non altro per la sua eccessiva supponenza).

"Quegli stessi elettori che tutti dicono di ritenere sovrani, ma che nessuno si degna di interpellare per domandar loro come intendano superare la crisi. Se svuotando le proprie tasche, come ha già mal iniziato a fare il governo Berlusconi, e come peggio continuerà a fare il governo Monti. O se invece attingendo ai portafogli delle banche e degli industriali, alla faccia dei Monti, dei Draghi e dei Berlusconi."

Gli elettori sovrani hanno scelto loro Berlusconi-Tremonti-Bossi. Ma ormai una battuta di questo tenore ormai non la fai neanche a bar, dove tutti parlano di spread e derivati...

 

Una persona intelligente non dovrebbe badare a quanto sono competenti i nomi proposti invece che giudicarli in base alla vicinanza/lontananza dalla Chiesa?

Ma infatti, come ho gia' scritto, mi auguro anche io come te che Monti sia una persona intelligente e che le sue nomine ai dicasteri si basino solo ed esclusivamente sulla competenza e non sul fatto che uno lavori alla Cattolica, l'altro all'Avvenire e cosi' cantando.

Questa richiesta non è provocatoria ma la inoltro davvero a titolo didattico.

Ho letto la "Speranza e la Paura" è un libro che conservo perchè non ne ho compreso il senso. Detto questo e lette le ampie e dettagliate critiche al Tremonti-pensiero... la questione è: può l'azione di Tremonti inquadrarsi in una "scuola" del pensiero e della prassi econimica ? Se lo ha fatto, Tremonti a quale "classico" si è ispirato.

Grazie

In attesa di risposte piu' serie, mi viene Harry Potter

ah!!! Ma allora non li hai letti. Vergogna!!!

 

mea culpa... provvedo !!!

appena acquistato in edizione Kindle a 5 dollarucci.

Best regard

P.S.: ma qualche battuta sul tema a vantaggio dei curiosi non sarebbe male

Segnalo questa perla

http://www.governoberlusconi.it/detail.php?id=888

se n'è andato, ma lotta ancora insieme a noi.

hanno la faccia come il sedere...

Meravigliosa la dichiarazionedi Michela Biancofiore, che spiega perche' ha accompagnato in pellegrinaggio a Palazzo Grazioli un gruppo di giovani fan del PdL:

Quando ho visto che tra di loro c'erano anche molti minorenni, ho voluto accompagnarli.

Non si sa mai.

 

Tutto condivisibile,io come hanno detto anche altri, mixerei con qualche misura per tranquillizzare i mercati

Pertanto s'i fosse monti

  1. farei la 1a cosa suggerita da giorgio con in+ riallineamento delle retribuzioni alla media europea pesata per pil pro capite (cfr post della voce.info con i livelli assurdi delle ns retribuzioni e ultima proposta di Michele su linkiesta)
  2. taglierei gradualmente la spesa pubblica partendo dall'eliminazione dei sussidi alle imprese e dal far pagare a chi può (finanziando chi non può) permetterseli alcuni servizi tipo istruzione e sanità, per poi tagliare i salari troppo alti, enti e posti di lavoro inutili alla collettività etc.
  3. tagliererei gradualmente le imposte sul reddito iniziando da quelli da lavoro dipendente più bassi e poi tutti gli altri e finanziando il taglio con risorse ottenute dal punto 2 ed, eventualmente introducendo alcune forme di tassazione temporanea (imposte indirette su beni di lusso e iscritti in pubblici registri, operazioni bancarie etc.) 
  4. imporrei a Comuni e Regioni (unici enti locali da mantenere) di finanziarsi integralmente con imposte sugli immobili eventualmente integrate da un trasferimento proporzionale alla differenza, se positiva,  tra pil medio procapite nazionale e  locale
  5. il punto 3 di giorgio con aggiunta di misure di trasparenza tipo pubblicazione su web di presenze e attività svolta dai politici, spese viaggi fatti, soldi ricevuti o immaginati più 3 domande web proposte e votate dagli italiani a cui il PdC deve rispondere ogni settimana
  6. Privatizzazioni e liberalizzazioni e riforma sistema previdenziale come proposto da Boldrin o zingales/perotti  
  7. Nuovo contratto di lavoro come mio vecchio post 
  8. il punto 2 di Giorgio

 

Ritengo comunque,che non spetti al governo Monti,governo tecnico,occuparsi di legge elettorale,ne di riforme costituzionali,ne di riduzione del numero dei parlamentari.Il governo Monti è stato messo in piedi per occuparsi di riforme economiche e di riforme che riguardino la crescita.La materia elettorale e le riforme costituzionali sono prettamente politiche e deve essere il parlamento in prima persona con una propria proposta,ad occuparsene.

Io posso capire che questo argomento lo sostenga un Berlusconi qualunque, che ha tutto interesse personale a tenersi il porcellum per farsi i cavoli suoi o l'armata brancaleone dei parlamentari di pezza alle camere; ma che interesse abbia un cittadino a sostenere una cosa del genere non lo capisco proprio.

In qualita' di Roberto Arnaldo, che cosa esattamente ti spaventa nel fatto che un governo tecnico metta mano alla riduzione del numero dei parlamentari o al porcellum? Di cosa hai paura esattamente? Tra l'altro visto e considerato che a) qualsiasi riforma avrebbe in ogni caso bisogno della maggioranza assoluta; b) la riduzione del numero dei parlamentari e' uno dei punti dell' ultima lettera BCE (pt39); c) fare peggio del porcellum sarebbe veramente difficile; d) il governo tecnico e' tecnicamente un governo come tutti gli altri; e) tabellini - che potrebbe avere un ruolo nel governo - ne sa di sistemi elettorali piu' di qualsiasi altro politico corrente f) e' ok affidare a monti riforme per centinaia di miliardi ma non e' ok fare le riforme politiche (?!!?)

ho la sensazione che ormai l'obiettività e il senso di come funzionini normalmente le istituzioni si sia perso completamente.E' normale che di certe questioni che sono prevalentemente politiche e che riguardano le regole di funzionamento democratiche come la legge elettorale o le riforme costituzionali,se ne occupi il parlamento,non è difficile da capire,non c'entra nulla Berlusconi o cosa pensa il semplice cittadino.Ci si è lamentati quando sono state fatte riforme elettorali a colpi di maggioranze risicate e di parte,quando i governi sono intervenuti sulle leggi elettorali e ora che c'è un governo tecnico che essenzialmente deve occuparsi di implementare le cose chieste e promesse dal governo Berlusconi su riforme economiche e sulla finanza pubblica,gli vogliamo far perdere tempo con la riforma elettorale?Il punto 39 è solo la richiesta di spiegazioni.Oggi Tremonti ha risposto oggi alle 39 domande della BCE,ora vado a leggermele,l'ho trovata solo ora

http://www.milanofinanza.it/upload/doc/TMFI/201111131947493183/Answers_t...

tra l'altro la lettera non è della BCE ma della commissione europea

Per una volta, sono d'accordo con Roberto Arnaldo.

Intendiamoci: sono assolutamente convinto che cambiare la legge elettorale e mettere fine al monopolio informativo siano punti importanti, ma quello tocca a noi.

Del resto non vorrei che mi togliessero la soddisfazione di ammazzare il porcellum con le mie mani (anzi, con la mia matita).

E, per quanto riguarda la regolamentazione del sistema delle telecomunicazioni, dubito fortemente che un parlamento composto per meta' da vassalli di Berlusconi (no, non  Veltroni e D'Alema: loro son sodali :) possa approvare alcunche' di utile. Vabbe' a credere alle virtu' taumaturgiche di Monti, ma qui ci vorrebbe un vero miracolo.

Se Monti vuol far qualcosa per l'informazione, dovrebbe piuttosto cominciare a bonificare il marciume che infesta la RAI (piuttosto malridotta dal magna-magna di Minzolini e compagni).

 

Gentile Roberto, per quanto mi piaccia sognare un governo che con un colpo possa cancellare o ridurre i privilegi e snellire la macchina dello Stato, le do pienamente ragione. Non è questa la prassi, il passaggio è "politico" e non tecnico. Al contrario si porrebbe un problema democratico. Lo ammetto anche se, ripeto, da cittadino mi augurerei il contrario.

Non sono d'accordo con la diminuzione del numero dei Parlamentari. Riporto l'idea (che non è mia ma dei Radicali): I Cittadini richiedono di ritornare ad una legge elettorale basata sui Collegi uninominali, che almeno darebbe l'illusione di poter scegliere i Parlamentari. Se questi fossero dimezzati, i Collegi automaticamente si troverebbero ad avere una dimensione territoriale doppia, la qual cosa non permetterebbe di far conoscere bene il Candidato alla popolazione e verrbbe a diminuire di molto quel rapporto tra Parlamentare e Collegio (e dunque col cittadino) che dovrebbe essere molto stretto. Preciso che non sono un Parlamentare che vuole essere rieletto, nè un Citatdino che sarà Candidato :-)

Germania: abitanti 82 milioni, parlamentari 622 circa.

Francia : abitanti 61 milioni, parlamentari 577 circa

Italia: abitanti 60 milioni, parlamentari 945 (630+315) circa

Ma conoscere bene il candidato/parlamentare non significa mica andarci a pranzo insieme! Basta che le informazioni su chi sia e cosa faccia siano pubblicamente disponibili - in qual caso se le possono leggere mille come un milione di persone.

Il problema e' semmai dall'altra parte, cioe' se il candidato/parlamentare e' in grado di conoscere sufficientemente gli affari del suo distretto - ci sara' un trade-off tra numero di parlamentari e dimensione dello staff che deve assisterli.

[for the record, USA: 535 parlamentari (435 Camera + 100 Senato) per poco piu' di 300 milioni di abitanti; qui informazioni sul loro staff.]

P.S.

Non sto dicendo che si debba emulare il sistema politico USA, ne' che si debba necessariamente dimezzare il numero di parlamentari - solo che non sarebbe una tragedia se lo si facesse. Come eleggerli e' piu' importante di quanti eleggerne.

bastarebbe abolire il senato,avere una camera magari con 501 deputati,uno ogni 90 mila elettori con collegi uninominali con votazione o a turno unico o a doppio turno.Si risparmierebbero circa un miliardino di euro,senza contare una possibile riduzione non delle indennità (non è che 5000 euro al mese siano cosi' spropositati per fare il parlamentare) ma magari delle altre voci quali quella per stare a Roma nei giorni dei lavori parlamentari (3500 euro al mese),quella sulle spese per curare il collegio (3500 euro al mese) e altre cosucce simili.Certo che un miliardo non risolve il problema del debito pubblico,ma va fatto,sia per equità sia perchè comunque,un miliardo è meglio di niente.Poi c'è la questione delle indennità dei consiglieri regionali e dei presidenti di regione e quella dei vitalizi da trasformare in contributi pensionistici pagati all'INPS (o meglio all'ente unico che sarebbe ora di creare,fondendo INPS,INPDAP e gli altri enti minori) con requisiti e calcolo della pensione con gli stessi criteri dei comuni cittadini con applicazione da subito a costoro del contributivo.

Abolire il senato e ridurre il numero dei deputati richiede una riforma della Costituzione. Non credo si possa fare prima delle prossime elezioni.

certo che richiede una riforma costituzionale.Ma se c'è un accordo,si fa anche in 6 mesi.

il sangue di Monti non si è ancora liquefatto!

asta di stamattina: 3 miliardi di € in BTP a 5 anni: rendimento 6,29% contro 5,32% di un mese fa.

Rapporto di copertura domanda/emesso, nonostante l'alto rendimento, a livelli preoccupanti: 1,47

e i rendimenti sul secondario stanno risalendo e pure i bonos Spagnoli a 10 anni sono ora al 6%

Rapporto di copertura domanda/emesso, nonostante l'alto rendimento, a livelli preoccupanti: 1,47

sembra proprio che un mercato liquidissimo si sia inaridito: sono tutti alla finestra. ci vorrrebbero un po' di speculatori.

Esatto, nel servizio di Paolo Pagliaro sulle reazioni della stampa, oltretutto come esordio del servizio... Complimenti!

oltre a giorgio (complimenti) mi pare(leggevo altro, per cui non ci metto la mano sul fuoco) abbia citato passi dell'articolo di oggi di boldrin su l'inkiesta. vuoi vedere che piano piano iniziate a passare sui media?

Cioè, ma adesso nelle rassegne stampa in Italia (ok, a la 7) citano i blog? The times they are a-changin'!

Quale rassegna stampa, Sandro? Mi sa che hai le idee annebbiate

si parla di un servizio video ad 8 e mezzo sul la 7.

 

Hi sicuramente le idee annebbiate. Quindi il ''servizio di Paolo Pagliaro sulle reazioni della stampa'' non è una rassegna stampa. Che roba è? Il signor Pagliaro dice le cose belle che ha letto? Sono genuinamente ignorante.

Sandro

non  ti accuso io di idee annebbiate. Non potrei nemmeno visto che non sono sicuro al 100% della mia segnalazione :)

Ero io che l'ho detto. Ma sandro sa che non deve offendersi.

No,dai, figuriamoci se mi offendo.  Come ho detto, genuinamente non capisco.  Che ha fatto il giornalista? Ha detto ''il signor gilestro di nfa dice che'', ma in che contesto?

Mi scuso Sandro perché nella fretta di scrivere sono stato impreciso.

La Gruber ha introdotto il video parlando, se non erro, di reazioni della stampa all'incarico a Monti, poi in realtà il pezzo conteneva una serie generica di commenti e reazioni. Quello che è importante è che proprio l'inizio del commento citava il post di Giorgio Gilestro, il numero di commenti, ovviamente il blog, con la massima naturalezza, come un esempio dell'interesse suscitato.. non resta che rivederlo domani...

In sostanza hanno usato l'articolo ed i relativi commenti per dimostrare quanta aspettativa ci sia sull'operato di Monti, e quanto sia eterogenea quest'aspettativa. Quando ho sentito "Gilestro" provenire dalla tv mi sono immediatamente girato, ma il messaggio del servizio era un po' populistico. Credo oltretutto che parte delle richieste citate non sia nemmeno stato scritto in questi commenti.

Lo sto guardando ora. E' qui a partire dal minuto 19:40 circa. E' semplicemente un servizio in cui si fa notare che ognuno chiede a Monti qualcosa di diverso e che molte cose sono assolutamente legittime. Hanno citato questo mio articolo in apertura perche' usano lo stesso messaggio che notavo nell' incipit. Il servizio si conclude dicendo "insomma, e' come se un governo non l'avessimo mai avuto".

Il riferimento a nFA e' chiaro e gentile.

 

domani puoi rivedere la trasmissione qui

hanno citato nFA

Citare de andre' paga sempre!

Cecco

Carlo Carminati 14/11/2011 - 22:04

Veramente l'originale e' di Cecco Angiolieri...

Re: Cecco

Corrado Ruggeri 14/11/2011 - 22:10

"S'io fossi foco" è di Angioleri, ma "la gente che da buoni consigli..." ripreso da la7 è di De Andrè (Bocca di Rosa)

Ah, ecco ... non ho visto il programma, per cui la prima cosa alla quale avevo pensato era il titolo (effettivamente reinterpretato da De Andre').

Giorgio, nella trasmissione 8 e 1/2 della Gruber su La Sette hanno citato il tuo artcolo.

Copione! :-)

Se io fossi

palma 15/11/2011 - 12:44

Monti, una posizione poco invidiabile, mi farei gli auguri sperando che i famosi mercati mic redano.

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