Un risparmio facile facile: vendere la RAI

1 ottobre 2006 palma

Uno degli aspetti frustranti dell'osservare i poltici italiani da lontano e' il loro essere legati ad un carro che si muove in direzioni diverse ogni settimana. Due esempi vengono considerati, uno vicino e uno lontano.

[....] il vecchio muore e il nuovo non può nascere, e in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati.

(Antonio Gramsci)

Alcuni collaboratori di NfA hanno gia' osservato come il presente governo di sinistra sia ondivago e passi da un decreto liberale del Sig. Bersani ad una preoccupante impressione che il signor Rovati non fosse quello che i francesi chiamano elettrone libero.

Mi colpisce assai un fenomeno frustrante: l'orizzonte temporale di questi signori non e' probabilmente nemmeno la loro ri-elezione (si sono garantiti lussuose pensioni in caso qualcuno li scalfisca dallo scranno occupato), ma e' quello della settimana prossima.

Utilizzero', e invito tutti a dirmi dove erro, due esempi assai semplici.

Il primo si svolge come un tema corto e facile. Anche alcuni di noi si sono indaffarati e rovinati il fegato a discutere di riforme costituzionali, grandi cambiamenti piu' o meno in senso federale degli ordinamenti vigenti. Il governo e i suoi soloni accademici e mediatici si sono affannati a dire che "vinto" il referendum si sarebbero fatte, e fatte bene, le necessarie riforme. C'e' qualcuno che ne abbia notizia?

Il secondo caso e' piu' serio e concerne un fenomeno che dura dai tempi pre-repubblicani, se non fosse chiaro a sufficienza il fenomeno data dall'era fascista.

La RAI, nata EIAR, URAR, e cosi' via e' un fenomeno fascista in quanto tutti i governi totalitari (per chi ha dubbi, obbligatoria la lettura dei diarii di Joseph Goebbels) hanno sempre avuto la mania del controllo delle informazioni e delle varie forme di intrattenimento ritenute adeguate, appropriate, e permissibili per il popolo.

In termini simili la Repubblica, sotto il regime democristiano, ha continuato ad usare la RAI sia per propinare alle masse le gemelle Kessler, la messa alla domenica, etc. che per controllare i telegiornali. La cosa mi scandalizza abbastanza, ma era prassi comune e se ne puo' avere persino nostalgia (c'e' ancora qualcuno che si ricorda cosa sia il da da umpa?)

Ora i fatti tuttavia sono NON controversi.

Riporto qui sotto

' Abrogazione della norma che definisce pubblica la RAI, in modo da avviarne la privatizzazione.

  totale percentuale (%)  
Iscritti alle liste 47 946 896  
Votanti 27 807 196 57,40 (su n. elettori) Quorum raggiunto
Voti validi 25 022 962 90,00 (su n. votanti)
Voti nulli o schede bianche 2 784 234 10,00 (su n. votanti)
Astenuti 20 651 558 42,60 (su n. iscritti)
RISPOSTA AFFERMATIVA 13 736 435 54.90 (su voti validi)  
RISPOSTA NEGATIVA 11 286 527 45.10 (su voti validi)  

in questa tabella i risultati del referendum popolare svolto undici anni e mezzo fa (per chi ha dubbi, 11 di giugno del 1995, dopo esser stati approvati su chiamata delle firme richiedenti dalla Corte costituzionale e da tutti gli organi alla bisogna designati.) La maggioranza composta da 13.736435 cittadini, pari al 54.9 % dei validi voti espressi indico' che la RAI debba cessare di essere un'impresa pubblica, di proprieta' dello stato.

 

Cosa fecero i governi (plurale non "maiestatis" qui) succedutisi dal 1995 al 2006? Nulla per privatizzare la RAI, cioe' venderla, eliminare il controllo governativo sull'informazione, eliminare la vergognosa tassa del "canone", etc. I governi che si sono succeduti hanno, come dice il Sig. D'Alema, occupato la RAI. D'Alema all'occasione si e' lamentato del fatto che parve piu' facile occupare il Libano che Viale Mazzini.

Occupare la RAI e' un modo di dire beffardo e infingardo. La RAI occupa il potere politico quanto il potere politico occupa la RAI, come in tutti i fenomeni di corruzione mafiosa.

La RAI costituisce un enorme serbatoio di potere di tutti generi, per il numero dei suoi dipendenti, per il potere di ricatto che ha sui vari governi, per il puro fatto di aver un palcoscenico sempre pronto per esibirsi e dar sfogo alle infinite vanita' del politico e della politica di turno, e cosi' via.

Costituisce un'utilissima camera di decompressione in cui personaggi di tutti i generi trovano ospitalita' e accoglienza organizzata con ballerine, tartine, ricchi premi e cotillons. Costituisce un modo di soddisfare la grande potenza mafiosa del sistema mediatico inglobando tutti nella stessa melassa nutrita di idiozia a livelli difficilmente raggiunti. Per chi ha dubbi consiglio di guardare le trasmissioni RAI, dal pazzo che chiede alla gente a mezzanotte che cosa sogna, ad un tale che sgrana gli occhi ripetendo le corbellerie di Jung a tarda notte, e gli esempi purtroppo continuano.

Siccome mi rendo conto del fatto che questa e' una lunga storia, chiudo in fretta con una proposta semplice, semplice e "Popperiana" in stile.

Il governo ed il parlamento presente hanno fino al primo di gennaiio 2007 (mi sembra che dodici anni siano ragionevoli: Churchill, Stalin, FDR e Truman in meno di sei hanno sconfitto l'asse Tokio-Roma-Berlino, il doppio dovrebbe essere sufficiente per sconfiggere l'asse Alberoni-Curzi-Guzzanti-Parietti-Petruccioli-Petroni-Santoro-Vespa [& ...Co])

per avere messo in atto le seguenti misure.

1. vendita dell'azienda

2. licenziamento di tutto il personale

3. rimborso a tutti coloro che hanno pagato il canone delle parcelle dal primo di Gennaio del 1996 al primo di Gennaio del 2006

Questo, a modesto avviso del sottoscritto e' un programma semplice e razionale.

Il governo e il parlamento sono liberi di non far nulla, come hanno fatto negli undici anni precedenti all'anno corrente

Non stiano poi a raccontar la favola del loro essere liberali: la RAI e' uno dei pochissimi casi in cui la liberta' di espressione e' coeva alla liberta' di mercato, elimina un ente inutile insieme ad una tassa inutile.

Se la cosa a qualcuno interessa, ritornero' sull'argomento presente considerando le obiezioni che mi sono state mosse, aventi a che fare con i monopoli e i pericoli di concentrazione, la intrinseca bonta' di aver una televisione governativa (si noti che nessuno dice che "bisogna" avere un giornale del governo) e cosi' via.

Ma forse e' una ennesima predica inutile.

La citazione all'inizio di questo articoletto e' solo un ricordo agli eredi presenti di Grasmci come le bizzarre avventure di Monica Lewinsky, pagata dalla RAI per far nulla, i giornalisti che vendono ballerine a monarchi stracotti e uffici stampa di partiti vari, forse sono solo delle modeste aberrazioni, dei piccoli fenomeni morbosi come diceva il fondatore de "L'Ordine Nuovo".

55 commenti (espandi tutti)

Fin troppo facile essere d'accordo con il Palma, e fin troppo facile prevedere che la classe politica non rinuncerà di spontanea volontà alla sua fonte privilegiata di notiziari compiacenti e signorine scosciate. Visto che apparentemente il referendum abrogativo non serve a nulla, forse non sarebbe cattiva idea nella prossima tornata di dibattiti sulle riforme istituzionali richiedere a gran voce che venga reso operante il referendum propositivo.

Sara' facile esser d'accordo, ma e' difficile capire che cosa debba accadere per fermare il fenomeno di purulenza che invade il sistema di formazione delle elites politiche (l'ultimo e' il governatore del Lazio, notizie di ieri, dimissioni di oggi.)

La prossima tornata, temo, sara' un conato di vomito giustizialista, dei vari Santoro, Borromei, Travaglio, etc. condito dalla assai elevata dose di ipocrisia imbecille.

 

Piu' che una tornata "riformatrice" vedo un 

crepuscolo

 

 

 

Il fenomeno Marrazzo fu mirato benissimo (o Berluconi&Bond&Brunetta hanno una grande fortuna) ad essere cronometricamente esploso il giorno prima che gli elettori di PD vadano alle primarie (la prossima sara' che? Marino zoofilo? e, dottor Marino, non si offenda, so che amare gli animali e' virtu' eccelsa da Argo e Odisseo in poi, per non parlare di Greta e Rocco.

il fenomeno di purulenza

ma io non capisco. uno va a trans e mi sta bene. andasse con i piccioni o con sua sorella sarebbe la stessa cosa. dei carabinieri tentano di ricattarlo ed è a questo punto che la cosa spunta fuori e va sulla stampa. lo trovo naturale. il problema al massimo è del governatore del lazio che si fa ricattare invece di denunciare immediatamente la cosa (come ha fatto letterman per dire). se poi si vergogna di essere andato a trans questi sono fatti suoi che dovrà gestire con la famiglia - e non si dica che è colpa della stampa se la moglie se ne va di casa - e politicamente con gli elettori che magari ha blandito parlando di famiglia e matrimonio (ma non penso sia il caso di marrazzo) oppure sono stati deviati da 2000 anni di vaticano (e su questo tutti si devono fare i loro conti ma sono sicuro che pannella non sarà mai sputtanato perché lui si metterebbe a ridere invece che spaventarsi). ancora diverso è invece andare a trans e poi candidarne uno alle regionali del lazio oppure promettergli una candidatura o un favore per vie politiche. marrazzo si droga? sempre che sia vero e non sia una messa in scena per fare un bel video saranno fatti suoi, del sert o dell'assistente sociale e dei suoi elettori. come al solito. il problema vero è il seguente: il lazio può permettersi un presidente di regione che si fa ricattare? la soluzione è facile perché siamo sotto elezioni (giusto?), marrazzo può dimettersi e magari ripresentarsi con l'appoggio del suo partito. oppure no. che problema c'è?

Il problema signor mio, e' banalissimo. Se fossi un votante, elettore o meno di Marrazzo, voglio sapere tutto quel che lo riguarda, se odia le donne, se ammira genghis Khan, se si fa defecar sul petto da Petruccioli, se e' affetto da simpatie filo israeliane o filo palestinesi, e cosi' via.

Purtroppo il giornalismo, nel caso la RAI, questo non lo fa. Ergo il mio astio nei confronti di questi giornalisti da avanspettacolo, nel senso che precedono gli spettacoli, non che fanno ridere.

forse non mi sono spiegato. concordo al 100% con te. la rai non la vedo quindi non saprei sinceramente che dire però non mi pare che la cosa sia stata censurata, o no? ma forse non ho la percezione di quello che avviene in tv.

Piero Marrazzo è nato, a Roma, il 29 luglio 1958.

Eletto Presidente della Regione Lazio alle elezioni del 3 e 4 Aprile 2005 con 1.628.486 voti, ha ottenuto 287.825 preferenze in più rispetto alla coalizione politica che lo sosteneva.

La famiglia è la sua vera grande passione. Ha tre figlie: Giulia , Diletta e la più piccolina, Chiara. Con loro e con Roberta, la donna della sua vita, passa tutto il tempo libero. É cresciuto, come molti ragazzi della sua generazione, frequentando l'oratorio e la parrocchia di Santa Chiara.

Il problema vero, caro Johnny Dorelli e' che con questi viados a noi brunette non ci si fila piu' nessuno! Questo e' il problema!

e' naturalmente facile in astratta teoria. In realta' e' difficilissimo.

Il mio suggerimento e' che bisognerebbe considerare la questione in due direzioni.

Condivisibile quello che dice Sandro Brusco (qui sopra), ma il processo e' biunivoco: la classe politica usa questa indegna gazzarra che e' la RAI e la RAI usa la classe politica (inglobando, lusingando, pagando, producendo in breve consensi e voti.)

Il mio modello di interpretazione suggerisce di vedere la RAI come la mafia (meno le lupare-- spero) che come si e' sempre notato usa ED e' usata dai politici.

 

Forse e' solo per questo che non basta "dire" anche in molti milioni di voci che la RAI va venduta.

Permette, ad esempio al presente regime di sinistra di nsacondersi dietro al "pericolo" che i privati cosidetti si riducano ad una specie di "Konzern" di proprieta' Fininvest, e cosi' si scansa un altro problema....

 

La cosa e' molto utile ai politici perch'e permette loro di schivare varie "incombenze": fare una legge come il signore comanda anti-trust, domandarsi come e perche' vi siano giornali di "partito" che prendono soldi pubblici ( e non sono il "secolo" l'"Unita'" e "L'Avanti, ma il "Foglio:, cosdetto giornale liberale), e cosi' via....

Sono pienamente d'accordo, dirò di più: perché non parlare anche del fatto che di canoni in realtà ne paghiamo più d'uno? Anche se il panorama radiotelevisivo di casa nostra non ha mai brillato, in passato era sicuramente meglio. Ebbene oggi si possono visionare molte trasmissioni degli anni '60 e '70 ("Il tenente Sheridan" per esempio), ma su Rai Click, Sky etc.costringendo a un secondo o anche terzo abbonamento che non può prescindere dalla prima odiata tassa inutile e anche beffarda.

 

che e' di oggi la notizia che il regime ha sostituito A.M. Petroni, un gerarca da tempo in odore di "associazione" all'ala squadrista, con Fabiani, di preclarato stampo clericale.

Come fu notato la purulenza del fenomeno e' impressionante. Il succitato Petroni e' liberista (scrisse dotti tomi su Bob Nozick e gli stati minimali come gli unici desiderabili), ora -- ci informano le sue dichiarazioni (repubblica 09\10\2007)-- richiede il risarcimento del denaro.

Mi rendo ben conto che le affermazioni monomaniacali (gli americani la chiamano single-issue: c'e' chi ce l'ha con gli abortisti e chi con i cacciatori di foche) sono tediose, ma potrebbe Fabiani, Petroni, Petruccioli o chi tra loro si senta in grado di spiegare che servizio fanno? Si gloriano di essere un servizio pubblico.

Dunque?

Avete

palma 19/9/2007 - 14:15

forse notato che appena una delle varie cosche e "reti" incistite all'interno del bubbone detto RAI ha proposto l'ennesima


"isola dei famosi", i governanti, due di loro coniugati a membri del suddetto gruppo RAI, si sono affannati a difendere l'indifendebile?


Secondo la Sig. ra Bindi la RAI e' la massima espressione della cultura nazionale e come tale deve essere sottoposta a controllo governativo (si fece scrivere i discorsi da Zdanov o da Starace?) mentre il Sig. Veltroni ha proposto di chiamare dei cacciatori di teste per trovare un amministratore unico.


I due suddetti hanno nemmeno considerato l'ipotesi di seguire gli esiti del referendum e di vendere l'oscena impresa del Sig. Petruccioli.


 

Chi e' la signora Bondi? Oltre che essere la moglie di uno che si chiama Bondi, che altro fa?

Re(1): Avete

palma 24/10/2009 - 17:35

bIndi. la signora Bondi e' tal Gabriella Podesta', ora abbandonata mentre bOndi sta con tale Repetti.

diretto da tale Petruccioli insiste nell'imporre con la sbirraglia e i manganallatori le sue prebende ai cittadini.

Leggo oggi



Ipse dixit

Per chi di voi abbia perso, consiglio l'audio (ottenuto non so bene come) da varii (Espresso e gruppo intorno a kataweb, Repubblica, etc.) della conversaione telefonica tra l'onorevole  (sic) Berlusconi e il dottor (sic) Sacca'.

Persino a chi voglia difendere la privacy --so che alcuni negano questo diritto alla privacy ai politici--

rimane interessante il contenuto e/o il tono.

Non c'e' nulla da riformare alla Rai, come non vi e' nulla da riformare nelle cupole di cosa nostra. 

La commedia degli orrori è veramente allucinante. Il signor berlusconi (non solo non merita l'onorevole, manco la maiuscola si merita) mercanteggia dell'utilizzo di un bene suppostamente pubblico, piazzando attricette che dovrebbero servirgli a cambiare maggioranze parlamentari. Una volta esposto al pubblico ludibrio (si fa per dire), reagisce dicendo che lui è una povera vittima, che gli ascoltano le telefonate private in cui si fa tranquillamente i casi suoi, discutendo di cose che gli elettori non dovrebbero sapere. Che poi, in verità, non mi pare che agli elettori la cosa scandalizzi più di tanto, visto i consensi che il nostro piazzatore d'attricette continua a conseguire. Poi, tanto che c'è, se la piglia con la Rai, accusando i suoi dipendenti di far carriera prostituendosi. Cosa ovviamente vera ma, accidenti, proprio da lui deve venir la predica, e proprio in questo momento! 

Comunque a questo punto cosa succede? Ma ovviamente che  i giornalisti Rai reagiscono indignati. L'azienda afferma in una nota

Di fronte ad accuse indiscriminate e dai toni inaccettabili, la Rai
ribadisce la piena fiducia nei propri dipendenti e collaboratori, nelle
loro capacità professionali e nel loro costante e reale impegno per il
miglioramento del servizio pubblico radiotelevisivo», 

Raccomandati in Rai? Ma quando mai, ci dicono i vertici. Manco da Berlusconi. Infatti

L'attrice Camilla Vittoria
Ferranti, «come già ampiamente dichiarato e dimostrato, non è stata
indicata ad Agostino Saccà dall'onorevole Silvio Berlusconi ed era già
stata valutata idonea a seguito di un provino effettuato, in giorni in
cui Saccà era fuori Italia, e senza che ne fosse a conoscenza». Si
legge in una nota diffusa dall'avvocato Marcello Melandri, difensore
dell'ex responsabile di Rai Fiction sotto inchiesta a Napoli.

Capito? E come poteva mai c'entrare Saccà se il giorno del provino era addirittura all'estero?

Basta così va, che ho appena mangiato e rischio di rimettere.

Essendo il bubbone non reciso, vi pregheri di notare che l'economista (ahimé so di urtare le sensibilità, ma così si chiama), capolista in Lazio del partito democratico è una manutengola di tal Minoli della n'drangheta diretta da Petroni e Petruccioli.

Usque tandem?

palma 24/2/2008 - 17:45

http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/cronaca/canone-rai-pc/canone-ra...

 

Volevo segnalarvi che l'organizzazione a delinquere diretta da tali Petroni & Petruccioli, Minoli, Vespa, et al. attualmente emette minacce dirette a cittadini che non hanno la televisione

Amerei, in puro stile Catonico (da Cato major, "Ceterum censeo Carthaginem esse delendam") rivenire, al 5 Dicembre del 2008, sulla scandalosa esibizione del Ras dell'organizzazione di Ciano e camerati varii.

Tal Petruccioli, della squadraccia Petroni-Petruccioli, avendo annunciato con la dovuta minaccia (se non agite le conseguenze saranno "terribili") che la RAI perse 35 milioni di Euros, insiste nell'imporre al popolo un aumento del canone (che e' illegale, come si mostro' nella nota del 2006 che precede i presenti paragrafi.)

Si veda http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/politica/rai-cda-6/rai-cda-6/rai-cda-6.html

Intenti nel defecare sul torace del pubblico un'altra "isola dei famosi", questi signori mancano persino del senso del decoro avendo comandato varie loro interne figure succedanee alla "mignottocrazia" in voga (vocabolo del Senator Guzzanti, non mio) a sposare parlamentari vari per garantire il dovuto sostegno alla loro associazione di stampo mafioso.

Certamente, mostrando se stessi, essi esibiscono il ventre rigonfio sulle varie sdraio di Capalbio. A quando la scomparsa dei varii Santoro, Cappon, Sacca', Petroni "e tutti quanti"?

sara' la bonifica della cloaca. Vi troviamo puttane e puttanieri in egual misura. Vi e' da curare il caso "Venier" (costo' varie migliaia di euros al contribuente per invitare M. Lewisnky a Roma, non vi fu nessuna trasmissione, vennero semplicemente rubati dei denari, c'est tout) fino all'imbarazzante episodio odierno del governatore di sinistra (del Lazio) che dopo anni di estenuante allenamento al Tg2 e al Tg3, penso' bene di investire i risparmi in una vistosissima e costosissima partouze con un(a) transessuale.

Tal Sig. Marrazzo fu vistoso essenzialmente perche' visto.

Il costo fu elevato perche' i cameramen erano carabinieri e dovetter (pure loro) esser pagati.

I commenti sono superflui, per la cronaca, questi individui parlano di servizio pubblico.

 

 

veltronazzoveltronazzo

qualcosa contro le professioni antiche (spesso non regolamentate)?

Vi volevo solo render partecipi della graziosa notizia che tal Marrazzo (che sembra da quel che se ne capisce reo confesso del consumo di stupefacenti) rientrera' alla RAI come conduttore, in seguito ad una folgorante carriera politica.

che tale P. Garimberti, tomo tomo cacchio cacchio ottenne dal popolo 24 milioni di Euroes.

Il servizio pubblico ha deciso di elevare il suo tariffario, dopo un incontro al vertice con vari esperti del ramo.

 

La sua nomina fu citata come un esempio di bipartisan collaboration dei politici italici.

BS e VW Unidos Jamás Serán Vencidos.

"catoneggia" e' verbo che inventai da Cato (il censore) e perche' abitavo in Cato weg per un lungo periodo.

Tutto cio' per ricordare che tomo tomo cacchio cacchio, sia colpevole o meno, tal Marrazzo rientra alla RAI e nella correlata busta paga (dopo l'aspettativa.)

Che egli sia, o sospetto di, o colpevole di consumo di droga, passa in secondo piano.

Ch insiste sulla nozione di "servizio pubblico" ha affatto ragione. Il pubblico e' tenuto a finanziare le consumazioni di questi personaggi.

http://www.corriere.it/politica/10_ottobre_07/fini-rai-annozero_66207600-d1ff-11df-93c4-00144f02aabc.shtml

 

 

 

Cosi', tardi semmai, ma forse meglio che mai, il Sig. Fini si ravvede.

Attendasi ben presto la restituzione del denaro della Societa' Tulliani e il drenaggio del residuale pus della combriccola di Garimberti, Marrazzo, Marzullo, Santoro, e Vespa.

Naturalmente, come osservano i sarcastici di nFA dove .... staca Fini durante gli ultimi 16 anni?

 

 

Vi propongo una modesta ipotesi esplicativa.

Nel periodo della scalata al potere bisogna generare piccoli Staraciani Goebbels di seconda classe (Mazza) vari Valenti&Ferida di seconda classe (i nomi li conoscete gia')

Nel periodo della consolidazione si tratta di sistemre suoceri e suocere con opere e operette.

Nel periodo del dissesto, si scopre (ahime') che i piccoli della RAi hanno il controllo e nessun bisogno di dei vari presidentielli di marzapane. Ergo anche il presidente della Camera che in teoria "nomina" ha zero potere per eliminare le fenomenologie come G. La Porta.

 

 

Ergo Fini negli ultimi 16 anni e' rimasto in stato interessante. Partorito il suo gruppo nella RAi, ne venne disarcionato

Quando abitavo un altro continente, mi avevano insegnato che "un milione di qua e un milione di la'... e ben presto si parla di soldi davvero."

 

 

http://www.repubblica.it/politica/2010/11/30/news/film_bonev-9666303/?ref=HREC1-1

essendo la RAi strumento principe del regime, corrotto, rapace, ed imbelle come i suoi pari da Farinacci a Masi, ha ben deciso diapplicare una censura di contrappasso. Chi dice male del governo deve e puo' dirlo una volta, poi si deve parlare dello zio di "ruby" della "findanzata del principe" di qualche muccherella dell'isola dei gibbosi.

Non mi avevano spiegato che rea il servizio pubblico che garantiva il pluralismo? ah, intendevano che mentre il governo arrance a difender il quasi indifendibile, e' "plurale" parlare d'alotr.

Le osservazioni pressanti   e decisive sul fatto che i 4,5 mil di italiani che leggono il giornale sono il 9% della popolazione, suggeriscono con un alto grado di affidabilita' che il restante 80% vede lo zecchino d'oro, al prova del cuoco, e cosi' via.

come disse un signore non sospetto di filo"zavolismo", "ben scavato vecchia talpa"

i 4,5 mil di italiani che leggono il giornale

Da dove arriva questo numero?

il tutto e' disponibile in pubblico, e' una delle grandi operazioni per far dare sovvenzioni a vari profittatori.

La riconferma e' fornita dai dati Ads che mettono a confronto la diffusione tra giugno 2008/maggio 2009 e quelli giugno 2007/maggio 2008. Perdono grandi (Corriere della Sera, Repubblica), medi (Libero, Il Giornale), piccoli o specializzati (Italia Oggi, Il Gazzettino). Poche le eccezioni. Il dato di sintesi (considerando le prime 64 testate) e' che si sono perse oltre 400 mila copie al giorno, oltre il 6% in meno, passando da una diffusione quotidiana media di circa 6,8 milioni ad una di 6,4 milioni. 

 

Escluda o come Lei preferisce la gazzetta dello sport e annabella, e ottien il glorioso risultato primaindicato

per altro, ogni volta che si richiama il servizio pubblico qualsiasi testa di legno verra' incatenato a guardare l'isola della scoliosi, dove pensionati della RAi si esibiscono per il servizio pubblico

Ma siamo sempre allo stesso punto, con un debito pari al 120% del Prodotto interno lordo risanare è un'impresa impossibile... 
«Non credo proprio. Prima di mettere le mani nelle tasche dei cittadini bisogna ribaltare il rapporto: lo Stato deve assumersi l'80% dell'onere di questo risanamento. E solo dopo aver dato l'esempio può chiedere il 20% ai cittadini. Come? Vendendo, dismettendo, tagliando. Succede invece esattamente l'opposto. Uno slogan: prima vendete la Rai, poi venite a chiedere soldi».

 

)corsera/dom/2o11\08\14

 

Chiedero' royalties sul copyright, le regalo a nFA

 


Mi sembra che qui su NfA di idee ottime che ne siano tante, da tempo.
Anche idee limpide, facili da realizzare, se c'è la volontà.
Ma la volontà latita, fintanto che ci sono mucche da mungere.

Il finale infatti della famosa favola di La Fontaine è che la cicala si fece eleggere e chiese un contributo di solidarietà alle formiche.

Il finale infatti della famosa favola di La Fontaine è che la cicala si fece eleggere e chiese un contributo di solidarietà alle formiche.

si però nell'originale il finale é diverso.

si, certo ... :) mi riferivo al finale moderno, in chiave nazional-popolare-demagogica-populista "alla Gianni Rodari", che tanto piace, ovviamente alle Cicale, le conforta e sprona a proseguire ed al cui nettare si sono abbeverati schiere di Fassina e cloni vari di destra, centro e sinistra.

      Chiedo scusa alla favola antica,
       se non mi piace l’avara formica.
       Io sto dalla parte della cicala
       Che il più bel canto non vende, regala.

...e anche ...

       Ho visto una formica

       in un giorno freddo e triste

       donare alla cicala

       metà delle sue provviste.

 

       Tutto cambia: le nuvole,

       le favole, le persone.....

       La formica si fa generosa.....

       E' una rivoluzione.

questo l'avevo rimosso; la mia disintossicazione funziona...

la preoccupante visione e' banale, la canaglia e la canea della RAI ha altrettanto potere delle farmaciste  e dei tassisti, sia di ricatto o di persuasione, garimberti e petroni si fecera far  un bel festino con marrazzo.

gli escrementi che avanzano han oggi riproposto la prona pornografia della cosidetta societa' "civile" che immette i controllori del consiglio di amministrazione di auliche figure quali il "marzullo", il"marrazzo", e molti che son noti ai teleschermi.

nessuno spiega perche' questa buffonata che si presenta come un bubbone purulento non vada chiusa, mentre vada chiuso l'istituto di studi germanici e l'istituo nazionale di alta matematica

(ambedue costano molto meno ma son composti di augusti signori che pagano il pranzo con la propria carta di credito.)

Il fenomeno interessante consiste nel mimare quanto Bottai fece ai suoi tempi: la casta coinvolge per cooptare.

usque tandem abutere patientia nostra?

gli escrementi che avanzano han oggi riproposto la prona pornografia della cosidetta societa' "civile" che immette i controllori del consiglio di amministrazione di auliche figure quali il "marzullo", il"marrazzo", e molti che son noti ai teleschermi.

nessuno spiega perche' questa buffonata che si presenta come un bubbone purulento non vada chiusa, mentre vada chiuso l'istituto di studi germanici e l'istituo nazionale di alta matematica

"Chiudere", "(s)vendere", ed altre proposte di simile tenore liquidatorio ripropongono la solita filastrocca del "cupio dissolvi", che torna bene a qualche interesse particolare, oltre al solito refrain antipolitico.

Invece c'è ancora gente in giro che, non ingiuriando persone e organizzazioni, desiderano banalmente che le iniziative, le attività e le intraprese che l'Autorità Pubblica decide di istituire e mettere in opera siano condotte con la dovutà professionalità e con il migliore spirito di servizio all'interesse dell'iniziativa o dell'attività in questione.

E quindi si faccia della RAI una BBC.

RR 

Perche'?

andrea moro 6/7/2012 - 08:24

E quindi si faccia della RAI una BBC

Perche'? Non si capisce perche' lo stato debba intervenire in questo mercato, tranne che per assicurarsi la pubblicizzazione degli atti parlamentari (quella si' che, paradossalmente, in Italia viene affidata ad un'azienda privata)

La pubblicazione degli atti parlamentari non è l'unica funzione di interesse pubblico che risulta difficile da sostenere per la radiotelevisione commerciale (finanziata unicamente dalla pubblicità).  In linea di principio l'esistenza di radio e TV pubblica è giustificata dai loro criteri di "universalità" ed autonomia da interessi particolari, nonché dalla diffusione di programmi che, pur essendo di interesse generale, non sono adeguatamente finanziati dalla pubblicità: ad esempio informazione politica, documentari, programmi educativi, culturali o artistici.

Poi si può discutere se questo ruolo debba essere svolto direttamente dallo Stato o da organizzazioni su base volontaria finanziate solo in parte dallo Stato (è il caso di NPR e PBS negli Stati Uniti).  Ma i presupposti per un intervento statale esistono, come argomenta anche la letteratura economica ad esempio in:

Per la pubblicazione degli atti si può ricorrere ad internet o alla radio con grossi risparmi economici.

Riguardo le funzioni di "informazione politica, documentari, programmi educativi, culturali o artistici" penso che sia persino ridicolo parlarne.

Per farla breve: la RAI non svolge le funzioni per le quali ci sarebbero i "presupposti di un intrvento statale" se non in minima e trascurabile parte.

Quelle funzioni possono essere svolte con molti meno soldi e meno reti, al momento sono solo una foglia di fico per consentire ai partiti di avere dei mezzi di comunicazione a disposizione.

Detto questo non so quale sarebbe la soluzione migliore alla "questione RAI" ma cominciamo a levare la foglia di fico, almeno qui su nfA.

PS

poi da quando hanno sospeso Catersport oltre che chiuderli li passerei per le armi :-)

In linea di principio l'esistenza di radio e TV pubblica è giustificata dai loro criteri di "universalità" ed autonomia da interessi particolari

E' vero il contrario, e se hai vissuto almeno una parte della vita adulta in italia dovrebbe esserti ovvio che il carattere pubblico e' praticamente garanzia di dipendenza (dal politico) e particolarita' dell'informazione (si pensi alla spartizione dei telegiornali di Rai 1 2 e 3 della prima repubblica). Che poi esistano una o due eccezioni in giro per il mondo (che non sono di sicuro PBS e NPR, forse lo sara' la BBC, che non conosco abbastanza) la regola rimane: proprieta' pubblica implica dipendenza dal potere politico. 

La citazione accademica puo' anche essere interessante, ma non giustifica la divulgazione di idee come quella espressa qui sopra che, dopo aver vissuto qualche decennio in Italia, dovrebbero essere considerate perlomeno opinabili (ed in ogni caso, quei paper non si possono certamente interpretare come sembri fare tu, a giustificazione della proprieta' pubblica di grosse fette del mercato televisivo e dell'informazione). Quanto all'assenza dell'economicita' di certi mercati (anche questa da dimostrare), non c'e' scritto da nessuna parte che l'intervento governativo elimina con certezza esternalita' negative o fallimenti del mercato. Certamente non i paper che hai citato. 

per l'aiuto dato alla autorita' pubblica (risulta che la rai sia un'azienda e non un'autorita', ma chi debba svolgere il ruolo di difensore dell'indifendibile non ha bisogno di fatti, basta dar aria ai denti.)

In segno di profonda gratitudine scrissi al CdA per garantirle due biglietti omaggio a ballando sotto le stelle che ben esemplifica quello spirito di servizio a cui tutti siamo cosi' affezionati.

per l'aiuto dato alla autorita' pubblica (risulta che la rai sia un'azienda e non un'autorita', ma chi debba svolgere il ruolo di difensore dell'indifendibile non ha bisogno di fatti, basta dar aria ai denti.)

L'Autorità Pubblica in questione è il Parlamento (e il Governo come Esecutivo), che - rappresentando il volere del Popollame - ha deciso di fondare (e oggi di mantenere) una Azienza di Servizi Radiotelevisivi che sia amministrata da Cittadini indicati dai suddetti rappresentanti del Popolo Bue. La qual cosa infastidisce molto coloro che desiderano una informazione asservita al solo Interesse Proprietario di parte.

RR

La questione è che il parlamento ha deciso questo in spregio alle indicazioni di un referendum che nel 1995 ha cancellato lo status di società pubblica della RAI, ma si sa le esplicite indicazioni del popollame sono causa di forti reazioni allergiche nei burocrati, che hanno grande nostalgia dello stato produttore di panettoni e di quel gioiello della tecnologia che fu l'ARNA.....
SE il sig Renzino ritiene che le decisioni di passati governi siano sacre indipendentemente dal fatto che le loro conseguenze come informazione MOLTO più asservita a interessi personalistici di qualsiasi media privato ( che non pagherebbe certo un fallito come Ferrara 600 euro al minuto per una trasmissione inutile come il siparietto serale ) e che la marmaglia di Scilipoti , Fassina , Casini, Crosetto e Santanchè sia in grado di trasformare la Rai in una BBC non ha la benchè minima idea di cosa sia una ristrutturazione industriale, la RAI è struttralmente marcia, ingovernabile ( ha detto l'Annunziata che le è stato IMPOSSIBILE conoscerne l'organigramma dettagliato) e solo radendola al suolo può esssere trasformata in qualcosa di decente.

Le

palma 7/7/2012 - 12:27

suggerirei sig. Renzino, di

1. usare il suo nome

2. acquistare ventose per l'arrampicamento sugli specchi

3. di contattare saxa rubra perche' non sanno a che indirizzo mandare la raccomandata con i suoi posti riservati a ballando sotto le stelle.

Come dicevo al convegno... anche se improvvisavo.

Sinceramente, però, non vedo grandi alternative se non la si vuole così ma neanche la si vuole svendere.

 

http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/codici/codiceCivile/...

nel segno profondo della senescenza dello scrivente e del problema va notata la curioisa notizia della ulteriore notizia delle assunzione a seguito degli undicimila e passa fazio maggioni sanremo pippibaudi enzi grilli etc.

esse, le persone in seguito vennero lautamente ricompensate per la profonda conoscneza del calcio e altre meritevoli qualita'

http://www.repubblica.it/economia/2017/05/09/news/rai_contratti_prime_ut...

di Renzi a cosa doveva servire.

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