Prostitute: la Carfagna e l'ipocrisia

12 settembre 2008 michele boldrin

La signora Carfagna, che hanno incaricato di dare a tutti pari opportunità, ha fatto approvare dal consiglio dei ministri un DDL nel quale, oltre a punire chi sfrutta le prostitute, si puniscono anche alcune prostitute. Perché, ha detto la ministra, "Mi fa orrore, non comprendo chi vende il proprio corpo."

La storia ve la risparmio, la trovate qui, quo e qua.

I commenti più ovvii pure ve li risparmio, ci sono persino negli articoli che ho linkato, oltre che nel sommario qui sopra. E, ovviamente, vi risparmio la mia opinione di fondo sul tema, che ho già espresso svariate altre volte. Già questo basterebbe per motivare la presenza della parola "ipocrisia" nel titolo. Ma questa volta l'ipocrisia è, come dire, di secondo livello.

Noto, per eliminare il campo da possibili equivoci, che il DDL contiene varie misure, assolutamente condivisibili, che inaspriscono le pene per chi sfrutta la prostituzione e, soprattutto, per chi forza le minorenni alla prostituzione. Tutte cose legittime, anche se il problema mi sembra più uno di investire risorse in attività di polizia che inasprire le pene. Ma piuttosto di niente, meglio piuttosto.

Il punto non sta qui. Il punto sta nel fatto che il DDL crea punizioni per le prostitute che si offrono per la strada e che la strategia politica, di ministra e governo, per vendere il decreto è quella di soffiare sulla tromba de "la prostituzione è un grandissimo male che va combattuto". Ed è lì che casca l'asino.

Prendiamo per garantito che esercitare la prostituzione sia terribile attività che va repressa dallo stato. Dice la ministra

ciò che «sta cuore al governo» è la prostituzione in strada perché
procura «allarme sociale. E non è solo per decoro urbano». Si tratta -
ha precisato - di contrastare lo sfruttamento: «per il governo la
priorità è la lotta a questi reati, che condanna fermamente».

Capisco male o sta, la ministra, dicendo che la prostituzione per se non è male, basta che non si veda? Se la fanno in un appartamento, possono anche massacrarle o costringerle a 50 clienti al giorno, questo al governo non sta "a cuore". Però per la strada, lì no. Ne va di mezzo il "decoro urbano" ... Ma se i reati che il governo condanna fermamente sono lo sfruttamento e quanto ci sta attorno, perché non limitarsi a QUEI reati e, magari, creare una forza speciale di polizia che perseguiti chi lo sfruttamento lo esercita? Dico così per dire, eh ...

L'ipocrisia, purtroppo, è più profonda. In Italia, lo sanno anche i sassi, le straniere, le immigrate dai paesi più poveri, quelle più bruttine, quelle che non hanno il culetto all'aria e l'occhio carino come certe soubrettes da calendario, le più ignoranti ... insomma: le sfigate, si prostituiscono per strada mentre le altre, quelle più furbe, si prostituiscono in casa via siti web o in Rai e paraggi (niente links qui, trovateveli da soli). Alcune, quelle veramente più fighe di tutte, prendono dei cocktails al Four Seasons e poi vanno a delle feste dove fanno "innamorare" (love, my dears, is a long sequence of lusts) signori ricchi e potenti che poi le coccolano per un tot e magari, chissà, finiscono per vivere nella rue du faubourg Saint-Honoré ... tutto è possibile se il tuo DNA ti ha regalato un corpo che fa eccitare l'alpha male e sei abile abbastanza da arrivare a tiro degli alpha males appropriati.

Poiché tutto è possibile, mi chiedo: perché solo quelle di strada vanno punite? È un po' come dire: la ristorazione va bene, però niente carretti agli incroci delle strade a vendere hot dogs, niente cinesi che sui cassetti vendono panini vicino a Plaza de Santa Ana, niente baracchini che vendono panini con porchetta su a Frascati o in giro per Brera. Solo ristoranti con almeno le tovaglie di cotone sul tavolo, altrimenti è reato.

Perché? Qual è la logica? Non è che, per caso, quelle per strada son quasi tutte immigranti? Chiedo così per dire, eh ...

Signora ministra: lei ce l'ha con la prostituzione "per se" o solo con le sfigate che si prostituiscono per strada? Insomma, è un problema morale o è solo un problema di mobiliario, oops decoro, urbano?

Ma lei, scusi, non è la ministra per le pari opportunità? Allora, mi dica, cos'ha contro dare l'opportunità di fare due soldi anche alle sfigate? Mica tutte hanno la fortuna (che non è merito, signora ministra, non è merito: è solo un gran colpo di culo) di far soldi facendo calendari e servizi fotografici per ometti arrapati. A quelle che questo colpo di culo non l'hanno avuto, non vuole proprio, lei che si occupa di pari opportunità, dare un'opportunità? Visto che oramai, grazie alla saggia politica economica del commercialista con i calzini a pois, stiamo tornando alla fine degli anni '20, non le sembrerebbe "charming" e "carino" far costruire qualche bella casa chiusa per le sfigate? Voglio dire, tanto per dare anche a loro una pari (o quasi) opportunità d'avere un bel colpo di culo, non le pare?

40 commenti (espandi tutti)

tra clienti e prostitute arrestati dove li mettono ?

Oh, semplice: indultano quelli che son dentro ora per farci posto!

Mamma mia, ma non hai sentito Matarrese, adesso costruiranno le carceri anche negli stadi...quindi non ci sarà più bisogno di fare indulti...dico, in un paese che dice di non avere risorse per programmare una normale politica delle carceri, adesso all'improvviso abbiamo le risorse per questo carcere diffuso? E poi che problemi giuridici può sollevare una cosa del genere. Ma questi quando parlano, lo accendono il cervello?

ma dalle celle si vedrebbe la partita?  :)

Oltre alla questione da te sollevata, ce ne sarebbe un'altra: quanti processi saranno necessari? Sbalgio o la pena massima per le prostitute è di 15 giorni? Un processo per una pena di questo tipo mi sembra una perdita di tempo.

Concordo su tutto, anche se non la definirei ipocrisia.

L'ipocrisia presuppone un comportamento diverso tra quello si dice e quello che si fa.

Direi che qui non ci sia.

Per il centro destra il problema della prostituzione consiste nella visibilità delle prostitute, la quale crea problemi di decoro ("papà,papà, cosa fanno quelle signorine in strada?") o di degrado (avere le prostitute sotto casa non è quel genere di comodità che aumenta il valore dell'immobile).

Tutto il resto si divide tra il cinismo (le puttane ci sono sempre state e sempre ci saranno) e la negazione (prostituirsi è peccato e non si deve fare).

In una discussione con amiche (molto cattoliche) portavo il modello olandese ad esempio, di un approccio che consentiva di ridurre ai minimi termini lo sfruttamento e i problemi di tipo sanitario, con il vantaggio ulteriore che le prostitute pagano pure le tasse.

Niente, un dialogo fra sordi: la prostituzione è sbagliata, non si deve "legalizzare" o regolamentare, va soltanto proibita.

Se la base di partenza di chi ha fatto questa legge è la stessa, alle "povere sfigate" non resta che provare anch'esse coi calendari. Magari usando photoshop per i ritocchi :-)     

Se la base di partenza di chi ha fatto questa legge è la stessa, alle "povere sfigate" non resta che provare anch'esse coi calendari. Magari usando photoshop per i ritocchi :-)     

I calendari?! Ma quali calendari!!!! Nella vita bisogna essere ambiziosi, meglio puntare subito al ministero, oh no?

In realtà, il modello olandese non andrebbe idolatrato: lo sfruttamento non è scomparso del tutto, mentre il decoro urbano è orrendo (se proprio vogliamo parlare di questo aspetto). In generale, le leggi libertarie e la fair policy olandesi hanno trasformato la loro società in un accumulo di ghetti: i froci con i froci, i musulmani con i musulmani, gli squatters con gli squatters, le prostitute con le prostitute (e i clienti), gli estremisti religiosi con i propri simili... Non mi sembra l'ideale dell'integrazione. Solo da loro poteva nascere un politico di destra tradizionalista apertamente omosessuale (il compianto Pim Fortuyn).

Comunque è meglio il modello olandese che la Carfagna, questo è certo.

A proposito, sulla Repubblica dicono che in Francia, dal 2003, la prostituzione è diventata reato (non per i clienti!). Idea di Szarcozy, allora ministro degli interni. Non vi sembra anche peggio? nel senso che si puniscono solo le prostitute e non i clienti... Vorrei vedere se la legge è applicata.

Sempre che la Repubblica dica la verità 

Il modello olandese se non altro ha il merito di mettere tutto allo scoperto: puoi essere omosessuale e startene nel tuo quartiere senza che ti vengano a cercare solo perche' sei omosessuale.

Non so quanto sia affidabile Repubblica, a questo punto cito wikipedia :

 Paying someone for sexual services (except those under the age of consent) is never illegal in France.

Riguardo a quello che dice Bera: abitare in un palazzo in cui c'e' l'appartamento di una signorina di alto livello alza o abbassa il valore dell'immobile? :)

Riguardo al topic, e' gia' stato detto quasi tutto.

 

 

 

Artemio, quello dei ghetti nei Paesi Bassi IMHO è il risultato della mentalità, non delle fair policy (su cui comunque stanno ripensando): è una società profondamente religiosa, in certi tratti ultra-bigotta, che però ha radici calviniste, non cattoliche. Di ipocrisie e razzismi ne hanno tanti, ma nessuno che condanni denaro e libertà personale di farci qualunque cosa, anche perderci l'anima (tanto gli incentivi ultraterreni sono aboliti).

Concordo su tutto, anche se non la definirei ipocrisia.

Si può dire che è conflitto d'interessi? 

Concordo su tutto, anche se non la definirei ipocrisia.

Si può dire che è conflitto d'interessi?

Bè, è principalmente un conflitto con i compiti impliciti nel suo ruolo istituzionale. Per assicurare pari opportunità alle prostitute, Carfagna dovrebbe semmai passare a ognuna di loro il numero telefonico privato (ma intercettabile) di Silvio Berlusconi.

A me, invece,

palma 13/9/2008 - 16:41

fa orrore chi vende la propria mente. La Signora Carfagna, non ha altro di cui occuparsi?

non ho in nessuna simpatia la carfagna

 

pero' non capisco neanche questo accanimento contro di lei

 

francamente trovo sia giusto togliere le puttane ( e il triste giro che le circonda) dalle strade

 

se avvenisse sotto casa mia non ne sarei per nulla contento ovviamente, quindi giusto toglierle dalla strada anche in maniera coattiva

 

ricordo che anche la civilissima olanda ha in cantiere di elininare le tipiche "finestre", poiche' ricettacolo di problemi vari 

francamente trovo sia giusto togliere le puttane ( e il triste giro che le circonda) dalle strade

Perché?

Io, per esempio, trovo sia giusto togliere i cani (ed i tristi padroni che li accompagnano, lasciandoli cagare e pisciare oltre che dispere i loro peli) dalle strade. Che dici, mettiamo in galera i proprietari di cani?

Secondo la Carfagna-logics in galera andrebbero mandati anche i cani

Per il centro destra il problema della prostituzione consiste nella
visibilità delle prostitute, la quale crea problemi di decoro
("papà,papà, cosa fanno quelle signorine in strada?") o di degrado
(avere le prostitute sotto casa non è quel genere di comodità che
aumenta il valore dell'immobile).

se avvenisse sotto casa mia non ne sarei per nulla contento ovviamente,
quindi giusto toglierle dalla strada anche in maniera coattiva 

C.V.D.

Tullio nemmeno a me farebbe piacere, il problema è che con questo tipo di provvedimento il rischio è di ritrovarti le prostitute nell'appartamento di fianco.

Credo sia un rischio teorico, sarò cinico ma dopo il polverone mediatico prevedo un paio di arresti dimostrativi e poi tutto tornerà come prima (vedi norme antiultrà, vedi controlli antiterrorismo negli aeroporti, vedi patente a punti) 

Riguardo il sistema olandese non sarà perfetto ma credo sia un modo più adulto di affrontare la questione.Niente vieta di creare un "sistema italiano" che sia migliore.

Nello specifico delle "finestre", che io sappia, non c'è stato nessun ripensamento del governo olandese, la loro diminuzione è dovuta a dinamiche "edilizie" (affitti alti, troppi controlli fiscali ecc)  

Io, per esempio, trovo sia giusto togliere i cani (ed i tristi padroni
che li accompagnano, lasciandoli cagare e pisciare oltre che dispere i
loro peli) dalle strade. Che dici, mettiamo in galera i proprietari di
cani?

 

L'idea non mi dispiacerebbe ed infatti è vietato  ( come sanzione amministrativa) ma cmq non incide + di tanto sulla "vivibilità", invece  una strada frequentata da prostitute edichetta immediatamente la zona come "malfamata" ovvero  dove la propria  ragazza, bambini  parenti etc etc  è consigliabile che girino da soli e/o a piedi e dove spesso succedo casini anche perchè coloro che raccattano prostitute in macchina non sono propriamente dei Lords ( al limite fanno i portavoce del Presidente del Consiglio)

 
sui giornali si parla impropriamente di " arresto" l'arresto è il tipo di pena che viene applicato per questo reato che risulta essere una contavvenzione dove in pratica la pena non viene quasi mai applicata o si ricorre a sanzioni alternative ( in galera non andranno mai)

 

anzi, va riconosciuto alla  carfagna di essere  riuscita dove non riuscirono la gardini e anche la prestigiacomo , infatti  questo argomento è un vecchio pallino della destra 

 

e aggiungo che ,da un rapido scorrerre delle proposte in materia,  con la carfagna puttanieri incalliti se la sono cavata bene perchè ve ne erano alcune molto più severe tipo questa :

 

quanto all' Olanda  :

Riguardo il sistema olandese non sarà perfetto ma credo sia un modo più
adulto di affrontare la questione.Niente vieta di creare un "sistema
italiano" che sia migliore.

Nello specifico delle "finestre", che io sappia, non c'è stato
nessun ripensamento del governo olandese, la loro diminuzione è dovuta
a dinamiche "edilizie" (affitti alti, troppi controlli fiscali ecc)  

 

insisto con il dire che in quel paese esiste un dibattito in tema ed i più sono favorevoli all' abolizione dei quartieri a luci rosse con relative puttane in vetrina

leggere qui 

 

coloro che raccattano prostitute in macchina non sono propriamente dei Lords

Per la verità di lords colti da infarto mentre vestiti da pastorella si facevano frustare da una professionista ne ricordo almeno un paio :)

Secondo l'articolo che citi,in Olanda le vetrine sono legali solo da 7 anni ( prima eran solo tollerate come qui in Belgio) e la cosa non è in discussione, quello su cui si discute è piuttosto la riqualificazione di un quartiere, come succede periodicamente in ogni città del mondo.

Quello che si scopre a leggere le prime pagine della stampa estera ...

... oppure le seconde. 

Di Follieri si era occupata anche la stampa nazionale. La notizia fresca riguarda più la sua ex.

Di Stone non trovo nulla sul corriere o la stampa ma ha un richiamo in prima pagina su Repubblica  

olanda?

folco 14/9/2008 - 15:54

per tullio:

che in olanda dibattano l'argomento è ovvio, dato che lassù son abituati a confrontarsi su tutto

se però le tue fonti di info sono la stampa italiana stiamo freschi

 

 

 

..Mi permetto di intervenire brevemente, in risposta a tullio.

Se non vado errato, il sistema olandese è decentrato: spetta a ciascuna "municipalità" regolare l'offerta di prestazioni sessuali.

Dunque è ben possibile che se, e ripeto se, c'è qualcosa che non funziona ad Amsterdam, non è detto che sia così nel resto del Paese. Mi pare anzi che proprio Amsterdam sia considerata uno dei casi in cui le autorità locali hanno operato peggio, anche se temo di non essere in grado di citare fonti attendibili al momento.

Tra l'altro, come è già stato fatto notare, proprio dall'articolo che tu citi non si evince alcun dibattito in corso nel Paese sull'abolizione dei "quartieri a luci rosse", ma piuttosto si parla di un piano che innanzitutto riguarda la sola Amsterdam e non l'intera Olanda, e che prevede una "ristrutturazione" del quartiere, non l'eliminazione del mercato.

Aggiungo una considerazione personale: non mi sembra improbabile che Amsterdam in quanto meta turistica abbia in tema di consumo di droga e di prostituzione problemi peculiari rispetto alle altre città olandesi.

Colgo l'occasione del mio primo post su nFA, che leggo regolarmente da quasi un anno, per fare i miei complimenti ai redattori per gli ottimi contributi..

Dunque, cerchiamo di capire.

La prostituzione è una lecita attività economica come qualsiasi altra e ne è solo vietato lo sfruttamento e il favoreggiamento, tant'è che anche il DDL Carfagna non considera reato la prostituzione in luogo chiuso (appartamenti et similia)

E' facoltà dello stato regolare determinate attività economiche, vietando che siano svolte in alcuni luoghi o in determinati orari. Avviene regolarmente e quotidianamente, pensiamo ad un esempio banale come il commercio ambulante, il cui esercizio avviene in luoghi specifici (i mercati rionali) proprio per evitare che le strade siano invase dagli ambulanti con conseguente caos nella circolazione, problemi di pulizia ecc.

La violazione delle norme che regolano le attività aconomiche, quando non cagionano danni a terzi, sono punite con sanzioni amministrative, vale a dire multe o al massimo il ritiro della licenza: se la repressione della prostituzione per strada seguisse queste linee guida non ci troverei nulla di scandaloso. Così come non è ammissibile che una bancarella si metta a vendere pesce fritto alle due di notte sotto casa mia, allo stesso modo se una prosituta vuole esercitare il suo mestiere che lo faccia in appartamento e non per strada o al massimo pretenda che il comune organizzi qualcosa di analogo ad un "mercato rionale".

Il progetto Carfagna, invece, decide di punire penalmente una modalità di esercizio di una lecita attività economica, tale riconosciuta dallo stesso progetto: si tratta con tutta evidenza di un salto di qualità che potrebbe costituire un grave precedente anche per settori che con la prostituzione nulla hanno a che vedere.

Il tutto tra l'altro, in netta controtendenza rispetto alla spinta alla depenalizzazione di ampi settori del diritto penale del lavoro e dell'economia: pensiamo ad esempio ai reati societari e fallimentari, per molti dei quali la sanzione è stata derubricata o ampiamente ridotta e così via.

Oltre tutto, la repressione del nuovo reato richiederà l'instaurazione di un regolare processo penale, con i tempi e i costi connessi, come ampiamente spiegato in altri articoli di Axel Bisignano, il tutto per sfociare (salvo recidiva) in una semplice contravvenzione, risolvibile non nel carcere, ma nel pagamento di una somma di denaro, che però avrebbe l'effetto collaterale di marchiare il cliente come puttaniere e l'imprenditrice come puttana.

Insomma un ritorno in pieno allo stato etico.

Il pezzo di Michele è da incorniciare, absolutely: il tono è apparentemente faceto, ma l'argomentazione finale è molto seria e solida, perché mette in luce gli effetti perversi - questi sì - della politica basata sulle buone (?) intenzioni e sull'indignazione bigotta. Anche Walter Block, qualche anno fa', ha scritto qualcosa di simile su questi e altri argomenti politicamente scorretti, che talvolta è istruttivo andarsi a rileggere come antidoto al perbenismo dilagante.

La risposta su cosa faranno i puttanieri è facile :

 

  1. quelli senza soldi = rischiano,....,o all'antica!
  2. quelli con un pò di soldi = internet
  3. quelli più facoltosi = Spagna, Svizzera, Austria (cerca babylon1)
  4. quelli più bugiardi = mai fatto!
  5. quelli più fessi = le sposano
  6. i più delinquenti = sponsorizzano gente come la Carf.... per creare "casino" CONTRO l'apertura dei casini (che è l'unico modo civile di risolvere tutti i problemi!!!!!! come dimostrano Spagna, Svizzera, Austria,...) e lasciare il business in mano alla MALAVITA. Carf... = Merlin.

 

La cosa più buffa (si fa per dire, visto che l'argomento non è affatto buffo), è la dichiarazione che "Si tratta - ha precisato (la Garfagna) - di contrastare lo sfruttamento"

Allora nalizziamo il problema dello sfruttamento. Diciamo che ci sono delle prostitute  che lavorano in proprio e lo fanno per scelta "libera" (in generale sono italiane, hanno una casa, si fanno pagare abbastanza, in qualche modo hanno "scelto" questa professione) e altre che invece sono sfruttate (in genere straniere, senza permesso di soggiorno, spesso portat ein italia con l'illusione di guadagni facili o un lavoro onesto). Quelle sfruttate per lo più lavorano per strada, vengono controllate dai loro protettori. Questi anche se la legge venisse veramente applicata (e ne dubito, se non per alcuni periodi e luoghi tanto per dimostrare che c'è), troveranno un modo di aggirarla, per esempio portando anche le loro protette in casa (ci sono problemi, perchè occorre trovare gli appartamenti ed affittarli, e affiittarli per far prostituire delle ragazze è reato, ma si troverà il vecchietto ottantenne e nullatenente che fa da prestanome per un pò di soldi, tanto in galera non ci finisce). In questo modo (che è quello che si augura la garfagna) le prostitute non saranno più visibili. Quindi non si sarà eliminato lo sfruttamento, lo si sarà reso solo invisibile.

 Per di più, nelle case sarà praticamente impossibile per le varie organizzazioni che tentano di combattere lo sfruttamento contattare le prostitute, spiegare loro che ci sono delle vie di uscita legali, che esistono modi per lasciare il "mestiere" e trovare un lavoro regolare con tanto di permesso di soggiorno. Insomma, forse si creerà qualche difficoltà agli sfruttatori (che dovranno alzare un pò i prezzi), ma non si contrasterà di certo il fenomeno

piccolo problema che segnalo a sabino:

 

ok, prostituzione attività economica lecita (btw, la legge merdin, che io sappia, tace al proposito),

 

ma allora perché il FAVOREGGIAMENTO è reato PENALE?

 

(gradirei anche l'opinione di axel bisignano) 

non ti rispondo al livello di A.B. ma sinteticamente:

 

innanzitutto la prostituzione non è una attività economica e neppure lecita nel senso di tutela dei diritti conseguenti

 

è una "attività" che svolta personalmente non costituisce reato , ma è considerata "immorale" dall'ordinamento

 

per questo si puniscono le condotte "collaterali" quali appunto il favoreggiamento o , peggio ancora, lo sfruttamento

 

 

grazie Tullio, per la risposta,

chiedo scusa, ma non avevo visto il commento, mi permetto solo di citare una sentenza della Cassazione sul punto, la uci massima recita che:

"Con la norma che incrimina il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione si è inteso lottare contro ogni fenomeno di interposizione personale, lucrativo e soltanto agevolativo, che in qualsiasi modo si colleghi all'erogazione retribuita di prestazioni sessuali compiuta anche non abitualmente ed, al limite, per una sola volta, da altra persona. Tale interposizione, infatti, è repressa non in ragione di una qualità preesistente (esercente la prostituzione) del soggetto verso il quale si verifica l'illecita mediazione, ma in ragione della natura dell'atto che determina detta qualità (e che perciò può essere anche il primo di una serie o uno dei tanti, anche saltuari di essa) in chi lo compia e verso il quale l'opera di intermediario si qualifica come opera di lenocinio in senso lato." Cass., Sez. III 21.06.1984, n. 5861.

Io ricordo di aver sentito in TV, diversi mesi fa, che l'ordinamento "libera" la prostituta da ogni dovere di pagare le tasse sui "proventi" del proprio "mestiere", perche' tali "proventi" vengono visti come "riparazione" per chi accetta di sottoporsi ad un'attivita' degradante.

Ne sapete nulla? Fosse vero, sarebbe un passo nella direzione indicata da Tullio (ed un ulteriore indizio che il sistema e' assai contorto e paternalistico)

credo che tecnicamente la prestazione sessuale dietro erogazione in denaro sia un negozio nullo per illiceita' della causa

 

cioé il nostro ordinamento non garantisce tutela giuridica a questo tipo di rapporto "economico"

 

di conseguenza se non interviene una legge piu' ampia, le prostitute non so se , anche volendo potrebbero pagare le tasse , richiedere una partita iva etc etc

questo significherebbe legalizzare 

 

il nostro paese preferisce , ipocritamente, tollerare

il ddl carfagna riguarda piu' che altro l'ordine pubblico

Quindi la prostituzione NON e' un'attivita' economica come ogni altra, per l'ordinamento italiano. Sbaglio?

Non sbagli. Il negozio giuridico con la prostituta viene definito "turpe" dall'ordinamento ed è privo di tutela. Se, ad esempio, il cliente non paga la prestazione la prostituta non ha titolo giuridico per far valere la propria pretesa in un ipotetico giudizio. Questo significa anche che se lei fa valere il suo credito con metodi minacciosi o violenti commette un'estorsione, a differenza di colui che fa valere un credito legittimo (ad es. per una fornitura di servizi leciti) con gli stessi metodi; quest'ultimo commetterebbe un semplice esercizio arbitratio delle proprie ragioni.

ok ci siamo

 

mi pare di capire che "legalizzare" la prostituzione non è poi così facile , ci vorrebbe una legge (e non provvedimenti amministrativi)  ad hoc che definisca la prostituzione come attività riconosciuta dallo stato 

 

come qualsiasi attività economica produttiva di reddito e passibile di imposta i.v.a.

credo che alla Stato potrebbe anche convenire ( si pensi al gettito inps) considerato che queste signorine , mi riferisco a coloro che esercitano in casa) guadagnano migliaia di euro al giorno

L'attività economica della prostituta è lecita nel senso che non è in sè e per sè vietata dalla legge (in questo senso era il mio commento)

Vero è che non è neanche tutelata dalla legge perchè, come diceva Axel è "turpe", il che vale però a distinguerla - per esempio - dalle attività illecite pure e semplici, come per esempio la vendita di droga.

In questo caso, l'eventuale contratto di vendita di un kg. di cocaina sarebbe nullo per violazione di legge e (ammesso che l'acquirente avesse voglia e coraggio di adire il giudice civile)  potrebbe ottenere indietro quanto pagato.

Per la cassazione, infatti,

Il pagamento effettuato in base a contratto nullo per contrarietà a norme imperative configura un'ipotesi d'indebito oggettivo cui consegue per il disposto dell'art. 2033 c.c. (diversamente dalla nullità per contrarietà al buon costume) la ripetibilità di quanto sia stato pagato.

Nel caso di prestazione contraria la buon costume, invece, la regola è data dall'art. 2035 c.c., per il quale

chi ha eseguito una prestazione per uno scopo che anche da parte sua costituisca offesa al buon costume, non può ripetere quanto pagato 

La questione è tipicamente di lana caprina ed affonda le sue radici nella tradizione del diritto romano, che già disponeva che

quod meretrici datur repeti non potest

ossia non puoi pretendere indietro ciò che hai dato ad una prostituta.

Il concetto di prestazione contraria al buon costume è tra l'altro elastico e assai soggetto a variazione nel tempo. Pensiamo ad esempio ad una attrice di film pornografici. Non sono particolamente esperto della materia, ma presumo che i protagonisti di questi film abbiano dei contratti perfettamente tutelabili in giudizio, perchè il comune sentire oggi accetta che una presazione sessuale possa essere ripresa e ritrasmessa in tv o dvd, senza che sia considerata turpe ed immorale e quindi contraria al buon costume.

Qui mi viene in mente un'altra domanda di lana caprina: i contratti servono in questo caso per autorizzare le riprese, non indicando se e quanto sesso queste riprese contengano, giusto? Se e' cosi', il contratto dovrebbe essere valido comunque, un normale contratto per lavoratori dello spettacolo.

Nel caso del meretricio invece il pagamento e' proprio per la prestazione, e allora si prefigurerebbe l'attivita' "turpe".

O forse ho esagerato con la peperonata? :) 

 

quanto da voi esplicato - riguardo al favoreggiamento - mi era già noto...

 sarà che i miei neuroni 
sono in sciopero, ma continuo a stupirmi del fatto che favorire
un'attività immorale - ma non delittuosa - sia illecito penale...<>

 e perché non colpire altre forme di favoreggiamento dell'"immoralità"?

btw,
perché gli organi di stampa che pubblicando inserzioni di prostipute
non solo favoreggiano, ma in più SFRUTTANO la prostituzione non vengono perseguiti?<>

btw,
perché gli organi di stampa che pubblicando inserzioni di prostipute
non solo favoreggiano, ma in più SFRUTTANO la prostituzione non vengono perseguiti?<>

 

 

 quoto

Direi che il problema non è stato risolto, probabilmente la prostituzione di strada è quella che sfugge alle regole ma per quanto riguarda le accompagnatrici come le escort  http://www.torchemada.net che niente fanno se non vendere il loro prezioso tempo la situazione è molto diversa e sicura. Mancherebbe solo la regolamentazione dell' attività a completamento della vicenda.

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