Letture per il fine settimana, 13-8-2011

13 agosto 2011 sandro brusco

Questa settimana: Matteo Orfini, la stella nascente del PD; rating the agencies; come passano il tempo in quel di Roma; pensioni, chi è arrivato primo?; sono i T-bonds beni di Giffen?; Pietro Ichino sull'obbligo costituzionale di pareggio di bilancio;

Buona lettura e buon fine settimana.

19 commenti (espandi tutti)

sostiene che per "eliminare" le provincie, etc. bisogna impegnarsi in un agrande riforma, ma dove li trovano questi figuri?

agenzie.

dragonfly 13/8/2011 - 17:29

gran bell'articolo, quello di Sethi.

in italia, nella discussione pubblica sull'argomento nessuno ritiene di doversi informare un po' e si parte con premesse date per scontate...

While the crisis does not have a single cause, the behavior of the credit rating agencies is a defining characteristic. It is impossible to imagine the current crisis without the activities of the NRSROs. And, it is difficult to imagine the behavior of the NRSROs without the regulations that permitted, protected, and encouraged their activities.

meglio di così, non saprei dire.

 

Sethi

It is impossible to imagine the current crisis without the activities of the NRSROs. And, it is difficult to imagine the behavior of the NRSROs without the regulations that permitted, protected, and encouraged their activities.

dragonfly

meglio di così, non saprei dire.

Vabbeh, oggi si vede che le cose stanno cosi. Ma quello che Sethi non dice e che le iniziative della SEC, del Comitato di Basilea, etc. della fine degli anni 70 e degli anni 80 erano iniziative di liberalizzazione rispetto alle norme vigenti allora. Eravamo negli anni di Thatcher e Reagan e sembrava giusto (anche al sottoscritto) togliere ai regolamentatori (la SEC stessa, i regolatori bancari, i 50 Insurance Comissioners) il potere di giudicare i bilanci degli operatori finanziari, affidando invece il compito ai privati, cioe alle agenzie di rating, che potevano farlo meglio di qualsiasi ispettore o burocrate.  Era una derugulation,  che non ha avuto il risultato sperato.

Come dice l'utente 'David Merkel' in un commento all'articolo di Sethi, non e facile trovare una soluzione, anche se no e' certo auspicabile ritornare al sistema precedente, fortemente regolamentato in teoria ma in pratica 'catturato' dalle aziende regolamentate.

Per carita', non sono favorevole al comunismo, ma anche la 'liberalizzazione' non e una cosa semplice e si possono fare grossi errori nel progettare i meccanismi e gli incentivi, come abbiamo visto.

Sandro, grazie per la segnalazione. Il ragionamento di Pietro Ichino proprio non regge ed è facile vedere perché. 

Evito di commentare la sua ultima osservazione su quello che sarebbe, secondo lui, il punto cruciale della mia critica. O non ha letto l'articolo o non l'ha inteso. Non ho mai trovato particolarmente gradevole discutere con le persone che stravolgono gli argomenti dell'altro in modo così plateale, ma questa volta farò un'eccezione in omaggio al cognome ...

Anzitutto, egli sembra ritenere che perché il vincolo di bilancio venga rispettato siano sufficienti accorgimenti giuridico-legali più una certa dose di "volontarismo politico", infatti scrive:

Quel comma [4 dell'art. 81, ndMB] – pur prevedendo la copertura di ogni legge di spesa – non ha impedito la formazione del quarto debito pubblico del mondo. Ciò chiarisce – al di là di ogni ragionevole dubbio – che il principio della copertura finanziaria da solo non basta: esso va associato a una stesura della legge di contabilità coerente e sufficientemente stringente; e deve essere accompagnato da comportamenti coerenti della classe politica.

L'osservazione, banale, secondo cui se i comportamenti della classe politica sono "coerenti" con il pareggio di bilancio, ALLORA tutto il resto diventa irrilevante, Ichino sembra non farla. Se se la facesse intenderebbe che il problema è INCENTIVI e che, ben che vada, o risolve il dynamic mechanism design problem sottostante o gli accorgimenti legali a nulla servono. Ma niente, questa prospettiva non riese ad entrargli in testa.

E non riuscendo ad entrargli in testa non capisce che la storia della maggioranza dei 2/3 e' peggio ancora, se possibile. E' peggio ancora perche' crea un meccanismo di interazione politica fra gruppi parlamentari (maggioranza ed opposizione) che porta molto probabilmente ad equilibri degeneri. Prima di fare un paio di (banali) esempi, mi preme ricordare una cosa, triviale anche essa.

NON E' VERO che sia bene pareggiare sempre il bilancio dello stato!! Vi sono dozzine di ragioni per cui il debito pubblico puo' essere utile, porco giuda. E non c'entra nulla neanche Keynes: qualsiasi teoria di optimal taxation arriva alla conclusione secondo cui indebitarsi, sometime, e' bene. E non solo quando vi sono drammatiche guerre e terremoti! L'unico vincolo che conta e' quello intertemporale e l'unico criterio da usare, di volta in volta, e' quello dell'efficienza della spesa e dell'inefficienza delle imposte. Ma QUESTO vincolo lo devono valutare gli elettori, porca troia! O c'e' un meccanismo politico ed elettorale che permetta agli elettori di valutare tale tradeoff e di punire/premiare chi di debito abusa/usagiusto, o non se ne esce. Tutta la letteratura sul federalismo, per esempio, e' basata su questo tema. Idem per una fetta (quella buona) della cosidetta political economy e public choice prima. E' questo che fa terrore in queste proposte di legge: sono scritte da accademici che questi problemi dovrebbero conoscerli! Dovrebbero essere consapevoli che sono foglie di fico dannose. Ed invece no: insistono con queste corbellerie invece di affrontare i veri problemi e finiscono per tirare la volata politica a due delinquenti come GT e BS!! Ma e' mai possibile?

E veniamo ai cattivi equilibri. Copio-incollo-riassumo da una cosa che ho buttato giu' per un quotidiano giusto poco fa:

Il dettato proposto (che richiede una maggioranza parlamentare dei 2/3 per essere sospeso) sarebbe anche dannoso perché determinerebbe delle regole del gioco foriere di cattivi equilibri fra governo ed opposizione e fra governo e cittadini. Nell’ordine. Si consideri una situazione in cui il ciclo economico (o un errore di previsione o un qualunque evento inatteso) richiedesse l’emissione di debito addizionale. L’opposizione avrebbe ogni incentivo a bloccare l’azione governativa contestando, per esempio, i criteri statistici attraverso cui il “ciclo” viene calcolato o attribuendo ad una scelta politica del governo e non ad eventi esterni la necessità in questione. Questo porterebbe ad una dannosa war of attrition, distorcendo sia l’azione del governo, che il ruolo dell’opposizione, che il risultato finale. Inoltre, come una vasta letteratura (iniziata due decenni orsono dall’attuale Rettore dell’Università Bocconi) ci insegna, vincoli di questo tipo creano incentivi per il governo di rendere la vita fiscalmente impossibile ai governi futuri. I risultati, per il paese, di equilibri del tipo “terra fiscalmente bruciata” sono pessimi.

Dai!  Orfini sembra parlare come una caricatura di Vendola. Bravissimo nel tirar fuori una tal serie di stronzate in così poco spazio. Notevole. Da tener lontano come la peste bubbonica.

update a conferma della bontà dei nuovi govani del PD, un magnifico esempio di qualche tempo fa raccontato da Stefano Feltri su Il Fatto; Vedi Raciti e smetti di votare PD con un sequel qui .Tanti auguri all'Italia.

Vedo che codesto tal Orfini ritiene Stefano Fassina il miglior candidato per il ruolo di ministro del lavoro: urge fargli avere le analisi sul medesimo - e le sue strampalate idee - pubblicate in nFA: magari potrebbe anche sospettare che un altro mondo sia possibile ....

Scusate, qualcuno potrebbe indicarmi una bibliografia minima sul tema della public choice? ( C'è qualcuno in Italia che si occupa di questo?)

nel nostro paese, questo ministero dovrebbe avere la stessa importanza strategica di quello del petrolio nei paesi arabi.

là è affidato a capaci delinquenti, a vedere com'è gestito qui da noi si vedono invece le conseguenze causate dalla somma ignoranza (in tutti i sensi possibili) della nostra classe dirigente.

io non so se i turisti, non solo stranieri, che visitano l'Italia siano masochisti o semplicemente disperati, né credo che un ministero possa rendere piacevole un viaggio in un paese sporco, caro e sgarbato. se ben gestito e ben pensato però potrebbe fare molto per migliorare le condizioni dei turisti e di chi se ne prende cura, e di conseguenza arrestare l'emorragia numerica ed economica dell'"oro vagante". e invece....

condivido!! Dalle baleari ,dove son in vacanza, mi sfuggono alcuni particolari.Ad esempio: il ministro rossocrinito ha spiegato i vantaggi dell'abolizione dei ponti per il settore? (ovviamente son sarcastico)

non è tanto una question di "ministro" (comunque decisamente impresentabile come quasi tutti i precedenti) quanto di "ministero", inteso come struttura. a un simile potenziale di ricchezza (paragonabile all'industria e all'agricoltura) non corrisponde il necessario peso nel governo. vi vengono destinati normalmente dei falliti, delle mezze seghe o deggli insoddisfatti incompetenti, è considerato un contentino da offrire come risarcimento a qualche trombato eccellente, manco fosse una presidenza di USL, ha poco potere, aministra una struttura (a sua volta formata da incompetenti di rimpiazzo) che si mangia in stipendi quasi tutto il bilancio producendo poco o nulla, e il poco che resta è sprecato in attività e finanziamenti assurdi.

è uno spreco voluto e insistito, avessi una minima stima dei nostri politici ci potrei vedere un disegno diabolico, ma purtroppo è molto più probabile che si riduca tutto a mera idiozia.

e sì che basterebbero pochi provvedimenti per migliorare le cose di molto, ma siccome si andrebbero a pestare calli importanti, per quanto anonimi (o latitanti) non se ne farà mai nulla.

I ministri e i ministeri sono nostra espressione e sono in linea  del livello medio dei servizi che eroghiamo, una grossa parte dell'italia ha delle rendite (es. roma la storia, la sardegna le coste) e sulla rendita ci speculano troppi cittadini poco importanti oltre che i pochi molto importanti: è la somma che fa il totale

il marchese parla (abbastanza) bene ma, sembra, razzolar male. Fosse vera anche solo la metà di quel che Dagospia scrive su di lui.

http://www.youtube.com/watch?v=1sWIIERTyPM

Un altro finto imprenditore mantenuto di stato che ha tutte le soluzioni? Ma è l'ennesima replica?

C'è anche chi teorizzava che i cicli economici seguissero i cicli undecennali delle macchie solari.

Articolo originale su Nature:

http://www.nature.com/nature/journal/v19/n472/pdf/019033d0.pdf

L'idea era che le macchie influenzassero il clima, quindi l'agricoltura, quindi l'economia.

L'articolo sui T-Bond di Giffen è interessante ma io ho il seguente dubbio: il prezzo di un titolo del tesoro USA non dovrebbe essere il valore attuale di tutti gli FCF pagati dal titolo? Dato che gli FCF nei titoli di stato sono dati e non variano, allora il prezzo del titolo riflette soltanto l'avversione al rischio e il costo del denaro futuro (a meno che S&P's abbia cambiato anche i rendimenti futuri del titolo ma mi pare strano)? Non mi pare una questione di utilità..chiedo lumi. 

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