C'è sempre di peggio. Per esempio, Alberoni...

23 febbraio 2009 sandro brusco

Si, lo so, è colpa mia. Non dovevo. La mamma me lo diceva sempre di non frequentare certa gente, che finisce sempre che ti fanno male. E, lo giuro, erano venti anni che non leggevo i fondi di Alberoni. Ma oggi, attirato da un titolo buffo, ho deviato dalle buone abitudini. E mi son fatto male. Tanto male. Agghiacciante. Ma quanta gente lo legge questo signore? Quanti gli danno retta? L'Italia fa sempre più paura.

Update: grazie a Marco Boninu, rinvenuta la pagina di ''Cuore'' con la leggendaria sfida tra Alberoni e La Macchina.

C'è proprio tutto il repertorio dei peggiori luoghi comuni nel pezzo.

I giovani si drogano, mancano di rispetto ai vecchi e anche ''agli psicologi'' (o ai sociologi?). Non hanno modelli, guardano il Grande Fratello e ascoltano le canzonette. Non parlano, chattano (qualcuno manda ad Alberoni la traduzioni di ''to chat''?). Ed è tutta colpa del sessantotto, ma almeno quella era una generazione con degli ideali. Non sto scherzando, dice testualmente così:

La separazione fra il mondo giovanile e adulto è incominciato negli anni '60 del secolo scorso con i figli dei fiori, il movimento studentesco, la rivoluzione sessuale. Molti di questi giovani hanno avuto problemi, ma perlomeno avevano radici e ideali. La nuova generazione non ha radici, non ha fondamenti etici, non ha cultura né classica, né politica.

Fin qui la solita roba di bassissima lega. Vai in un qualsiasi bar e trovi gente che articola il ragionamento meglio, senza farsi pagare. Ma la parte veramente agghiacciante viene dopo. Alberoni ha una diagnosi molto semplice delle cause del problema: manca il ferreo controllo dei genitori. E la ragione risiede nella tecnologia della comunicazione. Anche qui, purtroppo, non sto scherzando.

Questi adolescenti quando sono a scuola, in casa, quando si trovano con gli adulti non ascoltano. Comunicano solo all'interno del loro universo adolescenziale con mezzi che gli adulti non possono controllare: sms, Internet, chat, YouTube, altre web-tribù. Si incontrano di notte, nelle discoteche e nelle feste. Coi genitori recitano, e questi non sanno nulla della loro vita reale.

Da tanto acuta analisi, quale soluzione può sortire? Ma è ovvio:

A volte mi domando se a questi adolescenti non farebbe bene un periodo di moratoria, in cui si chiudano loro YouTube, le chat, le discoteche, si limiti l'uso di Internet e dei cellulari per consentire loro di ricominciare a parlare, di riprendere contatto con le altre generazioni, con i giornali e i libri. Una moratoria periodica di due mesi l'anno, una cura disintossicante.

Veramente ripugnante. Lui arriva e decide come gli adolescenti devono passare il tempo. Non guardate YouTube, leggete libri e giornali. Magari i miei libri e i miei editoriali, tanto che ci siete. Così vi capisco meglio.

Neoluddismo delle vecchie classi dominanti, allo stato puro. Almeno i luddisti classici erano dei poveracci spinti dalla fame e dalla disperazione, che quando andavano a distruggere le macchine rischiavano del proprio. Questo invece è un anziano signorotto che se ne sta al caldo e chiede lo stato di polizia, che faccia per lui lo sporco lavoro di eliminare la concorrenza delle nuove tecnologie. Se questo è il meglio che sa esprimere la cosidetta borghesia liberale milanese, di cui si favoleggiava un tempo il Corriere fosse l'espressione, sono sempre più felice di essermene andato.

 

UPDATE

Grazie agli sforzi di Marco Boninu, ecco la mitica pagina di ''Cuore''. Cliccate sulla figura per ammirarla nella sua maestosità.

69 commenti (espandi tutti)

Ma sì: resta un giocoliere della parola. Nel frattempo riscuote una rendita al Corsera il quale può dirottargli una fetta degli aiuti di Stato.

Io ho evitato di leggere una volta visto il titolo.

Comunque "chattare" ormai e' sdoganato come verbo (yeah, very cool), serve anzi a distinguere tra la chiacchierata di persona e quella elettronica. C'e' anche di peggio "mailare", per esempio. O "scannare", anche se e' troppo tecnico, "scannerizzare" viene usato dalle persone di una certa ricercatezza.

(un po' come "criptare" al posto di "cifrare", insomma...)

Mi preoccuperei poco del neologismo, se non fosse per il veteroqualunquismo che sottintende.

 

E per fortuna che non ha menzionato facebook e i gruppi pro-mafia... e' rimasto indietro di 6 mesi poverino.

Sono sicuro che ricupererebbe in fretta con un altro fondo pagato da pantalone in cui trionfante direbbe che queste cose dimostrano come avesse ragione nel fondo precedente.

In fondo, per la gerontocrazia imperante a lunga scadenza, cosa vuoi che siano 6 mesi?

sia chiaro: la gerontocrazia non e' questione di eta' anagrafica.

 

Io distinguerei la parte descrittiva e la parte prescrittiva.

Alberoni, come altri, può vedere più o meno bene la situazione che, d'altra parte, è descritta in modo decisamente negativo da molti - io sfortunatamente non ho granchè contatti con la generazione italiana nata negli '80, quindi non posso dare giudizi diretti, anche se mi fido abbastanza di quello che sento, a naso.

Sulla soluzione del problema vi sono chiaramente dei qui pro quo - non è lo strumento quanto il contenuto che rileva. Tuttavia mi ricordo che anche "ai miei tempi" si diceva di non guardare troppo la televisione, e in fin dei conti una parte di verità (=bontà) c'è anche in questi giudizi - il problema è che sono troppo generali e generalisti per dare veramente seguito ad un codice di buona pratica. Comunque qualche libro in più male non farebbe (eventualmente lasciando perdere Alberoni).

RR 

Ai tuoi tempi (che credo siano anche i miei) si diceva di non guardare troppo la televisione, ai tempi di mio papà il problema erano i fumetti (con interrogazioni parlamentari per bandirli a cui si oppose, con una campagna su Candido, Guareschi). Resta da capire cosa guardasse Caino prima di ammazzare Abele. Invece i giovani bavaresi negli anni 30 sappiamo che, almeno quelli, leggevano libri ..peccato fossero il "Mein Kampf" e "i protocolli dei saggi di Sion"

Io da giovane (anni 70) abitavo in un quartiere malfamato della periferia milanese e, se ripenso a quegli anni, questi adolescenti mi sembrano decisamente migliori.

La gioventù che "non è come quella di una volta" ed il "mala tempora currunt" esistono da che esiste il mondo. Non voglio dire che sia tutto rose e fiori, i problemi ci sono, come ci sono sempre stati per ogni generazione che si affaccia alla vita adulta, ma come dici giustamente tu :

non è lo strumento quanto il contenuto che rileva.

almeno io la penso così, ma di tv ne ho vista tanta quindi...

 

Si, lo so, è colpa mia. Non dovevo.

E' solo colpa tua!!!Bisogna sempre ascoltare la mamma!!!

Io, quando mi capita, lo leggo volentieri, perchè lo ritengo un capolavoro di comicità involontaria.

E' incredibile la serie di banalità da bar sport che riesce a piazzare in prima pagina sul Corriere. Mi domando spesso se ci sia qualcuno, in via Solferino, che legge i suoi articoli prima di pubblicarli.

Comunque il titolo del post è "C'è sempre di peggio"...Bhe, a questo proposito, ti consiglio di dare un'occhiata ai libri che pubblica la moglie di questo signore.

Se leggendo lui sei felice di essertene andato leggendo lei brucerai anche il passaporto.

Comunque il titolo del post è "C'è sempre di peggio"...Bhe, a questo proposito, ti consiglio di dare un'occhiata ai libri che pubblica la moglie di questo signore.

Se leggendo lui sei felice di essertene andato leggendo lei brucerai anche il passaporto.

A questo proposito:

http://razionalismo.wordpress.com/2008/04/11/comprate-il-mio-libro-fatel...

http://www.youtube.com/watch?v=enTPpgu73cQ

Caveat: attenzione alle risate (o ai conati di vomito...)

Se vogliamo tenerci sul comico - siamo pure alla fine di una giornata di lavoro - ecco la mia proposta.

Nonostante le critiche di Alberoni... evviva youtube! Perchè grazie a youtube e ai tuoi utili suggerimenti si trova questo ma, per fortuna, anche questo e questo.

Sandro chiamasi "trombonismo", virus tipicamente italico per cui dopo i 60 (forse adesso saran 70) si diventa automaticamente "venerati maestri". Succede a Scalfari, succedeva a Montanelli, addirittura per un cantore della banalita' come Candido Cannavo' hanno fatto un minuto di silenzio su tutti i campi! Sfortunata la terra che ha bisogno di eroi.

No, Vincenzo, l'espressione giusta è: "stimati intellettuali".

Io ho letto il fondo (si, abbiamo toccato il fondo) al bar, davanti al caffè...a lettura finita ho pensato che fosse davvero tristissimo che un giornale che ambisce ad essere la voce informata della parte del paese più sviluppata esprima idee di quel tipo. Il fondo non esprime nulla più che quella solita laudatio temporis acti tipica di tutti i pensieri al tramonto.

In questo momento, l'Italia è davvero più triste, ingobbita e incartata che mai (tenete presente che io, uso i mezzi pubblici)

Ma c'è qualcuno che sa ripescare quell'articolo di Cuore dove, sull'onda della sfida fra Kasparov e Deep Blue, si titolava:

 

ALBERONI SFIDA UN WATER

Ovviamente, l'incontro non aveva storia. A cosa l'aveva sfidato, per curiosita'?

Non mi ricordo, mi ricordo solo la faccia di Alberoni tutta seria e sostenuta, con a fianco un water...

sarebbe carino rivederla.

Io, leggendo il pezzo, ho pensato più di una volta ''fa veramente c$*%/*re''. Sembra un terreno adeguato su cui sfidare un water.

è interessante perchè guarda solo alla parte negativa dell'evoluzione tecnologica - che c'è anche, è assurdo negarlo. Ma c'è anche una sostanziosa parte positiva, che Alberoni ignora: quanti geni, oggi, possono trovare spazio proprio grazie a Youtube, facebook o internet? Quanti figli possono liberarsi da genitori ossessivi grazie alle nuove tecnologie? Quanto socialmente e sociologicamente rilevante è poter parlare in real time a distanza di migliaia di chimilometri. 15 anni fa un immigrato marocchino in Itlaia poteva sentire la voce della moglie una volta al mese, per pochi minuti, disturbata, e a costi esorbitanti. Oggi a prezzi analoghi può andare in marocco una volta ogni due mesi con Ryanair e parlarle tutti i giorni tramite skype a prezzi risibili.

Quanto conta, socialmente e sociologicamente, aver accesso immediato a tutte le informazioni disponibili del mondo? Alberoni butta tutto nel cesso. io mi permetto di buttare nel cesso il suo articolo...

 

:D

 

 

 

 

 

se è per questo, venti anni fa i graduate students italiani in amerika dovevano chiamare la mamma per farsi dire cosa aveva fatto l'inter...

Non piu` un problema, per fortuna! ;-)

Grazie alle P2P TV's, non mi sfugge neanche una partita della Beneamata.

Bisognera` chiudere anche i canali cinesi???

Caro Andrea,

tieni presente che per coloro che concepiscono il pensiero come una sorta di stenografia di tutto quanto li ha preceduti (di cui loro rintraccerebbero il senso recondito, dispiegandolo sul Corriere), è fondamentale descrivere ciò che verrà, e a cui loro non potranno mai prendere parte per ragioni biologiche, come un decadimento: mi sembra un modo molto infantile per dire "ai miei tempi era meglio, e dunque non mi perderò nulla".

 

Ma c'è anche una sostanziosa parte positiva, che Alberoni ignora: quanti geni, oggi, possono trovare spazio proprio grazie a Youtube, facebook o internet?

L'unico genio e' Alberoni, attraverso la cui parola ispirata si esprime il Weltgeist in persona, e percio' il problema non si pone...

 

 

wow che accozzaglia di banalità. Alberoni si è scordato di aggiungere dire che il rock and roll è la musica del diavolo...

Tanti anni fa, insieme ad alcuni miei compagni di ufficio alla Bocconi (c'era ancora Sandro in giro), ci domandavamo chi fosse l'Alberoni dell'economia. Secondo voi chi è oggi, tra i tanti commentatori economici che scrivono sui giornali, l'Alberoni dell'economia?

Non c'è una risposta giusta. Ognuno può nominare il suo editorialista "preferito".

Deaglio, Cipolletta, Cisnetto, Padoa Schioppa cosi' di primo acchitto. Qui secondo me se ne trovano parecchi.

edit: MARIO MONTI! Come ho fatto a dimenticarmene!

Non vale citare tutti. Un solo nome!

Non possiamo fare una rosa ristretta come per gli Oscar? :-) Cavolo ho l'imbarazzo della scelta, ho bisogno di una migliore definizione dell'insieme di partenza! Si parla di qualunque pincopallo che faccia l'editorialista su temi di economia o la CN e' la cattedra di economia?

No, tutti gli editorialisti sono ammessi. Non occorre avere una cattedra.

una pizza su Geminello Alvi (scrive ancora?)

Come no? Editorialista economico de Il Giornale (insieme a Geronimo, alias PCP)

http://www.qualitas1998.net/qualityreport/3.4.htm

Per un profilo che renda giustizia alla figura del dileggiato Alvi

Pensavo fosse uno scherzo, ma ho poi visto il post nell'altro thread e mi sa che questo è un commento serio. Dico solo una cosa. Giavazzi è un economista, con cui si può essere a volte in disaccordo. Alvi NON è un economista. Avrà certamente altre qualità (ammesso che conoscere la teoria economica sia una qualità) ma non questa.

Serio? Panunzio, col bel cognome che (quasi) ti gà ... ma no ti lo vedi chi che el ze? El zé el poareto de sempre ... che, se nol deventa un statal, quasi quasi el gà da dirghe grasie al Giavasi ...

Eh no, statale come tia (se dise cosi' nella terronia del nord?) giammai...Sono un trentottenne pensionato multimilionario e di questo ringrazio (ma tanto, tanto) la teoria economica liberale, a tia la catedra a me i soldoni...quasi quasi a 38 anni faccio ancora in tempo a prendere il PHD, che dici?

Non conosco gli articoli di Alvi (non leggo il Giornale dai tempi di Feltri) ma spezzo volentieri uno stuzzicadente in suo favore visto che mi hanno chiesto se fosse vero - come sosteneva in un suo articolo - che a 10 anni dallo scoppio della crisi del '29 (e a 6 dall'insediamento di FDR) il reddito nazionale negli US fosse ancora meno dell'80% di quello pre-crisi. Gia' uno che non spande la leggenda salvifica del New Deal a trombonismo parte da -100.

oscar giannino e quando parla di economia christian rocca

L'impagabile Bisin che a fine 2008 pronostica il Dow a 12,000,ma solo per scherzo (perche' l'intellighentsia si sa e' ironica, non e' bella ma piace):
http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Il_Dow_a_12.000#body

Siete voi che non capite l'arte del Maestro. Alberoni, da persona spropositatamente colta e saggia, sta semplicemente applicando le "Istruzioni per rendersi infelici" ben descritte a suo tempo da P. Watzlawick, ovvero:

"Anche il principante può, con un po' di abilità, riuscire a vedere il proprio passato attraverso un filtro che lasci trasparire il buono e il bello nella luce più trasfigurante. Solo chi non riesce a mettere in opera questo espediente ricorda la propria pubertà (per non parlare dell'infanzia) con crudo realismo, come periodo dell'insicurezza, del dolore del mondo e dell'ansia per il futuro, e non rimpiange di quei lunghi anni neppure un solo giorno. Al più dotato aspirante all'infelicità, invece, non dovrebbe essere difficile riconoscere nella propria giovinezza l'Età dell'Oro irrimediabilmente perduta, rendendosi così accessibile un'inesauribile riserva di tristezza. (...) Ma il non plus ultra, che indubbiamente presuppone la genialità, consiste nel rendere responsabile il passato anche del bene, a tutto vantaggio della presente infelicità. Esempio ineguagliabile di questa variazione sul tema è la storica frase pronunciata, a quanto pare, da un lavoratore del porto di Venezia, quando gli Asburgo lasciarono questa città: 'Maledetti gli Austriaci, che ci hanno insegnato a mangiare tre volte al giorno!' ".

"(...) l'effetto (...) è garantito, almeno finché l'aspirante all'infelicità si attiene a due semplici regole. Primo: esiste un'unica soluzione possibile, consentita, ragionevole, sensata e logica del problema, e se questi sforzi non hanno ancora avuto successo, questo prova soltanto che non ci si è ancora sufficientemente applicati ad essa. Secondo: la supposizione che esista solo quest'unica soluzione non può mai in quanto tale essere messa in discussione: prove di verifica possono essere fatte solo relativamente alla sua applicazione".

Semplice, no? Maestro Alberoni, la distanza che La separa dalla genialità è breve, si applichi un po' di più!

Scusa Diego lo so che puntavi sul fatto che alla seconda riga di virgolettato la narcolessia avrebbe colto anche il piu' temerario lettore, ma ho furbescamente letto prima e ultima frase di ogni paragrafo e la curiosità mi attanaglia:

Esempio ineguagliabile di questa variazione sul tema è la storica frase pronunciata, a quanto pare, da un lavoratore del porto di Venezia, quando gli Asburgo lasciarono questa città: <>".

Cosa disse il lavoratore del porto di Venezia? Io un paio di idee ce le avrei ma non le posso scrivere ché si sa, i portuali veneti mettono tre bestemmie ogni due parole...

Accidenti mi hai beccato! :)

Le doppie virgolette avevano cancellato la frase, ora dovrebbe essere visualizzata correttamente.

Grazie a Sandro per il momento di buon umore..

Non pago, ho visitato anche www.alberoni.it, dove ho scoperto ad esempio il "Falling in Love Center" (www.fallinginlovecenter.it/) e poi, curisosando in rete, ho trovato anche il programma del corso di Rosa Giannetta Alberoni di qualche anno fa allo IULM a Milano

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Sociologia del cambiamento sociale – CFU 5
Prof.ssa Rosa Giannetta
Obiettivi e contenuti del corso
Il corso vuole individuare quali sono i meccanismi profondi che generano il cambiamento sociale, e come il
cambiamento si manifesta nella vita quotidiana: analizzando i comportamenti delle persone, gli stili di vita, i
consumi.
Organizzazione del corso
Le lezioni saranno integrate da conferenze tenute da personaggi noti, che siano portatori di casi emblematici
di cambiamenti avvenuti nel sociale e nelle imprese.
Modalità d’esame
L’esame consiste in un confronto fra docente e studente, basato sul corso e su “tesine” originali prodotte
dallo studente.
Testi obbligatori per l’esame
ALBERONI GIANNETTA R., CORSINI B., Persona e comunicazione, Coopli,
Milano, 2004
Testi di riferimento consigliati

CAVALLI Luciano., Il mutamento sociale, Il Mulino, Bologna, 1970

CONNIFF Richard., Storia naturale dei ricchi, Garzanti, Milano, 2004
Abstract
The course will examine the mechanisms producing social change and how this change reveal oneself in
everyday life by analysing people behaviours, life styles and consumption.
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ora ho un nuovo scopo nella vita: studiare la "storia naturale dei ricchi"...

Dopo avere cantato a Sanremo con Alexia, Mario, dovevi trovare un'altra missione nella vita.

Purtroppo mi porto questo problema di omonimia dalla nascita...ora c'è pure il giocatore del Napoli..

E no. Quello è Ezequiel Lavezzi, detto "el pocho"

Meravigliosa l'espressione "l'esame consiste in un confronto fra docente e studente".

 

Gli editorialisti del Corriere, almeno ultimamente, non se la passano bene da queste parti.

Mi sembra giusto quindi evidenziare, e proprio in questo peraltro gustosissimo thread, che oggi c'è una meritevole eccezione (non che sia sempre meritevole, anzi di solito il nostro è ancora lì che sogna il ritorno di Bettino ...) nella forma di un editoriale di Panebianco sulla questione "vita contro morte". Non è tanto (o solo) che lo condivido; è che mi sembra una posizione così banalmente ragionevole che la sua banale ragionevolezza evidenzia la natura strumentale di tutto il resto, e del DDL in discussione in parlamento anzitutto.

L'ho letto. Mi pare una descrizione realistica degli schieramenti in campo, ma non una posizione ragionevole. Anzi, la definirei pilatesca, degna del peggiore maanchismo veltroniano.

Mi spiego. Qui si confrontano certamente due concezioni della vita e sono, ovviamente, entrambe legittime. Una, però, chiede di decidere per sé senza obbligare gli altri al medesimo comportamento, l'altra, au contraire, vuole costringere ad uniformarsi anche coloro che sono in disaccordo: dal mio punto di vista liberale - e certamente di parte, siamo tutti di parte .... - hanno lo stesso diritto di essere sostenute, ma non lo tesso valore.

E per la libertà di scelta mi batterò sempre.

Sono d'accordo con te, Franco.

Altro che eccezione. E' il solito modo di scrivere editoriali, tipico del Corriere. Un sacco di giri di parole per far vedere che le cose sono più complesse di come paiono e che l'intelligenza consiste nel vedere le buone ragioni di tutti (ad attenersi strettamente ai canoni di questa sorta di riflessione omissiva, uno, l'editoriale non lo scrive proprio. Se tutto è così complesso e non ci rimane che il theorein, cioè letteralmente il contemplare una situazione, fallo e stai zitto...ma ergerlo addirittura a metodo di discussione pubblica mi sembra troppo). Finale col solito corrucciamento dell'intellettuale che, dall'alto di questa sua insostenibe lucidità, è costretto a guardare uno spettacolo che, fosse per lui, non ci sarebbe mai stato. "Oh natura, perchè ci hai dato sguardi così profondi?".

Ma per favore.

Proprio perché la democrazia non è fatta per fronteggiare conflitti filosofici di questa portata, sia le prassi ispirate al principio della sacralità della vita sia quelle ispirate al principio opposto della libertà di scelta, dovevano (come si è sempre fatto) rimanere «al di qua» dello spazio pubblico, affidate al silenzio, agli sguardi e alle parole a mezza bocca scambiate fra i medici e gli assistiti o fra i medici e le persone affettivamente vicine agli assistiti.

Lasciamo perdere se la democrazia sia fatta per fronteggiare conflitti di questa portata, il punto vero è: e se uno non ha parenti, o la forza per proporre il suo giudizio nella zona grigia? E se questa della zona grigia, non fosse che una riedizione, riveduta e corretta, del solito modo tartufesco all'italiana di affrontare i problemi? Gay si, fate pure ma di nascosto e non esibitevi; puttane si, ma che non si vedano e così via. E poi, scusate, la situazione al quale il nostro si riferisce vedeva coloro che erano affettivamente vicini al paziente esprimere una volontà, a bocca piena. Chi aveva ragione, in quel caso? Cosa dice MulinoBianco?

In un precedente intervento («Quel silenzioso terzo partito », Corriere del 9 febbraio) avevo parlato dell'importanza di preservare una zona grigia protetta (così mi ero espresso) da una «necessaria ipocrisia».

Si, ecco, bravo. Dicesi: libertà negativa. Un liberale non dovrebbe faticare a proclamare la chiarezza di quella nozione di libertà. No, lui preferisce invece una zona grigia, dove i rapporti di forza si possono giocare senza che a prevalere siano le libertà dei singoli, ma appunto le credenze o i pronunciamenti della maggioranza... il cui prevalere a momenti alterni, dichiara a fine editoriale, sarà un pessimo risultato. Ecco, ma se vogliamo evitare di cedere alle maggioranze, cosa facciamo? Proprio non ce la fa a dire "lasciamo decidere ai singoli"?

Senza contare che la legge, di sicuro, è il luogo più inadatto, più inospitale, per depositarvi visioni ultime della vita. Checché ne pensino i feticisti della legge, ci sono molte più cose in cielo e in terra di quante non ne possano contenere i loro codici e i loro commi.

La legge inospitale? Fini ultimi? Ma cosa dice? L'alimentazione, e la sua sospensione, è un fine ultimo per chi la veda già in quel modo. Non tutti condividono che discutere di morte significhi parlare di fini ultimi, se ne potrebbe parlare anche...chessò, laicamente? E poi, sulla base dello stesso principio, cosa facciamo: non facciamo leggi sulla trasfusione del sangue, perchè qualcuno vi collega significati esistenziali e religiosi speciali? E se invece di seppellire i cadaveri, permettessimo di lasciarli galleggiare nel Tevere, almeno per gli Indù che vivono a Roma? Sospendiamo tutta la legislazione sul trattamento dei cadaveri?

Cazzarola, per una volta che abbasso la guardia e faccio per un momento l'agreeable stile italiano, mi crocifiggono gli amici in due secondi. E lo fanno con i chiodini appuntiti, pure!

Non è che abbiate torto, anzi: avete ragione. Semplicemente avevo provato ad interpretarlo in maniera possibilista, ossia che invocasse una legislazione leggera, che lasciasse fare, che lasciasse decidere a paziente e suoi familiari senza fare la lista delle mille procedure, dichiarazioni notarili ed altre cose. Ma concordo: in effetti dice cose abbastanza ipocrite ammantandole con la (pseudo) saggezza millenaria e lasciando in sospeso la questione del diritto fondamentale: son padrone io della mia vita, o qualche istituzione, sia essa millenaria o creata all'uopo l'altro giorno?

Beh, io ci ho provato, no? Era solo per non sentirmi dire che siamo pregiudizialmente contro qualsiasi cosa si scriva sul Corriere ... proverò di nuovo, dunque, alla prima opportunità.

P.S. Più seriamente, oltre alla proposta del governo, esiste altra legislazione rilevante in Italia o altra proposta di legge? Ho sentito parlare di un DDL "Marino", ma non l'ho mai letto. Pura curiosità.

Per tirarvi su il morale leggete questa supplica pubblicata in prima pagina sull'orribile Giornale di Berlusconi tre giorni fa, e capirete che non siamo poi un popolo - noi destrorsi - così senza speranza:

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330402

Berlusconi secondo me è troppo buono: io a un mangiapreti così nefando non lascerei mai scrivere la sua rubrichetta ogni giorno in prima pagina sul giornale.

Più seriamente, oltre alla proposta del governo, esiste altra legislazione rilevante in Italia o altra proposta di legge? Ho sentito parlare di un DDL "Marino", ma non l'ho mai letto

Il  DDL Marino lo trovi qui

E' un testo abbastanza equilibrato anche se  in alcuni punti statuisce il superfluo. Il DDL ruota intorno al principio che ciascuno di noi decide cosa fare del proprio corpo e può dare delle disposizioni anticipate in relazione a futuri ed eventuali trattamenti medici: che non vuol dire solo l'accanimento terapeutico, ma anche trattamenti non "accaniti", pensiamo ai testimoni di geova e al loro rifiuto delle trasfusioni.

In particolare, per quel che riguarda la forma del "testamento biologico", il DDL ricalca i requisiti richiesti per il testamento olografo, vale a dire il testamento col quale si dispone del proprio patrimonio e che deve essere interamente scritto a mano, datato e firmato, senza quindi nessun obbligo di forma notarile. Questa forma, se utilizzata, servirebbe però ad eliminare ogni contrasto sulla data e sulla provenienza di quel documento da quello specifico paziente.

Il DDL del governo, se approvato così come impostato, è invece con ogni probabilità incostituzionale, perchè prescrive che i medici si possono rifiutare di assecondare al volontà del paziente e continuare i trattamenti e perchè non ammette la possibilitàdi rifiutare l'alimentazione forzata.

Dal punto di vista formale, impone la forma notarile (con controfirma di un medico), il che in questa materia mi sembra un vero e proprio assurdo, perchè l'intevento del notaio dovrebbe servire a dare maggior garanzia e certezza della volontà, ma non a precludere che quella volontà sia accertata in altra maniera.

Ad oggi una legge non c'è, ci sono  però i principi e, come la vicenda Englaro insegna, i principi sono che si può chiedere ed ottenere di interrompere i trattamenti terapeutici, sono che al momento la via è tortuosa e passa attraverso i tribunali.

Il progetto del governo fa fare un passo indiero, perchè non solo non rende meno tortuosa la via, ma in pratica finisce con sbarrarla del tutto.

 

 

 

 

una lancia va spezzata a favore di Alberoni che non solo e' erede di grandi tradizioni come la facolta' di sociologia di Trento che tanta gloria addusse alla cultura italiana, ma che e' costretto a sfuggire alla sig.ra Alberoni. Si', per aspera ad astra.

R.G. Alberoni ad esempio, per citare un sol caso di luminosa interpretazione affronta le seguenti questioni (gia' nel 2oo6)

 

Il declino del Cristianesimo è dovuto al benessere, al consumismo, al progresso della scienza?

Perchè il marxismo e il nazismo erano anticristiani?

Perchè dietro l'antisionismo c'è l'anticristianesimo?

A cosa mira lo scientismo?

Quali sono i pericoli della manipolazione genetica? 

Da quando è cominciata la cacciata di Cristo?

Si può davvero cancellare l'esigenza del sacro?

Si può cacciare Cristo dalla mente dei cristiani e dal palcoscenico della storia?

E i cristiani credenti cosa devono fare per fronteggiare le minacce del terzo millennio?

Rosa Alberoni risponde a queste domande in un pamphlet rigoroso e vibrante che si inserisce pienamente nel dibattito attuale sul relativismo culturale e la distruzione della morale cristiana. E ci ricorda che espellere Cristo dal pensiero e dalla storia significa intaccare l'idea stessa di umanità.

 

 

 

E il tutto nell'agile volumetto "La cacciata di Cristo", edito da Rizzoli nel 2006. Si deve quindi ben intendere il grido di dolore di Alberoni F. che si rinchiude a via Solferino per sfuggire a R. Giammetta che lo insegue con l'aspersorio nel tinello.

una lancia va spezzata a favore di Alberoni che non solo e' erede di grandi tradizioni come la facolta' di sociologia di Trento che tanta gloria addusse alla cultura italiana

Non dovresti sostituire "cultura" con "lotta armata"?

Ragazzi, questa mi pare una sparata sulla sociologia come lo e' quella di Alberoni su internet. Alberoni non ha un approccio scientifico allo studio della societa', ma esistono sociologi (anche a Trento oggi--notare che Alberoni non e' a Trento da decenni) che hanno un approccio per lo meno di 'scienza sociale', con tanto di dati ed evidenza.

Alberoni invece ha scelto la sociologia della 'cultura' classica, non scientifica... La mancanza di cultura scientifica nella societa' italiana, e sui nostri giornali, e' il dramma vero.

Ma il punto non è che uno debba per forza sottoscrivere metodologie di lavoro scientifiche, del resto è pieno di filosofi analitici come Boghossian o Nagel o tanti altri che scrivono sulla società in maniera interessante...e proprio questo atteggiamento da guru che infastidisce, si crederà Spengler...

beh, se leggi freakonomics, levitt utilizza lo stesso tono da guru

Luigi: ti farà piacere sapere che, su questo, siamo finalmente in perfetto accordo! Levitt non solo usa lo stesso tono da guru, le sue affermazioni hanno la stessa rilevanza (logica ed empirica) ed originalità di quelle di Alberoni.

La morale sembra essere semplice, oltre che vecchia ed autoreferenziale: l'aria fritta, i luoghi comuni e le banalità portano al successo mediatico quando profferite/i pomposamente e con il tono di profonde e mai prima rivelate verità. Se poi ci si ammanta anche del titolo di "professore", è fatta.

P.S. L'anteriore, su cui credo tu ed io si concordi, ha un'implicazione su cui, temo, tu non concordi con me. Ossia che le masse, i consumatori, gli elettori, il 90% di quelli che comprano/leggono/guardano/ascoltano, sono un po' dei gonzi. Come diceva il saggio Palma Gershom:

Il problema non è che la religione è l'oppio dei popoli. Il problema è che ai popoli l'oppio piace.

mah, se entriamo nello specifico dei papers di levitt (su cui freakonomics si basa)  devo dire che non mi sento in grado di giudicare, capendone meno di zero di empirics. La reazione di intestino  a quel tipo di papers (che usano zero teoria, e si basano fondamentalmente su qualche identification strategy "clever" e un dataset decente) e' che raramente credo alle storie che raccontano per giustificare la exogeneity/strategy. Poi, pero', la reazione e' di intestino e quindi poco scientifica.

Io non ho problemi con le masse gonze. Ho problemi pero' ad accettare che le masse siano gonze l'alpha per cento delle volte, semi gonze il beta per cento, e intelligenti l'unomenoalphamenobeta, dove alpha e beta ce li scegliamo come fa comodo a noi.

O meglio, vorrei avere una teoria che mi dice quando posso fidarmi che gli agenti sono razionali e quando non lo sono.

O meglio, vorrei avere una teoria che mi dice quando posso fidarmi che gli agenti sono razionali e quando non lo sono.

How about: ALWAYS? Poi lavori su information available and its costs as well as beliefs. Questi tre elementi hanno un vantaggio: sono meno immisurabili, alcune volte sono addirittura misurabili. La "razionalita'" non lo è quasi mai, se non post-hoc ergo propter hoc.

mi piace, ma il mio punto resta. Supponiamo di tenerci razionalita' e utilizzare  ipotesi diverse su informazione credenze e costi di acquisizione di queste (asimmetrie, cose non bayesiane etcetc).  Queste diverse ipotesi dovrebbero essere non ad-hoc ma avere una qualche consistenza across applications. Altrimenti l'esercizio che facciamo diventa come quelli che cambiano la funzione di utilita' ogni volta che vedono una cosa che non e' consistente con l'utilita' precedente.

Io sono uno di quelli che leggono NfA per imparare un po' di economia. A scopo didattico, mi dareste un esempio di punto criticabile in Freakonomics? Avendo letto il libro, mi sembra che il paragone con Alberoni sia quantomeno ingeneroso...

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